Marina di Pisa: nuovo stop al mega progetto immobiliare

Nuovo stop al progetto immobiliare della Namira sulle aree adiacenti al Porto di Marina di Pisa, a cui da sempre ci siamo opposti. Infatti, grazie al continuo controllo del nostro gruppo consiliare, è emerso che nei mesi scorsi è arrivato da parte del Comune di Pisa il parere negativo al progetto presentato per la realizzazione di 3 fabbricati condominiali e delle relative opere di urbanizzazione in via Barbolani a Marina di Pisa in base al Piano di recupero

Il parere negativo del Comune – che si fonda sul provvedimento negativo espresso dalla Commissione comunale per il paesaggio – mette in evidenza le criticità architettoniche e soprattutto evidenzia che le nuove edificazioni come progettate costituiscono “una barriera percettiva che ostacola l’intervisibilità terra-mare limitando la permeabilità visiva oltre che ad alterare il rapporto tra edifici e spazio pubblico”.

E’ da evidenziare che il parere finale avviene dopo le integrazioni e modifiche presentate da Namira tra cui la cancellazione della realizzazione di uno dei 3 fabbricati e una riduzione delle loro altezze, sono state ritenute inadeguate, permanendo “profili di incompatibilità paesaggistica”. In particolare si legge nel parere che sono 4 le criticità che permangono e che hanno portato ad una bocciatura del progetto: “1) l’adozione di un morfotipo insediativo che di discosta sostanzialmente da quello presente nella parte urbana retrostante: 2) la carenza di spazi aperti e a verde che caratterizzano i lotti di Marina di Pisa, 3) il ricorso ad una tipologia architettonica che non interprete i caratteri morfologici, architettonici ed insediativi propri del contesto marinese; 4) la limitazione della permeabilità visiva verso il fronte porto”.

Ancora una volta si confermano tutti i motivi della nostra contrarietà a questa mega area residenziale (280 residenze, 115 stanze hotel, 20 spazi retail, 5 ristoranti, 1 centro congressi come da descrizione sul sito della impresa privata) prevista per il Porto di Marina di Pisa: un’operazione puramente speculativa, tutta interna ad un modello economico insostenibile, contro cui ci battiamo da più di 20 anni.

A questo progetto ci siamo opposti sin dall’inizio insieme al Comitato per la salvaguardia di Boccadarno e alle associazioni ambientaliste; opposizione che si concluse con la sentenza definitiva del Consiglio di Stato che a tutt’oggi stabilisce l’illegittimità di questa operazione immobiliare.

Operazione che non porterà benefici alla nostra collettività, anzi la città ha pagato e continuerà a pagare un prezzo molto alto per operazioni speculative come questa che inducono danni ambientali irreversibili. I terribili eventi climatici che nei mesi scorsi hanno flagellato il nostro territorio, colpendo in modo mai visto prima Marina di Pisa, sembra che non abbiano insegnato nulla o forse si ignorano volutamente in nome del profitto e degli interessi privati.

Diritti in comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista

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