Mozione: Condanna dell’attacco alla Global Sumud Flotilla e richiesta di rilascio immediato degli attivisti detenuti

Premesso che:

Nella notte tra il 29 e il 30 aprile 2026, la marina militare israeliana ha intercettato e abbordato in acque internazionali, al largo delle coste di Creta (a circa 600 miglia da Gaza), la missione umanitaria non violenta denominata Global Sumud Flotilla.

L’operazione ha coinvolto il sequestro di circa 22 imbarcazioni civili e il fermo di oltre 170 attivisti di diverse nazionalità, tra cui circa 50 cittadini italiani.

La missione aveva lo scopo pacifico di rompere l’assedio illegale della Striscia di Gaza per consegnare aiuti umanitari e beni di prima necessità alla popolazione civile.

Considerato che:

L’abbordaggio è avvenuto in acque internazionali, configurandosi come una palese violazione del diritto internazionale e della libertà di navigazione, oltre che come un atto di pirateria.

Gli attivisti sbarcati a Creta hanno denunciato di aver subito violenze fisiche, percosse, privazione di cibo e acqua e trattamenti inumani durante le 40 ore di sequestro da parte delle forze israeliane.

Due membri della flottiglia, lo spagnolo Saif Abu Keshek e il brasiliano Thiago Avila, sono stati prelevati da una imbarcazione battente bandiera italiana e deportati illegalmente in Israele dove un tribunale di Ashkelon ha prorogato la loro detenzione con accuse di “assistenza al nemico” e legami con organizzazioni terroristiche, accuse fermamente smentite dai diretti interessati e dai loro legali.

Valutato che:

La cittadinanza europea, italiana, e pisana hanno espresso a più riprese una posizione di condanna per il genocidio ad opera di Israele nei confronti del popolo palestinese e per questo negli ultimi anni sono cresciute le manifestazioni che chiedono ai governi europei di agire attivamente per impedirlo: la Global Sumud Flottilla e l’adesione di più di un milione persone alla petizione popolare per la sospensione dell’Accordo di Associazione con Israele lo testimoniano.

La volontà popolare si manifesta e viene riconosciuta non solo nei momenti elettorali: in Italia la partecipazione e lo sviluppo della proposta politica da parte delle cittadine e dei cittadini sono momenti fondanti della vita democratica nella vita quotidiana del paese ed è compito delle istituzioni trovare le forme per dare ad essa attuazione.

La città di Pisa ha storicamente dimostrato una forte sensibilità verso la questione palestinese e il rispetto del diritto internazionale, come testimoniato dalle recenti mobilitazioni popolari in Piazza XX Settembre (rinominata simbolicamente Piazza Gaza) a sostegno della Flotilla.

Il silenzio o l’inerzia delle istituzioni nazionali di fronte alle violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani fondamentali sopra richiamate, nonché di fronte alla mobilitazione delle cittadine e dei cittadini, non è accettabile. I Comuni, in quanto istituzioni democratiche particolarmente vicine alla cittadinanza, possono svolgere un ruolo fondamentale nel sollecitare il Paese e le sue massime istituzioni — Parlamento, Governo e Presidente della Repubblica — ad agire concretamente affinché i diritti umani e il diritto internazionale tornino ad essere valori effettivamente rispettati.

Il Consiglio comunale di Pisa impegna il sindaco e la giunta:

A stigmatizzare e condannare fermamente l’azione militare israeliana contro la Global Sumud Flotilla, avvenuta in totale spregio delle norme internazionali in acque internazionali.

Ad esprimere piena solidarietà agli attivisti coinvolti, in particolare ai cittadini italiani che hanno partecipato alla missione umanitaria.

A farsi portavoce presso i parlamentari del territorio, il Governo Italiano e il Ministero degli Affari Esteri, il Presidente della Repubblica affinché sia esercitata ogni pressione diplomatica necessaria per ottenere l’immediata liberazione di Saif Abu Keshek e Thiago Avila, garantendo il rispetto della loro incolumità fisica e dei loro diritti legali.

A sollecitare le istituzioni nazionali ed europee affinché intervengano per garantire la libertà di navigazione nel Mediterraneo e la protezione dei propri cittadini impegnati in missioni umanitarie civili, anche ribadendo la necessità di sospendere l’Accordo di Associazione con Israele a questo stesso fine.

A esporre sulla facciata di Palazzo Gambacorti un vessillo o uno striscione che richiami al rispetto del diritto internazionale e al cessate il fuoco immediato a Gaza ed in Palestina.

Diritti in Comune (Una città in comune, Rifondazione Comunista)

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