Mozione: Basta morti sul lavoro

Di seguito la mozione presentata al consiglio comunale di Pisa dal consigliere Francesco Auletta (Diritti in comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista – Pisa Possibile).

Mozione: Basta morti sul lavoro.

Premesso che gli infortuni mortali e invalidanti, le malattie professionali e da stress da lavoro sono notevolmente aumentati negli anni nonostante lo sviluppo di tecnologie e di normative sulla carta sempre più attente alla tutela della salute dei lavoratori.

Premesso che questo trend in preoccupante crescita non è una fatalità ma il risultato della diffusa abitudine a ritenere la riduzione del costo del lavoro elemento strategico per la competitività e la formazione professionale (quando presente) è ridotta sempre più spesso al puro sostegno delle competenze necessarie per la produzione.

Premesso, inoltre, che nell’ultimo decennio, in Italia, oltre diciassettemila persone sono morte sul lavoro, o mentre si recavano o tornavano dal posto di lavoro; è stato calcolato inoltre che i danni causati da infortuni sul lavoro e da malattie professionali superano i 50 miliardi.

Tenuto conto del pesantissimo bilancio degli odierni infortuni sul lavoro in Toscana che solo dall’inizio del mese di febbraio ha visto 5 incidenti mortali con un tragico tributo in vite umane.

Considerato che le trasformazioni dei rapporti di lavoro, e le politiche sul lavoro condotte in questi anni con un’esplosione di forme contrattuali sempre più flessibili, hanno fortemente indebolito la cultura della sicurezza e che nel mondo del lavoro le sfide che oggi si presentano sono molte e complesse: dall’impatto della precarizzazione, al sempre più frequente cambiamento di mansioni, al ricorso al lavoro in appalto, all’irrompere di nuove forme di lavoro sempre più precarizzanti, sino agli effetti dell’incalzante automazione della produzione.

Tenuto conto che il lavoratore precarizzato nelle nuove forme contrattuali atipiche sicuramente è in condizioni di minore tutela e di maggiore ricattabilità anche per quanto riguarda la sicurezza perché vive sotto la continua “spada di Damocle” del non rinnovo del contratto e della perdita del posto di lavoro.

Considerata che se da una parte la situazione degli infortuni, anche mortali, come già sottolineato, è andata ad aggravarsi, al contrario nel tempo abbiamo assistito sempre più allo smantellamento di quelle centrali che avrebbero dovuto presidiare la sicurezza sul lavoro e i dati dimostrano come ci sia una evidente correlazione tra lavoro atipico e fenomeni infortunistici anche mortali.

Tenuto conto che, inoltre, il calo delle risorse a disposizione del servizio sanitario pubblico, attraverso il suo continuo definanziamento, ha comportato una riduzione degli investimenti anche nel settore della prevenzione quando invece una seria strategia di programmazione della prevenzione richiede e comporta continui investimenti.

Riconosciuto il rilievo politico che va attribuito al tema della salute e della sicurezza sul lavoro, anche attraverso iniziative di promozione, studio, formazione e divulgazione per gli operatori del settore, dei lavoratori e della cittadinanza, e di coordinamento tra i vari soggetti istituzionalmente competenti in materia.

Visto che in questo senso, la nostra Regione con deliberazione n. 151/2016 “Piano strategico regionale 2016-2020 per la sicurezza del lavoro”, e con precedente deliberazione 1314/2015 “Piano regionale della prevenzione 2014-2018”, si è comunque dotata di una strategia di intervento che prevede azioni concomitanti e sinergiche in diversi ambiti della prevenzione: informazione, assistenza, vigilanza, controllo, formazione, sostegno alle imprese per favorire l’adozione di ulteriori misure di sicurezza.

Considerato che, alla luce di quanto sta accadendo, si rende necessaria una verifica e un’ eventuale revisione della suddetta normativa che preveda: la revisione dei criteri di controllo riguardo alle procedure di lavoro e formazione dei lavoratori più esposti; un piano ricerca attiva delle malattie da lavoro; una verifica sullo stato di attuazione della normativa su aziende; un adeguato finanziamento al sistema dei controlli; la promozione di un sistema di formazione diffuso e permanente per i lavoratori e per le imprese, affinché si diffonda la consapevolezza dei rischi e dei loro effetti sulle singole persone e sull’economia complessiva;

Considerato, altresì, necessario assicurare addestramento e prevenzione in ogni attività, valutando i rischi esistenti, definendo i comportamenti degli addetti di ogni livello, con particolare attenzione ai lavoratori discontinui, precari e dipendenti da società in appalto.

Considerato rilevante, in tal senso, la previsione di risorse nella formazione finalizzate allo sviluppo di piani territoriali per la salute, in ambiente di lavoro e di vita, da svolgere in collaborazione con gli enti locai.

Considerato, infine, fondamentale investire per la diffusione di una cultura della sicurezza sul lavoro, a partire dalle scuole, con una continuità lungo l’intero arco della vita.

Il Consiglio comunale impegna il sindaco e la giunta ad attivarsi nei confronti della Regione Toscana affinché:

– sia data centralità e autonomia al settore regionale di Prevenzione e Sicurezza sul lavoro, così da rendere maggiormente efficace l’indirizzo politico regionale volto a ridurre drasticamente gli infortuni e le malattie professionali;

– sia intrapreso un processo di verifica dell’attuale strategia regionale riguardante: i criteri e le procedure di lavoro e di formazione dei lavoratori, in particolare quelli più esposti; un piano di ricerca attiva delle malattie da lavoro; una verifica sullo stato di attuazione della normativa da parte aziendale; un adeguato finanziamento al sistema dei controlli; la promozione di un sistema di formazione diffuso e permanente per i lavoratori e per le imprese, affinché si diffonda la consapevolezza dei rischi e dei loro effetti sulle singole persone e sull’economia complessiva; la previsione di risorse nella formazione finalizzate allo sviluppo di piani territoriali per la salute, in ambiente di lavoro e di vita, da svolgere in collaborazione con gli enti locali.

Impegna, inoltre, il Sindaco e la Giunta:

– a porre il massimo dell’attenzione al tema della sicurezza sul lavoro verificando sicurezza e manutenzione degli ambienti di lavoro anche investendo maggiori risorse nelle varie strutture del Comune e delle società partecipate;

– a coinvolgere maggiormente le RSU, gli RLS e le figure previste dalle normative vigenti del Comune di Pisa e delle società partecipate in merito agli ambienti di lavoro e alle mansioni svolte, con momenti di condivisione, di informazione e di formazione;

– a collaborare e promuovere sinergie con tutti gli attori sociali che, a vario titolo, sostengono e si occupano di azioni per la sensibilizzazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro;

– a realizzare, attraverso la scuola, una formazione orientata a identificare comportamenti rispettosi delle condizioni di sicurezza e salubrità degli ambienti di vita e di lavoro con modalità che prevedano la partecipazione attiva degli studenti;

Il Consiglio comunale dà mandato alla commissione consiliare permanente ad avviare un percorso istruttorio per istituire un osservatorio comunale per la sicurezza nei luoghi di lavoro, che raccolga le informazioni per il monitoraggio dei livelli di rischiosità e promuova i valori della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro, anche attraverso iniziative pubbliche e campagne di sensibilizzazione e diffusione della cultura della prevenzione, al fine di dare un’adeguata informazione ai lavoratori e di prevenire le troppe morti.

Francesco Auletta – Diritti in comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista – Pisa Possibile

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