Esprimiamo oggi tutta la nostra complicità e appartenenza al movimento NO KINGS: un grande movimento globale, nato dal basso per protestare contro chi crede di essere padrone del mondo.
Un movimento che è nato da chi non si riconosce in un potere che usurpa, logora, stermina e che oggi è incarnato da chi guida le più forti potenze del mondo, dietro la patina sempre più fragile di una democrazia di cui rimane a stento la forma e non certo più la sostanza.
E invece noi la sostanza la rivendichiamo, con forza, e non siamo sole e non siamo poche come dimostra il recente esito del referendum, “Se viviamo è per camminare sulla testa dei re” e questo faremo sabato nelle strade della capitale insieme a chi percorrerà le strade e le piazze di Londra, di New York e di altre grandi città americane.
Cammineremo contro Trump, netanyahu e tutte le potenze occidentali che dimostrano a Sitati Uniti e Israele la loro complicità, come fa il nostro governo, ignorando oggi quelle regole di convivenza tra i popoli di tenuta di una pace sociale che sono, invece, indispensabili. Non possiamo accettare la complicità con coloro che pensano di essere i grandi padroni del mondo che scavalcano il diritto internazionale, senza alcuno scrupolo, vanificando il ruolo di un diritto che ormai “conta fino a un certo punto” come ricorda il nostro ministro degli esteri.
Ci chiediamo, allora, conta poco rispetto a cosa? Rispetto all’arroganza del più forte che altro non è che il più potente economicamente, che pensa di poter fare suo il mondo comprando i territori, le risorse, i corpi.
Sono i re dello spietato accordo coloniale della finta tregua in Palestina, cui il nostro Governo ha dato il suo bene stare: un vero e proprio patto coloniale siglato dagli immobiliaristi che progettano i grattacieli sulla terra inondata dal sangue di migliaia di bambine e bambini uccisi dalla fame e dalle bombe, di un popolo sterminato da un genocida a cui tutti i nostri governanti si sono affrettati a stringere le mani.
No, noi non ci stiamo. E siamo pronte e rivendicarlo in ogni sede, in ogni occasione, in ogni dibattito, perché quello stesso potere economico che stermina i popoli è lo stesso che mangia i territori delle nostre città, che compra i nostri diritti, che passo dopo passo, insomma, affama anche noi e distrugge il mondo in cui vogliamo vivere.
è tutta la stessa lotta.
E non possiamo allora che camminare sulle loro teste, con tutta la rabbia che nasce dall’ingiustizia sociale, dalle diseguaglianze, dalla speculazione che si mangia i nostri territori, dai più ricchi che sono sempre più forti e schiacciano un numero sempre maggiore di persone.
In questo movimento noi troviamo l’unità, la forza di reagire, fuori dai compromessi col potere, fuori dagli accordi di partito, fuori dagli occhiolini strizzati a chi presta il fianco alla crescita dell’economia di guerra, alla svendita dei territori, alla distruzione dei diritti.
Per noi non ci sono Re, Regine e confini: siamo il popolo che si muove e rivendica il diritto a un’esistenza pacifica, giusta e solidale.
Rilanciamo anche da qui la grande manifestazione di sabato a Roma, noi ci saremo.
Siamo rivolta, cominciate pure a tremare.
Diritti in comune
