Ricordando che Cristina Lenzini, nata a Pisa nel 1903, antifascista e partigiana in armi nella formazione “Bandelloni” moriva l’8 agosto del 1944 durante un combattimento contro forze tedesche sul Monte Gabberi in Versilia;
visto che, come ricordato dalla documentazione dello schedario Ricompart per i riconoscimenti delle qualifiche e per le ricompense ai partigiani nel dopoguerra, Lenzini è stata riconosciuta partigiana combattente, caduta durante lo scontro a fuoco mentre «proteggeva con la mitragliatrice il ripiegamento dei suoi compagni»;
visto che l’attività partigiana è soltanto l’ultimo atto di un’antifascista di lungo corso, che ha subito sulla propria esistenza la repressione del regime fascista tanto da dover emigrare in Francia negli anni Venti, per poi rientrare in Italia durante la guerra e scegliere di imbracciare le armi sui monti della Versilia, sentita come una responsabilità necessaria di fronte alle violenze del nazifascismo;
valutato che rappresenta un esempio di libertà nella scelta di resistenza, di giustizia e di solidarietà nella costruzione di un nuovo avvenire di pace, e che è anche un modello di opposizione ai pregiudizi di genere e alla statica divisione dei ruoli, conquistandosi il diritto ad agire con la violenza come strumento di fronte alla «dura necessità» della guerra fascista;
vista l’attenzione rivolta al tema dell’antifascismo e della pluralità delle resistenze al femminile da istituzioni, enti e associazioni in occasione dell’80esimo della Liberazione dal nazifascismo, nell’ottica di una nuova stagione di riconoscimento dell’agire femminile tra l’antifascismo e la Resistenza;
visti gli studi portati avanti negli ultimi anni dalla Biblioteca Franco Serantini – Istituto di storia sociale, della Resistenza e dell’età contemporanea della provincia di Pisa insieme alle sezioni Anpi di Pisa e della Versilia per ricostruire la traiettoria biografica di Cristina Lenzini e ricordarne la memoria;
Considerato che quest’anno cade l’80esimo anniversario del primo voto alle donne in Italia, diritto che Lenzini ha contribuito ad ottenere con la sua partecipazione alla Resistenza, pur non potendolo mai esercitare;
Per questo
il Consiglio comunale di Pisa, ritenendo che la sua figura sia meritevole della memoria cittadina, come simbolo dell’antifascismo e della Resistenza
impegna
il Sindaco e la Giunta ad individuare un luogo della città da intitolare alla sua concittadina Cristina Lenzini.
