Mozione: Per la tutela della Salute Pubblica e dell’Ambiente in seguito all’incendio presso la Delca Energy di Vicopisano e per l’adozione di politiche di “Rifiuti Zero”

Premesso che

La tutela dell’ambiente, della biodiversità e della salute della cittadinanza costituisce un principio fondamentale sancito dagli articoli 9 e 32 della Costituzione della Repubblica Italiana, nonché dall’articolo 191 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, che richiama i principi di precauzione, prevenzione e correzione dell’inquinamento alla fonte;

L’economia circolare è un modello di sviluppo sostenibile promosso dall’Unione Europea che mira a mantenere il valore di prodotti, materiali e risorse il più a lungo possibile, riducendo al minimo la produzione di rifiuti; tale principio non può tuttavia prescindere da efficaci politiche di riduzione della produzione dei rifiuti alla fonte, né giustificare l’accumulo prolungato di materiali difficilmente riciclabili o il trasferimento dei rischi ambientali e sanitari sulle comunità che ospitano impianti di trattamento e stoccaggio;

Il fallimento di una parte dell’economia circolare è evidente nel caso delle plastiche eterogenee e difficili da riciclare, che, a causa di crisi di mercato e mancanza di sbocchi per il loro utilizzo, vengono accumulate nei depositi delle aziende di trattamento (come accaduto alla Delca Energy), aumentando esponenzialmente i rischi di incendio e di inquinamento;

La strategia “Rifiuti Zero” rappresenta l’approccio più avanzato per la gestione sostenibile dei rifiuti, ponendo come priorità assoluta la riduzione della produzione alla fonte, il riutilizzo e la prevenzione, piuttosto che il solo riciclo, recupero come combustibile o lo smaltimento;

Il Combustibile solido secondario (CSS) prodotto da “Delca Energy” da plastiche non altrimenti riciclabili è ovviamente per sua natura un materiale ad alto potere calorifico e quindi è un ottimo combustibile in caso di innesco di incendi;

La combustione di materiali plastici può liberare particolato fine e ultrafine (PM10 e PM2.5), nonché sostanze altamente tossiche e persistenti quali diossine, furani, idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e altri contaminanti, alcuni dei quali classificati dalla comunità scientifica internazionale come cancerogeni o interferenti endocrini, in grado di accumularsi negli ecosistemi e nella catena alimentare;

La normativa vigente in materia di prevenzione incendi e gestione del rischio industriale (D.Lgs. 81/08 e D.M. 3 agosto 2015) impone rigorosi standard di sicurezza per scongiurare il rischio di incendi, tra cui la limitazione del tempo di stoccaggio, la distanza tra i cumuli di materiale, i controlli di temperatura con termocamere a infrarossi e i sistemi di pre-allarme e abbattimento automatico del rischio di innesco;

Considerato che

Nella mattina dell’8 giugno 2026, un gravissimo incendio è divampato presso lo stabilimento Delca Energy di Vicopisano, azienda che tratta, tritura e stocca rifiuti plastici per produrre Combustibile Solido Secondario (CSS) destinato ai cementifici;

La densa colonna di fumo nero, visibile fino alla costa, ha investito tutti i comuni limitrofi (tra cui Pisa) richiedendo l’emanazione di ordinanze urgenti di limitazione delle attività all’aperto, chiusura di finestre e sospensione delle attività sportive e ludiche, impattando gravemente sulla vita quotidiana della cittadinanza:

I dati di monitoraggio disponibili nelle ore successive all’evento hanno evidenziato incrementi significativi delle concentrazioni di particolato atmosferico in aree limitrofe al sito dell’incendio, rendendo necessario un approfondimento completo degli effetti ambientali e sanitari dell’evento;

Il territorio della Valdera (e la provincia di Pisa in generale) sconta da decenni una pressione ambientale insostenibile, concentrando diverse attività industriali in luoghi densamente popolati e una quota sproporzionata – oltre il 50% – degli impianti di trattamento e smaltimento dell’intera Toscana, trasformando di fatto l’area in una diffusa “pattumiera industriale” con notevoli rischi per la salute dei cittadini e pregiudizio per l’ambiente;

In questa situazione in Toscana continuano, invece, ad essere proposti impianti travestiti da recupero energetico e basati sulla combustione dei rifiuti, come l’impianto di ossicombustione di Peccioli, rendendo ancora più urgente un cambio di strategia a livello regionale sulle strategie di prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti;

L’incendio dell’8 giugno 2026 si aggiunge ad altri episodi verificatisi negli ultimi anni nel territorio provinciale e regionale, tra cui il precedente incendio presso la stessa Delca Energy nel 2020 e il vasto incendio verificatosi presso l’impianto Geofor di Pontedera nel 2024, evidenziando la necessità di rafforzare ulteriormente le misure di prevenzione e controllo; altri incendi sono anche avvenuti recentemente in impianti per il riciclo di carta in provincia di Lucca e Firenze;

Ad oggi non sono chiare le cause che hanno portato a questo nuovo disastroso episodio e la stessa Azienda non ha rilasciato alcuna dichiarazione;

È prioritario che il Comune di Pisa, nell’ambito delle proprie competenze e del proprio ruolo istituzionale, assuma ogni iniziativa utile a tutelare la salute pubblica – limite invalicabile rispetto agli interessi economici delle imprese coinvolte nella filiera dei rifiuti – garantendo la massima trasparenza e promuovendo politiche orientate alla prevenzione dell’inquinamento;

La salute e la sicurezza dei lavoratori non possono essere subordinate alla continuità produttiva, come è successo nel caso dei lavoratori dell’aeroporto di Pisa che sono stati lasciati al lavoro senza alcuna attivazione dei protocolli di emergenza o dotazione di dispositivi di protezione come denunciato dalle stesse organizzazioni sindacali

Condiviso che

L’indirizzo politico ad ogni livello, europeo, nazionale, regionale e locale deve invertire la rotta rispetto all’attuale modello di produzione e consumo, promuovendo attivamente ed efficacemente la riduzione dei rifiuti alla fonte, l’uso di materiali riciclabili, e la tassazione dei materiali non riciclabili, andando nella direzione di azzerare la necessità di ricorrere alla combustione come mezzo per eliminare i rifiuti.

Occorre rafforzare il sistema dei controlli e della prevenzione affinché gli impianti che trattano rifiuti operino nel pieno rispetto dei più elevati standard di sicurezza ambientale e di tutela dei lavoratori, applicando il principio per cui la tutela dell’ambiente e dei lavoratori prevale sul profitto;

la cittadinanza, i lavoratori e le lavoratrici devono vedere tutelato il diritto alla salute e alla corretta, puntuale e tempestiva informazione sullo stato dell’ambiente, in modo particolare quando si presentano incidenti e gravi episodi di inquinamento;

è urgente un cambiamento radicale nel modello gestionale fino ad oggi condotto dalla Regione Toscana, e nel caso specifico per quanto riguarda l’Ato-Costa, assumendo realmente e dando concretizzazione ai criteri sopra espressi, a partire dalla cancellazione della previsione di realizzare un impianto di ossicombustione a Peccioli con il coinvolgimento di Retiambiente

Il Consiglio Comunale di Pisa

esprime tutto il proprio sostegno alla cittadinanza colpita dal disastroso incendio della Delca Energy di Vicopisano dello scorso 8 giungo e un sentito ringraziamento a tutti gli operatori impegnati da giorni nello spegnimento delle fiamme, a partire dai Vigili del Fuoco che pur in condizioni di estrema difficoltà e di carenza di personale, come denunciato proprio in questi giorni dalle stesse organizzazioni sindacali, si sono impegnati allo spasimo a servizio della collettività.

impegna il Sindaco e la Giunta a:

1. Attivare immediatamente tutte le azioni di informazione e trasparenza nei confronti della cittadinanza, chiedendo ufficialmente e con urgenza ad ARPAT, ASL, Vigili del Fuoco e Regione Toscana, la pubblicazione tempestiva e integrale sui siti istituzionali in formato aperto e accessibile (e pubblicando a sua volta), di tutte le informazioni che permettano alla cittadinanza di essere informata con la massima trasparenze, in particolare riguardo a:

– La tipologia e i quantitativi di materiali presenti nell’impianto al momento dell’incendio;

– Le autorizzazioni ambientali e antincendio dell’impresa e i verbali delle verifiche ispettive passate sul rispetto delle prescrizioni;

– I verbali, le relazioni e tutti gli atti ispettivi delle amministrazioni coinvolte riguardanti la gestione dell’incendio e del ripristino post-incendio, riguardanti il rispetto delle autorizzazioni ambientali e delle prescrizioni antincendio;

– Tutti i dati delle centraline fisse e dei monitoraggi straordinari della qualità dell’aria relativi al giorno dell’incendio e ai giorni successivi;

– le mappe delle aree interessate e le previsioni modellistiche sulle aree di maggior ricaduta, che includano i criteri tecnici utilizzati per la loro individuazione;

– Il piano di monitoraggio adottato in risposta all’incendio, con particolare riferimento ai monitoraggi della deposizione sulla vegetazione, sul suolo e sulle acque per verificare eventuali contaminazioni da sostanze pericolose persistenti, e in particolare i risultati delle analisi su diossine, furani, IPA, metalli pesanti e altre sostanze pericolose derivanti dalla combustione, e i criteri tecnici e normativi utilizzati per la sua redazione;

– Le modalità di raccolta e gestione delle acque eventualmente utilizzate per lo spegnimento dell’incendio e per le operazioni di pulizia dei piazzali;

– I risultati periodici delle analisi e delle ispezioni in attuazione del piano di monitoraggio, in formato facilmente accessibile e comprensibile per i cittadini;

– La necessità di procedere a un eventuale piano di bonifica dei luoghi e dei terreni circostanti e gli accertamenti fatti a tale scopo;

– le valutazioni tecniche sui percorsi di contaminazione, sui rischi per la salute pubblica e i possibili effetti a lungo termine sulla popolazione esposta; in particolare i controlli sui prodotti agricoli coltivati nelle aree colpite dall’incendio, sia per autoconsumo che commercializzati;

– Le indicazioni scientificamente corrette per la prevenzione della contaminazione per contatto, inalazione e ingestione;

– Le misure adottate dagli enti di controllo su tutto il territorio per rinforzare la prevenzione di episodi analoghi in futuro.

2. Attivarsi per quanto di propria competenza a livello comunale e farsi promotore presso Regione Toscana, Governo, Parlamento e ANCI Toscana di politiche volte alla riduzione della produzione dei rifiuti alla fonte (adozione, nel rispetto del principio europeo “chi inquina paga” e della responsabilità estesa del produttore (EPR), per:

– l’introduzione di misure fiscali e tariffarie che disincentivino la produzione e l’immissione sul mercato di materiali e imballaggi difficilmente riciclabili o non riciclabili;

– il rafforzamento degli obblighi di responsabilità estesa del produttore, affinché i costi ambientali e di gestione dei rifiuti siano sostenuti in misura crescente da chi immette tali prodotti sul mercato;

– un piano straordinario per la riduzione dei rifiuti urbani e speciali, con target annuali vincolanti per i comuni e le aziende e con la promozione di pratiche sostenibili per la riduzione dei rifiuti nella filiera produttiva e in particolare nel commercio al dettaglio.

– il sostegno alla diffusione di materiali riutilizzabili, riciclabili o compostabili certificati, favorendo l’eco-progettazione e la riduzione dell’uso di materiali compositi non separabili;

– l’adozione di programmi e obiettivi di prevenzione dei rifiuti che promuovano pratiche sostenibili lungo l’intera filiera produttiva e distributiva;

– la promozione di sistemi di vuoto a rendere, riuso degli imballaggi e vendita di prodotti sfusi, al fine di ridurre la produzione di rifiuti alla fonte.

3. Richiedere alla Regione Toscana l’avvio di una conferenza regionale pubblica sulla pianificazione degli impianti sulla collocazione degli impianti di trattamento rifiuti nel territorio regionale, ponendo come obiettivo la progressiva e sostanziale riduzione della pressione sulla Valdera, nel rispetto del principio di autosufficienza ma anche di equità territoriale e tutela della salute.

4. Richiedere agli enti competenti il rafforzamento delle attività di controllo e prevenzione sugli impianti a rischio di incendio e, in particolare:

– che la Regione Toscana garantisca ad Arpat adeguate risorse economiche, umane e strumentali per l’espletamento di tutte le attività istituzionali di tutela e prevenzione ambientale in Toscana, e per controlli e ispezioni approfondite, non solo documentali ma pratiche (verifica carichi di incendio, sistemi di spegnimento, distanze tra cumuli, manutenzioni), anche attraverso un piano straordinario ed urgente di assunzione di personale, nei ruoli e nei profili necessari, per il Dipartimento di Pisa e per tutte le altre strutture di ARPAT;

– ’introduzione dell’obbligo per tutti gli impianti di stoccaggio di materiali combustibili di dotarsi di sensori termici e sistemi automatici di spegnimento calibrati sulle tipologie di rifiuti trattati (in particolare plastiche e CSS), come condizione inderogabile per il mantenimento del Certificato di Prevenzione Incendi e dell’autorizzazione ad operare;

– la verifica e l’aggiornamento immediato dei Certificati di Prevenzione Incendi (CPI) in tutti gli impianti della filiera, con particolare attenzione alla corrispondenza tra carico di incendio teorico autorizzato e carico effettivamente presente.

5. Promuovere, in collaborazione con ASL, organizzazioni sindacali e Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), un tavolo permanente sulla salute e sicurezza dei lavoratori del territorio finalizzato a:

– verificare l’adeguatezza dei piani di emergenza e dei protocolli di sicurezza nei luoghi di lavoro esposti a rischi chimici e ambientali;

– garantire che nessun lavoratore venga esposto a sostanze pericolose senza adeguati dispositivi di protezione, informazione e formazione;

– promuovere la piena applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

6. Esprimere piena fiducia nell’operato della Magistratura e degli organi inquirenti competenti, con l’auspicio che venga rapidamente fatta piena luce sulle cause dell’incendio, sulle eventuali responsabilità e sul rispetto delle prescrizioni autorizzative e delle norme di sicurezza applicabili con particolare attenzione alla gestione dei cumuli, alla corretta applicazione delle norme di prevenzione incendi e alla eventuale presenza di stoccaggi abusivi o eccedenti le autorizzazioni.

7. Promuovere percorsi permanenti di informazione e partecipazione dei cittadini sui temi della gestione dei rifiuti, dell’economia circolare, della prevenzione dell’inquinamento e della riduzione dei rischi ambientali, attraverso campagne informative, assemblee pubbliche e momenti di confronto con enti, associazioni e comunità locali.
Il Consiglio Comunale chiede infine che il Sindaco e la Giunta riferiscano entro 30 giorni dall’approvazione della presente mozione sullo stato di attuazione degli indirizzi contenuti nel presente atto e sulle iniziative intraprese presso gli enti competenti.

Giulia Contini: capogruppo Diritti in Comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista

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