Maxi-indagine sul movimento a sostegno della Palestina | Rassegna stampa

ARTICOLI E SERVIZI TV ONLINE

La Nazione: “Solidarietà a chi manifesta contro la guerra”

https://www.lanazione.it/pisa/cronaca/solidarieta-a-chi-manifesta-contro-2b065118


Qui News Pisa:

Pro Palestina, oltre 60 denunce e sanzioni

https://www.quinewspisa.it/pisa-pro-palestina-oltre-60-denunce-e-sanzioni.htm

 

Diritti in Comune, “Anche Auletta tra i denunciati”

https://www.quinewspisa.it/pisa-diritti-in-comune-anche-auletta-tra-i-denunciati.htm

 

Canale 50 TG del 4 Giugno al minuto 5:21

https://vimeo.com/showcase/8663738/embed

 

Pressenza:

Solidarietà ai 54 indagati di Pisa. Bloccare il trasporto di armi non è un reato

https://www.pressenza.com/it/2026/06/solidarieta-ai-54-indagati-di-pisa-bloccare-il-trasporto-di-armi-non-e-un-reato/

Attivisti denunciati a Pisa, la solidarietà di Pax Christi
https://www.pressenza.com/it/2026/06/attivisti-denunciati-a-pisa-la-solidarieta-di-pax-christi/

 

Osservatorio Repressione

Maxi-indagine contro la Pisa solidale con Gaza

https://www.osservatoriorepressione.info/maxi-indagine-contro-la-pisa-solidale-con-gaza/

 

Ripreso anche da Pungolo Rosso:
https://pungolorosso.com/2026/06/09/maxi-inchiesta-contro-la-pisa-solidale-con-gaza-osservatorio-repressione/

 

Il Manifesto:
La legalità illegittima della repressione

https://ilmanifesto.it/la-legalita-illegittima-della-repressione

Decine di denunce per Pisa solidale con Gaza e la Flotilla

https://ilmanifesto.it/decine-di-denunce-per-pisa-solidale-con-gaza-e-la-flotilla

 

Indipendente On Line:
Pisa, i magistrati mettono nel mirino la solidarietà con la Palestina: 54 indagati

https://www.lindipendente.online/2026/06/08/pisa-i-magistrati-mettono-nel-mirino-la-solidarieta-con-la-palestina-54-indagati/

 

La Notizia:

Decreto Sicurezza, i 54 Pro-Pal indagati a Pisa sono solo la punta dell’iceberg. Nella mappa della repressione del governo Meloni

https://www.lanotiziagiornale.it/decreto-sicurezza-i-54-pro-pal-indagati-a-pisa-sono-solo-la-punta-delliceberg-nella-mappa-della-repressione-del-governo-meloni/

 

Cascina Notizie
Associazioni e sindacati contestano i provvedimenti contro gli attivisti per la pace
https://www.cascinanotizie.it/associazioni-e-sindacati-contestano-i-provvedimenti-contro-gli-attivisti-la-pace

 

PisaToday

Denunce e sanzioni per i manifestanti propal: scatta la solidarietà

https://www.pisatoday.it/politica/denunce-sanzioni-manifestazioni-propal-solidarieta-pisa-giugno-2026.html

 

Novaradio:

Oltre 50 denunciati a Pisa per le manifestazioni pro Pal 

https://www.novaradio.info/2026/06/11/oltre-50-denunciati-apisa-per-le-manifestazioni-pro-pal-usb-pisa-misure-repressive-il-conflitto-sociale-fa-paura-ascolta/

 

TGR Regione:

Pisa, denunce ai pacifisti: esplode la protesta dei movimenti

https://www.tgregione.it/pisa-denunce-ai-pacifisti-esplode-la-protesta-dei-movimenti/

 

Comune-info:
La toga e il manganello di Italo Di Sabato

https://comune-info.net/la-toga-e-il-manganello/

ARTICOLI SU GIORNALI CARTACEI

Nazione Pisa-Pontedera di venerdì 5 giugno 2026, pagina 8

«Partecipare era dovere morale Legale e illegale? Tutto ribaltato»

Ciccio Auletta, ex consigliere comunale di Diritti in Comune «Partecipare era dovere morale Legale e illegale? Tutto ribaltato» PISA Tra i 54 attivisti e militanti proPal che nei giorni scorsi hanno ricevuto una denuncia per le proteste per la Palestina a Pisa tra luglio e ottobre 2025 c’è anche Ciccio Auletta, ex consig liere comunale di Diritti in Comune (Rifondazione Comunista e Una città in Comune). Auletta è tra i destinatari dei provvedimenti notificati nell’ambito dell’inchiesta che conta oltre 140 capi di imputazione. Auletta, che significato attribuisce a queste 54 denunce? «A Pisa, nella storia recente della città, non c’era mai stata una maxi-indagine di questa portata nei confronti dei movimenti sociali». Un caso isolato? «Pisa non è un caso isolato. È un esempio di quanto sta accadendo anche in altre città, con maxiprocessi costruiti utilizzando i contenuti dei decreti sicurezza. A Massa, per esempio, decine di persone sono state portate a processo. Credo che vivremo una stagione molto dura, con processi di questo tipo e con questi numeri in tutta Italia». Lei è tra i denunciati? «Rivendico di aver partecipato a queste mobilitazioni anche nel mio ruolo di consigliere comunale. Ritengo sia un dovere morale e politico di un amministratore pubblico. Quando entriamo in Consiglio comunale assumiamo l’impegno di difendere i principi della Costituzione». Che cosa la preoccupa di questa vicenda? «Il messaggio che viene mandato. Ci sono studenti universitari che chiedono la rottura dei rapporti con Israele e lavoratori che si mobilitano affinché le infrastrutture non vengano utilizzate per la guerra. Le denunce trasmettono un segnale molto chiaro a chi ha sempre manifestato pacificamente». Ovvero? «Il rapporto tra legale e illegale è stato ribaltato. Netanyahu stermina un popolo e chi blocca accordi che producono morte viene chiamato in tribunale. È indicativo che sia stato messo insieme di tutto e di più tra le accuse. È una strategia che prova ad assumere un carattere intimidatorio e che respingiamo al mittente. Abbiamo sempre praticato l’idea che si possa essere sabbia negli ingranaggi della guerra e, nel nostro piccolo, abbiamo provato a esserlo in maniera pacifica. Si tratta dell’attuazione concreta di quanto la destra ha chiesto in tutti questi mesi. La nostra battaglia contro quelli che riteniamo provvedimenti liberticidi e incostituzionali continuerà». Lei era consigliere comunale quando ha partecipato ad alcune di queste manifestazioni? «Si e lo rivendico, non mi sono mai nascosto. Ho sempre parlato e mediato con la questura e ci ho sempre messo la faccia. Ho svolto un ruolo di mediazione e di interlocuzione. Per questo rivendico ancora di più il mio ruolo: quando siamo nelle piazze, come rappresentanti delle istituzioni siamo una garanzia democratica per i manifestanti». Come affronterà il procedimento? «Crediamo di essere dalla parte della legalità, della giustizia e dei diritti e andremo in qualsiasi tribunale a rivendicare la legittimità di quanto abbiamo fatto».

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Nazione Pisa-Pontedera di venerdì 5 giugno 2026, pagina 8

Cortei pro-Pal, 54 denunce Fra questi anche Auletta: «Partecipare era un dovere» – Le 54 denunce ai Pro Pal «Colpiti universitari dinamica repressiva Non rinunceremo alla lotta»

di Del Punta Enrico_Mattia

Pisa Cortei pro-Pal, 54 denunce Fra questi anche Auletta: «Partecipare era un dovere» A pagina 8 Le 54 denunce ai Pro Pal «Colpiti universitari dinamica repressiva Non rinunceremo alla lotta» Oltre 140 le ipotesi di reato, tra le vicende contestate l’occupazione dell’Al2 ma anche l’interruzione della lezione del prof Casella e lesioni a un agente PISA «Questi provvedimenti hanno colpito studenti, dottorandi e ricercatori dei tre atenei pisani, ma anche lavoratrici del mondo della sanità, delle pulizie, del turismo e dei servizi, mamme che erano presenti alle manifestazioni con i loro figli, driver della logistica, abitanti dei quartieri popolari, sindacalisti, pensionati e consiglieri comunali», così scrivono in un appello diffuso ieri le sigle politiche e sindacali della sinistra radicale e antimilitarista, che invitano a proseguire la mobilitazione per «la libertà di lottare al fianco della Palestina, contro la guerra e contro i tentativi repressivi nella nostra città« dopo le denunce di 54 tra attivisti e militanti pro-Pal. «In questo procedimento – continua l’appello – si mettono tutti insieme, tentando di di Enrico Mattia Del Punta PISA Due piani diversi: da un lato le denunce penali notificate nei giorni scorsi a 54 tra attivisti e militanti pro-Pal, dall’altro una decina di sanzioni amministrative, con importi «compresi tra 1000 e 10 mila euro», legate al blocco alla stazione di Pisa del convoglio che trasportava mezzi militari il 13 marzo. Le denunce hanno colpito militanti di almeno una decina di realtà del movimento antimilitarista pisano e della sinistra radicale, tra cui anche l’ex consigliere comunale Ciccio Auletta. Sono oltre 140 le ipotesi di reato per 54 persone, come anticipato ieri da La Nazione, per una serie di manifestazioni e iniziaticriminalizzare episodi differenziati nel tempo, nelle modalità, nei luoghi e nei protagonisti. Questi provvedimenti sono il riflesso di una dinamica repressiva che attraversa tutto l’Occidente: l’establishment imperialista euroatlantico si è mobilitato in difesa di Israele e della sua ideologia razzista e suprematista, che da oltre 70 anni arma l’esercito sionista contro il popolo palestinese e arabo». Per le sigle, «questo clima di caccia alle streghe – scrivono – è alimentato da una convergenza pericolosa: da un lato i decreti sicurezza del governo e il silenzio delle opposizioni, dall’altro la gestione autoritaria degli atenei. Non rinunceremo alla libertà di lottare e di ripudiare guerre e genocidio. Per questo invitiamo realtà politiche, associative, sindacali, collettivi e comitati a sostenere questo appello per dare un segnale chiaro, rilanciando la mobilitazione per la Palestina libera».

ve di protesta svoltesi a Pisa tra luglio e ottobre dello scorso anno a sostegno della Palestina e contro la guerra. Le accuse formulate dalla Procura spaziano dall’interruzione di pubblico servizio al blocco stradale e ferroviario, fino alla resistenza a pubblico ufficiale, alle lesioni e all’occupazione di edifici pubblici. Tra i fatti ritenuti più rilevanti dagli inquirenti figura anche l’aver stoppato la lezione universitaria del professore Rino Casella al Polo Piagge nel settembre 2025, qui la contestazione è di interruzione di pubblico servizio. Al centro delle indagini l’occupazione del Rettorato dell’Università di Pisa e i blocchi ferroviari nelle stazioni di Pisa San Rossore e Pisa Centrale. Tra le vicende l’occupazione dell’autostrada A12 e successivamente della pista dell’aeroporto Galilei, dove viene contestata anche l’accensione di un fumogeno vicino a un aereo che faceva rifornimento di carburante. Proprio durante le tensioni all’ingresso dello scalo si sarebbe verificato per l’accusa uno degli episodi più gravi contenuti nel fascicolo. Secondo la Procura, un agente (ma non è il solo) della Digos sarebbe stato spinto contro un grande vaso collocato all’ingresso dello scalo, riportando alcune contusioni. Intanto, gli attivisti hanno annunciato che faranno valere le loro ragioni nelle sedi legali, ha detto Davide Sicca del movimento No Base: «Vogliamo aprire una riflessione collettiva su quali siano gli strumenti più efficaci per contrastare la guerra. Questa vicenda non fermerà il percorso costruito in questi mesi», ha spiegato l’attivista antimilitarista. «Questa ondata di denunce – ha detto la consigliera comunale di Diritti in Comune, Giulia Contini -, colpisce le realtà che in questi anni si sono mobilitate contro la guerra e a sostegno della Palestina e si inserisce in un contesto nazionale che vuole colpire il dissenso, come con i provvedimenti di Valditara nella scuola e le sanzioni ai vigili del fuoco di Pisa»

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Tirreno Pisa-Pontedera-Empoli di venerdì 5 giugno 2026, pagina 3

«Non saranno queste denunce a fermare la lotta per la pace»

di Carducci Lorenzo

L’appello della rete antimilitarsita Tra gli episodi contestati anche in risposta ad accuse e sanzioni le tensioni col professor Casella «Non saranno queste denunce a fermare la lotta per la pace» Dopo le manifestazioni )di Lorenzo Carducci Pisa «Non rinunceremo alla libertà di lottare e ripudiare guerre e genocidio. Non sarà il tentativo di repressione a fermare una lotta giusta e collettiva per la pace, la dignità umana, la solidarietà tra popoli». Ad affermarlo sono le realtà prime firmatarie dell’appello rivolto a tutte le componenti della rete per Gaza e contro le guerre, per dare una risposta unitaria alle oltre 60 tra denunce e sanzioni arrivate in questi giorni ad altrettante persone che nell’ultimo anno hanno preso parte alle manifestazioni pro Pal e antimilitariste svolte in città all’insegna del “Blocchiamo tutto”. Le 54 denunce penali – di cui i diretti interessati hanno appreso ricevendo l’avviso di conclusione delle indagini preliminari-si riferiscono alle mobilitazioni tra luglio e ottobre del 2025 a sostegno del popolo palestinese e in solidarietà alla Global Sumud Flotilla: tra queste l’interruzione della lezione universitaria del professor Rino Casella al Polo Piagge del 16 settembre, ma anche lo sciopero generale del 22 settembre, l’occupazione del rettorato del 2 ottobre, fino all’invasione di Fi-Pi-Li, autostrada e aeroporto in occasione del maxi corteo da 20mila persone del 3 ottobre. Episodi inquadrati perlopiù come interruzioni di pubblico servizio. A questo “filone” si aggiungono le multe – con importi fino a migliaia di euro – che stanno arrivando per il blocco del treno carico di mezzi militari avvenuto lo scorso 12 marzo alla stazione di Pisa centrale, «iniziativa pacifista che ha fatto il giro d’Italia e non solo con un grandissimo sostegno da parte di milioni di persone» scrivono i firmatari dell’appello. Studenti perla Palestina, Movimento No Base, Cambiare Rotta – Organizzazione Giovanile Comunista, Potere al Popolo, Rete dei Comunisti, Unione Sindacale di Base, Palestra Popolare La Fontina, eXploit! , Una città in comune, Rifondazione Comunista: movimenti e organizzazioni politiche che ieri si sono riunite in piazza XX Settembre per invitare la città e non solo a rispondere alla «repressione» continuando a lottare per la libertà dei palestinesi, per la pace e contro tutte le guerre. «Lanciamo questo appello per fare in modo che questi provvedimenti diventino l’occasione per riflettere su come proseguire la lotta alla guerra in modo ancora più efficace, e per favorire una risposta comune da parte di tutte le realtà delle rete a una strategia decisa dall’alto che è quella di indebolirci» dice Carla Bilotti di Studenti per la Palestina. «Chi sono queste 60 e più persone colpite dai provvedimenti giudiziari citati? Studenti, dottorandi e ricercatori universitari, lavoratrici del mondo della sanità, delle pulizie, del turismo e dei servizi, mamme che erano presenti alle manifestazioni con i loro figli, driver della logistica, abitanti dei quartieri popolari, sindacalisti, pensionati, consiglieri comunali» si legge nel documento. E a proposito dell’ultima categoria, mentre tra i denunciati ci sarebbe l’ex consigliere di Diritti in Comune Francesco Auletta, in piazza a c’è l’attuale capogruppo Giulia Contini, che sottolinea come questi provvedimenti, derivanti da logiche «politiche e non giudiziarie», non siano «un caso isolato, ma parte di un’ondata repressiva a livello nazionale, con cui provano a intimidirci». E se Davide Sicca del Movimento No Base anticipa che sarà «battaglia» anche a livello legale, Camilla Diurno di Cambiare Rotta chiama in causa anche il rettore Riccardo Zucchi, «da cui sono partite le denunce per le occupazioni dell’Università» dice. «Invitiamo tutti a sostenere questo appello per dare un segnale chiaro: rispondiamo agli attacchi rilanciando in ogni modo la mobilitazione per la Palestina libera, contro la militarizzazione e per una vita libera dalla guerra» la chiosa dell’appello. Gli attestati di solidarietà non si sono fatti attendere, come quelli dell’Usb e della Cub di Pisa (tramite Federico Giusti) e dei vertici nazionali di Rifondazione Comunista.

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Tirreno Pisa-Pontedera-Empoli di lunedì 8 giugno 2026, pagina 1

«Non si può criminalizzare la solidarietà Eravamo anche noi in piazza e ci torneremo» Intervento delle realtà giovanili della sinistra dopo le denunce ai manifestanti per la pace

«Non si può criminalizzare la solidarietà Eravamo anche noi in piazza e ci torneremo» Intervento delle realtà giovanili della sinistra dopo le denunce ai manifestanti per la pace Pisa «Eravamo in piazza, ci siamo ancora. In quelle piazze, in quei cortei, in quelle occupazioni c’eravamo tutte e tutti. C’eravamo anche noi, realtà giovanili della sinistra pisana, insieme a migliaia di studentesse e studenti, lavoratrici e lavoratori, cittadine e cittadini che in questi mesi hanno scelto da che parte stare: dalla parte di chi non resta in silenzio davanti al genocidio del popolo palestinese». Così, in una nota, Giovani democratici, giovani comunisti, Unione giovani di sinistra, network giovani 5 stelle. «Cinquantaquattro di noi sono colpiti – proseguono – da una denuncia. Non li lasceremo soli. Colpire cinquantaquattro per spaventare migliaia è il meccanismo di sempre della repressione, e noi quel meccanismo lo conosciamo: si prende di mira chi espone il volto, chi prende parola, chi organizza, per insegnare a tutti gli altri ad avere paura. Non funzionerà. Criminaliz7are la solidarietà con la Palestina e con la Global Sumud Flotilla serve a ridurre a problema di ordine pubblico una mobilitazione popolare, spontanea e necessaria, nata contro la guerra, contro il genocidio e contro la complicità politica, economica e militare del nostro Paese con il governo israeliano. Mentre Gaza viene rasa al suolo, mentre i bambini vengono uccisi a migliaia, qui si indaga chi protesta». Giovani democratici, giovani comunisti, Unione giovani di sinistra, network giovani 5 stelle fanno riferimento sul territorio alla società Leonardo e al progetto della base militare dentro il Parco, «l’ennesimo tentativo-dicono-di militarizzare la nostra terra, di distruggere spazi pubblici e ambiente a favore delle logiche della guerra. Militarizzano le città, militarizzano la spesa pubblica, militarizzano persino il linguaggio: e poi processano chi dice no alla guerra». «Anche a Pisa, come a Lucca, come a Carrara, tocchiamo con mano-scrivono le sigle giovanili-gli effetti del clima costruito dai decreti sicurezza e dalla stretta repressiva di un governo sempre più autoritario. Vogliono che manifestare costi caro, che ogni corteo lasci uno strascico di denunce, che la paura faccia il lavoro sporco. Vogliono movimenti silenziosi, piazze vuote, una gioventù che abbassa la testa. Non l’avranno. Saremo al fianco delle attiviste e degli attivisti denunciati in ogni sede, giudiziaria e politica, e in ogni piazza, fino al ritiro di tutte le denunce. La nostra è una scelta di campo, ed è collettiva. Contro il genocidio, contro la repressione, contro la militarizzazione delle nostre vite. Eravamo in piazza, ci siamo ancora, e ci torneremo. Perché la solidarietà non si processa». • «La base Sigle militare dentro il Parco è La nota l’ennesimo è firmata da tentativo di Giovani militarizzare la democratici, nostra terra» giovani comunisti, Unione giovani di sinistra, network giovani 5 stelle

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Tirreno Pisa-Pontedera-Empoli di sabato 13 giugno 2026, pagina 5

Solidarietà dei docenti agli attivisti denunciati – Docenti contro le sanzioni «Solidali coi 54 denunciati»

Solidarietà dei docenti agli attivisti denunciati Pisa «In quelle piazze c’eravamo anche noi» «Di fronte al genocidio, l’interruzione della routine e della circolazione delle armi a terra non è un reato da perseguire, ma un atto di legittima difesa dell’umanità e un dovere etico e costituzionale a cui non verremo meno. Ci uniamo al coro di voci di sdegno per questo tentativo di limitare la libertà di espressione. Rivendichiamo con forza le azioni di protesta in quanto necessarie ed urgenti, e lo facciamo a viso aperto perché in quelle piazze, in quei blocchi, c’eravamo anche noi». Così i circa mille insegnanti di Rete Docenti manifestano la propria solidarietà agli attivisti denunciati e sanzionati per i “blocchi” pro Palestina.

Docenti contro le sanzioni «Solidali coi 54 denunciati» Mille insegnanti rispondono all’appello degli antimilitaristi Plsa «I122 settembre e i13 ottobre scorsi abbiamo scioperato e preso parte alle manifestazioni in supporto alla Global Sumud Flotilla e contro il genocidio portato avanti da Israele. Abbiamo chiuso le scuole, consapevoli che era urgente muovere l’attenzione pubblica in solidarietà con il popolo palestinese, contro la guerra, il riarmo e l’autoritarismo. Ora la questura e la Procura di Pisa attivano la macchina repressiva notificando denunce per interruzione di pubblico esercizio, occupazione e blocchi stradali, per colpire pochi attivisti scelti a fronte delle migliaia di persone che erano in piazza. Rifiutiamo questo codice strabico e siamo solidali con quanti sono stati colpiti da denunce e sanzioni». È una presa di posizione netta quella della Rete docenti di Pisa e provincia, in risposta all’appello lanciato dal mondo antimilitarista pisano a seguito delle 54 denunce arrivate per le manifestazioni pro Gaza tra luglio e ottobre e le sanzioni amministrative per il blocco del treno “militare” dello scorso 12 marzo. Secondo i docenti, la “criminalizza7ione” delle manifestazioni fa emergere «il ribaltamento totale del diritto e della giustizia», di fronte invece all’immobilità che permette la commissione di «veri crimini internazionali e contro l’umanità da parte dello Stato di Israele, con un genocidio in atto, il blocco militare e illegale in acque internazionali della Flotilla umanitaria, il sequestro e la tortura sistematica di civili». «Di fronte al genocidio, l’interruzione della routine e della circolazione delle armi a terra non è un reato da perseguire, ma un atto di legittima difesa dell’umanità e un dovere etico e costituzionale a cui non verremo meno — prosegue Rete docenti — Ci uniamo al coro di voci di sdegno per questo ennesimo tentativo di limitare la libertà di espressione e di insegnamento. Rivendichiamo con forza le azioni di protesta in quanto necessarie ed urgenti, e lo facciamo a viso aperto perché in quelle pia 73e in quei blocchi, c’eravamo anche noi. Auspichiamo che a partire da questa solidarietà si formino e si stringano nuove reti e nuove alleanze tra scuola, università e cittadinanza, per fare fronte comune e spezzare questo clima di repressione». Ma i docenti non sono gli unici a esprimere la loro solidarietà. Al coro si sono aggiunti negli ultimi giorni anche la Confederazione Cobas di Pisa — secondo cui le denunce «sono il vergognoso epilogo di un autunno di mobilitazione» e «la repressione del dissenso è anticamera del fascismo»—l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e il sindacato studentesco Sinistra Per…, oltre a partiti della sinistra e ad altri movimenti.

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Tirreno Pisa-Pontedera-Empoli di lunedì 15 giugno 2026, pagina 2

Rifondazione Sostegno legale per i 54 “pro Pal” denunciati

Rifondazione Sostegno legale per i 54 “pro Pal” denunciati «Andare oltre la solidarietà, attraverso un supporto concreto e, nel contempo, continuare le azioni di lotta contro il genocidio del popolo palestinese, contro la guerra e la militarizzazione dei nostri territori». Queste le proposte che Rifondazione Comunista della Toscana avanza a tutte le forze politiche, sociali e di movimento in particolare per “difendere” i 54 attivisti pisani denunciati dopo le manifestazioni a supporto di Gaza iniziate lo scorso anno. «Ci riferiamo – sottolinea il partito – alla vicenda delle decine di persone perseguite civilmente e penalmente per aver contrastato l’invio di anni in transito da I l a Tosca n a verso i vari teatri di guerra e aver manifestato perla causa del popolo palestinese e contro l’economia di guerra. Sono già decine, in particolare a Pisa, le persone colpite in applicazione della stretta dovuta alla nuova legislazione messa in campo dall’attuale governo, ma non solo. Chiediamo che si coordinino tutti i contatti per offrire tutela legale e si mettano in atto iniziative per raccolte fondi a sostegno delle spese legali degli indagati».

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