Mozione: No alla Darsena Europa per la difesa del litorale pisano e di tutta la costa

Tenuto conto che nello spazio temporale di un mese si sono verificate ben due mareggiate di impatto estremamente rilevante a Marina di Pisa.

Tenuto conto che, prima della seconda mareggiata avvenuta ai primi di dicembre , si sono tenuti un incontro pubblico a Marina di Pisa promosso da Confcommercio e una riunione della Prima Commissione Consiliare permanente anche alla presenza e col contributo dei tecnici della Regione e dell’Università di Firenze. In questi due momenti è stato spiegato come siano elementi fondamentali da tenere presente per definire un progetto strutturale “di difesa del litorale” le condizioni dei fondali, del moto ondoso e dei venti ma anche il fatto che le condizioni climatiche sono in via di cambiamento a causa del riscaldamento globale che causa l’innalzamento del mare – sempre più rapido negli ultimi anni – e il ripetersi di eventi come le due mareggiate con sempre maggiore frequenza e intensità.

Considerato inoltre che è stato sottolineato in sede di Prima Commissione Consiliare che le opere umane interferiscono in modo significativo con le dinamiche menzionate, ad esempio accelerando fenomeni erosivi della costa. Ad esempio la realizzazione del Porto di Marina di Pisa ha avuto impatti in questo senso, ma soprattutto rischia di avere conseguenze più ampie la Darsena Europa, se verrà realizzata.

Esaminato il parere del Comune di Pisa dello scorso 27 ottobre che sulla realizzazione della Darsena Europa ha espresso “un contributo sfavorevole in quanto le controdeduzioni non rispondono alle richieste espresse” dalla Amministrazione comunale.

Esaminati anche i pareri trasmessi al Ministero dall’ Ente Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, in data 6/11/2023 e in data 20/11/2023 in merito alla realizzazione di questa grande opera. Il primo riguarda i possibili impatti sul ZPS/ZSC IT IT5170002 “Selva Pisana” e, pur indicando una serie di prescrizioni, evidenzia come, “sui possibili impatti cumulativi, che resta un elemento essenziale della Valutazione d’incidenza, non sia stata data una risposta soddisfacente” e “richiama ancora l’importanza di una valutazione dei possibili effetti cumulativi dell’intero progetto su habitat e specie dei siti della Rete Natura 2000 interessati, in particolare quelli marini”. Il secondo, in relazione ai possibili impatti sull’Area Marina Protetta “Secche della Meloria” sottolinea che “Alla luce delle risposte ottenute, pur riconoscendo il recepimento di alcune osservazioni, non possiamo fare a meno di constatare il perdurare di inadempienze e errori metodologici nell’impostazione dei piani di campionamento per la VIA/VINCA, in particolare per quanto riguarda la Valutazione di Incidenza sugli habitat che costituiscono il sito della Rete-Natura 2000, in particolare l’habitat prioritario 1210* Praterie di Posidonia. L’inadeguatezza e talvolta l’assoluta mancanza di replicazione spaziale e temporale rende il piano di monitoraggio assolutamente inadeguato rispetto agli standard scientifici attuali. Anticipiamo che i dati generati dall’applicazione del piano proposto non avranno il rigore necessario per permettere una valutazione oggettiva degli effetti dell’intervento, ma lasceranno campo aperto a interpretazioni soggettive, orientabili più con la forza di persuasione che con l’evidenza scientifica. Tenuto conto di quanto sopra, si richiama la sentenza C-142/16 secondo la quale “Le autorità nazionali competenti autorizzano un’attività sul sito protetto solo a condizione che abbiano acquisito la certezza che essa è priva di effetti pregiudizievoli per l’integrità di detto sito. In conclusione, si rilascia parere negativo di valutazione di incidenza, in quanto sulla base delle informazioni acquisite non è possibile concludere che il Progetto non determinerà incidenze significative, ovvero permane un margine di incertezza che, per il principio di precauzione, non permette di escludere effetti negativi sul Sito Natura 2000 ZSC IT5160018 Secche della Meloria”.

Ricordato che la realizzazione della Darsena Europa comporterebbe oltretutto lo spreco almeno di 450 milioni di denaro pubblico senza la benché minima speranza di avere una ricaduta economica positiva, né di breve né di lunga durata, rilevato anche che ad oggi non esiste alcuno studio al riguardo.

Evidenziato che nell’immediato occorre affrontare una fase transitoria in cui, nel modo più rapido ed efficiente possibile, Marina possa essere protetta, rafforzando, ripristinando e migliorando le opere già esistenti.

Evidenziato anche come, anche nel corso delle suddette riunione di Prima Commissione Consiliare i tecnici intervenuti abbiano sostenuto che occorre anche da subito lavorare anche ad una strategia di lungo respiro, che richiederà risorse e manutenzioni adeguate, allargando la partecipazione in direzione di soluzioni condivise.

Constatato che ad oggi le risorse disponibili e in via di stanziamento per ripristinare e rafforzare il sistema di protezione dell’abitato di Marina sono assolutamente insufficienti, anche per le soluzioni d’emergenza che non possono che tamponare la situazione.

Preso atto che per salvare Marina e tutto il litorale occorre una strategia complessa e costosa, che parta dalla definizione di una gamma di soluzioni e azioni possibili da scegliere tenendo conto di quale futuro si vuole dare a questa parte della città. Scelte complesse che devono essere fatte sulla base di una conoscenza approfondita e attraverso il coinvolgimento della cittadinanza, come hanno detto anche i tecnici di Regione e Università di Firenze. La partecipazione e la consapevolezza di chi vive sul litorale sono essenziali.

Il Consiglio Comunale

esprime la propria contrarietà alla realizzazione della Darsena Europa per gli effetti che la stessa avrebbe sul litorale pisano e più in generale su tutta la costa

impegna il Sindaco e la Giunta:

a proseguire nello stanziamento di risorse per produrre studi volti a valutare approfonditamente gli impatti attesi della Darsena Europa e ad esaminare proposte alternative alla realizzazione dell’opera per un’economia della costa che parta da tutela, riproduzione e miglioramento della biodiversità e degli ecosistemi costieri e marini

a rifiutare qualunque logica compensativa sulla Darsena Europa chiedendo che le risorse pubbliche attualmente ad essa destinate vengano stornate da quel progetto per essere utilizzate per una riconversione dell’economia della costa in modo da garantire lavoro, salute e elevata qualità delle vita alle attuali generazioni delle città di Pisa e Livorno, rigenerazione delle risorse per le generazioni future, contrasto e mitigazione degli effetti del riscaldamento globale.

a chiedere alla Regione, al Governo e agli altri enti competenti lo stanziamento di fondi sia urgenti sia di lungo termine per investire sulla tutela del litorale dai fenomeni erosivi e dalle mareggiate.

Francesco Auletta – Diritti in comune: Una città in comune – Unione Popolare

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