Premesso che dal resoconto sommario del Senato n 357 del 22/01/2026 pubblicato sul sito del Senato, emerge che la Presidente della Commissione Giustizia Giulia Bongiorno, in qualità di relatrice, ha presentato una proposta di testo unificato dei disegni di legge in tema di violenza sessuale “Modifica dell’articolo 609-bis del codice penale in materia di violenza sessuale “
Considerato che il testo della nuova norma modifica in maniera sostanziale la precedente formulazione centrata sull’atto sessuale compiuto senza il “consenso libero e attuale” della vittima, così come interpretato dalla giurisprudenza prevalente che chiarisce l’importanza dello stesso, introducendo invece la valutazione della “volontà contraria” della persona offesa e così spostando sostanzialmente l’onere della prova sulla vittima, che dovrà dimostrare di aver opposto una resistenza attiva, sottoponendosi anche ad una valutazione sulle circostanze in cui la “volontà contraria” sarebbe stata manifestata.
Ritenuto che tale impostazione appare in netto contrasto con i principi della Convenzione di Istanbul (ratificata dall’Italia nel 2013), la quale stabilisce chiaramente che il consenso deve essere dato volontariamente come manifestazione della libera volontà della persona.
Considerato che la scienza clinica e la giurisprudenza più avanzata riconoscono da tempo il fenomeno del freezing (congelamento), una reazione neurobiologica di paralisi che impedisce a molte vittime di reagire o esprimere dissenso verbale durante un’aggressione.
Ritenuto che una norma basata sulla “volontà contraria” rischia di legittimare la difesa dell’imputato basata sul “silenzio-assenso”, alimentando i pregiudizi del victim blaming (colpevolizzazione della vittima) nelle aule di tribunale.
Rilevato che:
è necessario in questa fase che gli Enti Locali affermino con forza la centralità della promozione di una cultura del rispetto e nel contrasto alla violenza di genere attraverso programmi di educazione sessuoaffettiva nelle scuole e nella comunità, il potenziamento dei Centri Antiviolenza e delle politiche pubbliche di sostegno all’autonomia delle donne vittime di violenza
Una legislazione che non metta al centro l’esplicito consenso rischia di vanificare anni di battaglie culturali e di allontanare le donne dal percorso di denuncia, per timore di non essere credute o di essere giudicate per la propria “passività”.
Il Consiglio comunale
Esprima la propria contrarietà a qualsiasi riforma del Codice Penale che non recepisca integralmente il modello del “consenso esplicito” , evitando arretramenti giuridici verso il concetto di “volontà contraria”.
Impegna il Sindaco e la Giunta
A sollecitare il Governo e il Parlamento affinché la legislazione italiana si adegui rigorosamente agli standard internazionali ed europei, ponendo al centro dell’accertamento penale l’assenza di consenso e non la prova della resistenza fisica o verbale.
Ad attivarsi presso l’ANCI affinché si promuova un’azione congiunta dei Comuni italiani per sensibilizzare il legislatore sulla pericolosità sociale di una norma che non tuteli adeguatamente l’autodeterminazione sessuale.
A sostenere e potenziare, sul territorio comunale, campagne di educazione all’affettività e al consenso rivolte alle giovani generazioni, per ribadire che la libertà sessuale non è l’assenza di un “no”, ma la presenza di un “sì” consapevole.
Francesco Auletta – Diritti in comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista
