Ordine del giorno: azioni per la riduzione della produzione di rifiuti nel territorio comunale

Considerato che i recenti incendi in stabilimenti che trattano i rifiuti, sia ai confini del nostro Comune sia in altre regioni italiane, hanno reso tangibile l’urgenza di ridurre la produzione di rifiuti alla fonte, al fine di ridurre la pressione ambientale sul nostro territorio derivante dalla presenza ormai insostenibile di quantità di rifiuti (soprattutto di plastica) sempre più difficili da recuperare/smaltire e di una densità elevata di impianti di trattamento e smaltimento.

Tenuto conto che gli imballaggi degli alimenti, generalmente in materiali plastici, costituiscono una percentuale significativa dei rifiuti domestici.

Considerato anche che l’uso della plastica genera sostanze chimiche e micro e nanoplastiche dannose per la salute e per l’ambiente sia in fase di utilizzo sia in fase di
smaltimento, anche quando la plastica non viene dispersa nell’ambiente.

Considerando inoltre che una parte rilevante dei rifiuti da imballaggi non viene riciclata, ma viene invece avviata alla combustione come “Combustibile Solido Secondario”.
Visto che con il Testo Unico Ambientale, D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. art. 179 l’Italia ha recepito la gerarchia di gestione dei rifiuti indicata dalla CE, mettendo al primo posto la prevenzione della produzione ed il riuso, anche rispetto al riciclo.

Visto che con il D.Lgs.196/21 l’Italia ha recepito la Direttiva (UE) 2019/904, che, al fine di prevenire e ridurre l’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente e sulla salute umana, ha previsto il divieto di utilizzo di prodotti in plastica monouso, anche quelli realizzati con materiali biodegradabili e compostabili, promuovendo approcci circolari che privilegino prodotti e sistemi riutilizzabili sostenibili (contro l’Italia è stata aperta una procedura di infrazione proprio per aver introdotto deroghe ai divieti di immissione al consumo di alcuni materiali monouso).

Visto che in Italia la spesa alimentare con contenitori riutilizzabili di proprietà ed igienizzati dagli acquirenti è ammessa dal’art.7 c.1 bis del DL n.111/19, convertito in legge n.141/2019, cosiddetto Decreto Clima: «Ai clienti è consentito utilizzare contenitori propri purché riutilizzabili, puliti e idonei per uso alimentare» sebbene unitamente ad una disposizione “di salvaguardia”, per garantire che la pratica si svolga in sicurezza: «L’esercente può rifiutare l’uso di contenitori che ritenga igienicamente non idonei».

Visto il Regolamento UE 2024/1234 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio che, oltre ad individuare obiettivi legalmente vincolanti di riduzione e riuso, prevede, per gli esercizi alimentari, l’obbligo di accettare, dal 2027, contenitori riutilizzabili portati dal cliente e proporre, dal 2028, contenitori riutilizzabili messi a disposizione dall’esercente e che, come è noto, il Regolamento non richiede atti di recepimento negli ordinamenti nazionali, ed è immediatamente esecutivo in tutti i Paesi Membri.

Visto che la mancanza di obbligo da parte dell’esercente di servire il cliente nei suoi contenitori riutilizzabili e la carenza di informazioni al consumatore sulla possibilità di chiedere di utilizzare contenitori propri rendono di fatto inapplicato l’art.7 c. 1 bis del DL 111/19.

Visto che in Belgio, Francia, Spagna, Polonia la spesa con contenitori riutilizzabili di proprietà ed igienizzati dai clienti è possibile da tempo.

Vista la sperimentazione, in provincia di Varese, del Progetto ““SPESA SBALLATA®Spesa sballata” di cui si può leggere all’ URL https://www.isdenews.it/wp-content/uploads/2025/11/Progetto-Spesa-Sballata-compressed.pdf

Visto che ISDE Italia-Associazione medici per l’ambiente ha costituito un gruppo di lavoro allargato ai professionisti del gruppo Spesa Sballata® di Varese, per affrontare il tema della riduzione degli imballaggi monouso tramite la redazione di Linee di Indirizzo Igienico-Sanitarie per la regolamentazione delle modalità di consumo/asporto in sicurezza di generi alimentari sfusi, utilizzando contenitori riutilizzabili, portati da casa o forniti dall’esercente, al posto di quelli monouso (Linee di Indirizzo Igienico-Sanitarie per la Spesa Sballata dimensione Italia – LIISSBA).

Il Consiglio comunale

Impegna il Sindaco e la Giunta

a istituire un tavolo tra l’amministrazione comunale, i rappresentanti delle categorie esercenti prodotti alimentari e per l’igiene, e la coordinatrice della Campagna nazionale di prevenzione dei danni alla salute umana da esposizione alla plastica (https://www.isde.it/progetto-plastica/ ) al fine di:

• adottare, nel territorio del Comune di Pisa, le suddette “Linee di indirizzo” LIISSBA allo scopo di rendere possibile l’uso di contenitori riutilizzabili per la spesa;

• promuovere la realizzazione del progetto “SPESA SBALLATA®Spesa Sballata” presso i punti vendita di generi alimentari nel territorio comunale, anche attraverso una fase di sperimentazione

• realizzare campagne di informazione e promozione, tra gli acquirenti e tra gli esercenti, per favorire la spesa con contenitori riutilizzabili.

Diritti in Comune: Una città in comune e Rifondazione Comunista Pisa

Condividi questo articolo

Lascia un commento