Il Consiglio Comunale di Pisa
Premesso che:
– è in fase di adozione del Piano Operativo Comunale (POC), quale strumento attuativo delle strategie di governo del territorio fissate dal Piano Strutturale Intercomunale (PSI) ai sensi della Legge Regionale Toscana 65/2014;
– il POC sarà lo strumento che regola le trasformazioni urbanistiche della città per i prossimi anni, provocando quindi importanti ricadute (positive o negative) su tutta la comunità che vive la città;
– negli anni a venire la città di Pisa dovrà far fronte a sfide epocali, come quelle imposte dai cambiamenti climatici in atto, sia in termini di mitigazione, e quindi transizione energetica, mobilità sostenibile, ricorso massiccio alle fonti rinnovabili, sia in termini di adattamento, e quindi permeabilità, regimazione idraulica, infrastrutture verdi
– la città di Pisa dovrà altresì fronteggiare, come molte altre città d’arte italiane e europee, il problema dell’overtourism – ovvero il fenomeno che tende a dedicare sempre più spazi alla mercificazione della città per il turismo mordi e fuggi, espellendo di fatto dal centro gli abitanti e i lavoratori per mancanza di spazi accessibili e insostenibilità dei prezzi – e dovrà farlo mantenendosi al tempo stesso città aperta e accogliente, sapendo cogliere importanti occasioni economiche, ma senza mai perdere la centralità dell’abitare, la tutela dei tessuti sociali, della cultura e dell’identità dei luoghi;
– per fronteggiare queste sfide sarà necessario ripensare gli spazi urbani, liberando aree non più funzionali, cambiando la destinazione d’uso ad aree e immobili non più utilizzati, mantenendo sempre l’orizzonte del bene comune per gli anni a venire e non la massimizzazione del profitto per i proprietari (che siano pubblici o privati);
– per affrontare le sfide citate con misure idonee ed efficaci, queste dovranno essere il più possibile condivise, di conseguenza è necessario garantire il più alto grado di partecipazione della città, comprensiva di tutte le sue componenti sociali, e dare la possibilità a chiunque di porre l’attenzione su elementi di criticità e avanzare nuove proposte;
– la Legge Regionale richiamata, in particolare agli articoli 36, 37 e 38, non si limita a prevedere forme di partecipazione, ma impone alle amministrazioni pubbliche di garantire un’informazione completa, accessibile e comprensibile, nonché di promuovere forme effettive di coinvolgimento dei cittadini lungo tutto il procedimento;
– la fase delle osservazioni successive all’adozione, prevista dall’art. 19 LRT 65/14, pur rappresentando il principale momento di partecipazione formale previsto dalla legge, rischia in assenza di adeguate misure di accompagnamento di ridursi a un passaggio meramente procedurale, accessibile di fatto solo a soggetti tecnicamente strutturati;
– la complessità degli elaborati urbanistici, se non adeguatamente mediata, costituisce una barriera significativa all’esercizio consapevole dei diritti di partecipazione da parte della cittadinanza;
– esperienze pregresse, anche nella nostra città, dimostrano come la partecipazione, quando non accompagnata da strumenti concreti di supporto e da un’effettiva apertura al confronto, rischi di essere percepita come tardiva o inefficace;
Considerato che:
– prima dell’adozione non è stato consentito di consultare gli atti se non ai Consiglieri Comunali e anche per loro il tempo a disposizione è stato molto limitato e le modalità di accesso complicate;
– il principio di partecipazione, per essere sostanziale e non formale, richiede invece condizioni materiali di accesso agli atti, tempi effettivi di comprensione e strumenti di accompagnamento adeguati;
– l’Amministrazione comunale ha la responsabilità non solo di rispettare i termini di legge, ma di creare le condizioni affinché la cittadinanza possa incidere in modo informato sulle scelte di pianificazione;
– il ruolo del Garante dell’informazione e della partecipazione, previsto dalla normativa regionale, rappresenta uno strumento centrale che può e deve essere esercitato in forma attiva e non meramente ricognitiva;
Ritenuto che:
– limitarsi al rispetto formale del termine di 60 giorni per la presentazione delle osservazioni non sia sufficiente a garantire un processo partecipativo effettivo;
– sia necessario un impegno esplicito dell’Amministrazione comunale a mettere in campo strumenti ulteriori, idonei a rendere la partecipazione realmente accessibile, diffusa e consapevole;
– sia necessario che l’Amministrazione comunale consideri la partecipazione come elemento sostanziale del processo decisionale e non come mero adempimento procedurale, assumendo un impegno chiaro nei confronti della cittadinanza di Pisa affinché il percorso di approvazione del POC sia improntato a criteri di apertura, trasparenza e reale possibilità di incidenza, a differenza di quanto avvenuto finora.
Impegna il Sindaco e la Giunta comunale
a garantire, in occasione della fase di apertura alle osservazioni successiva all’adozione del POC, un livello elevato e sostanziale di partecipazione, attraverso le seguenti azioni:
1. Immediata e piena accessibilità degli atti
– rendere disponibili tutti gli elaborati del POC contestualmente all’adozione o comunque senza aspettare la pubblicazione sul BURT e meno che mai in ritardo, evitando compressioni di fatto del periodo utile per le osservazioni;
– assicurare la consultabilità in formato digitale accessibile e, ove possibile, in formati aperti (inclusi dati territoriali);
2. Restituzione chiara e comprensibile del Piano
– predisporre e diffondere una sintesi non tecnica ufficiale, chiara e accessibile, che consenta a chiunque di comprendere le principali scelte e le relative motivazioni, le trasformazioni previste e i relativi impatti sul territorio;
– affiancare agli elaborati tecnici strumenti divulgativi (mappe semplificate, schede per ambiti, materiali esplicativi);
3. Supporto alla presentazione delle osservazioni
– mettere a disposizione modulistica, linee guida e strumenti operativi che facilitino la redazione delle osservazioni anche da parte di cittadini non tecnici;
– attivare momenti di assistenza tecnica, anche tramite sportelli dedicati o incontri pubblici con i progettisti del Piano;
4. Attivazione tempestiva di momenti di confronto pubblico
– organizzare incontri pubblici nella fase immediatamente successiva all’adozione, anche prima della pubblicazione sul Burt, al fine di consentire una piena comprensione del Piano da parte di tutti;
– promuovere assemblee nei quartieri e incontri tematici, in relazione alle principali componenti del POC, tra cui: un focus sulle aree espropriate, un focus per ognuna delle diverse previsioni contenute nelle schede norma, una chiara e completa illustrazione di quanti immobili potranno essere destinati, dal momento in cui il POC entrerà in vigore, a destinazione turistico – ricettiva,
5. Valorizzazione del ruolo del Garante dell’informazione e della partecipazione
– assicurare un ruolo proattivo del Garante durante tutto il periodo delle osservazioni;
– garantire la massima pubblicità alle attività, ai contatti e alle modalità di interlocuzione con il Garante;
6. Trasparenza e responsabilità nella valutazione delle osservazioni
– assicurare che tutte le osservazioni siano valutate in modo puntuale e che le relative controdeduzioni siano esplicite, motivate e facilmente accessibili;
– dare evidenza pubblica degli esiti del processo partecipativo e delle eventuali modifiche apportate al Piano;
Diritti in Comune (Una città in comune – Rifondazione Comunista)
