Nuovo Piano Operativo Comunale di Pisa: Diritti in Comune ha depositato 110 osservazioni.

La grande mobilitazione di queste settimane boccia il piano della Giunta Conti: “Questo POC va azzerato”.

Si è conclusa con uno straordinario risultato la mobilitazione popolare contro il nuovo Piano Operativo Comunale (POC) di Pisa.

Il gruppo consiliare Diritti in Comune (Una città in comune – Rifondazione Comunista Pisa) ha depositato 110 osservazioni specifiche: un attacco frontale e rigoroso alla logica speculativa di “Pisa depredata”, con cui la Giunta Conti punta a svendere il territorio al libero mercato e alla finanza immobiliare.

Le nostre osservazioni non sono state scritte in una stanza chiusa, ma rappresentano il frutto di un percorso partecipato svoltosi tra il 23 aprile e il 13 luglio 2026. Attraverso assemblee pubbliche, incontri sul territorio (“POC-Cafè”) e laboratori di scrittura collettiva nei circoli della città (dall’Alhambra al Caracol, fino a La Vettola), abbiamo tradotto le istanze dei quartieri in una concreta alternativa urbanistica. Il POC della destra è il Piano Operativo delle omissioni, delle carenze e della totale noncuranza delle norme urbanistiche, ambientali e della sostenibilità.

Lo hanno messo in evidenza le cittadine e i cittadini con centinaia di osservazioni, e lo confermano gli stessi pareri degli uffici tecnici della Regione Toscana e dell’ASL. Per questo riteniamo che, alla luce della discussione pubblica di questi mesi e della conseguente mobilitazione nata — documenti alla mano — su quanto l’amministrazione comunale aveva cercato di nascondere, il Piano Operativo Comunale non possa essere semplicemente corretto con qualche controdeduzione. Occorre invece azzerarlo e riadottarlo da capo. La città merita un nuovo percorso, costruito con trasparenza, partecipazione e ascolto reale di cittadini, associazioni, ordini professionali, università e comitati.

La nostra controproposta, delineata nelle 110 osservazioni, disegna un’altra idea di città: una Pisa pubblica, ecologica e accessibile.
Zero consumo di suolo: denunciamo la fame di cemento di un piano che inserisce ben 100.000 mq di nuove edificazioni residenziali oltre i limiti tassativi del Piano Strutturale Intercomunale (20.000 mq).
Sì alla tutela della natura e alla rimozione dell’asfalto: diciamo no a nuovi parcheggi su aree libere. Chiediamo la difesa delle aree protette, interventi di de-impermeabilizzazione dei suoli per combattere le isole di calore e la sperimentazione dell’intera area dell’Ex Santa Chiara come distretto d’avanguardia a mobilità zero-auto.
Rigenerazione pubblica contro la speculazione: basta con la turistificazione selvaggia e gli studentati-hotel di lusso. Gli spazi dismessi (come la Caserma San Vito) devono accogliere servizi pubblici, case popolari e centri di aggregazione sociale, per creare una città che includa gli studenti anziché espellerli.

Questo è solo il primo passo di una mobilitazione permanente.

Ringraziamo sentitamente i comitati di quartiere (tra cui via Garibaldi e Piagge), i sindacati di base, le associazioni ambientaliste, i gruppi di genitori, i collettivi studenteschi e i singoli cittadini e cittadine che, unendo le forze, hanno portato alla redazione di centinaia e centinaia di osservazioni.

La voce plurale e dal basso che si è alzata — con studio, consapevolezza e amore per l’interesse pubblico, in netto contrasto con la speculazione e la cementificazione — è chiarissima: questo POC va azzerato e riscritto da zero.

Diritti in Comune: Una città in comune e Rifondazione Comunista Pisa

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