Ordine del giorno: Finanziamenti per il diritto all’abitare da parte del Comune ed effetti del Piano Casa sugli enti locali

Ricordato che il diritto all’abitazione è un diritto umano fondamentale, riconosciuto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (art. 25), dal Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali (art. 11) e dalla Carta Sociale Europea (art. 31);

Tenuto conto che la Corte Costituzionale, con diverse sentenze (n. 49/1987, n. 217/1988, n. 404/1988 e n. 119/1999), ha riconosciuto il diritto all’abitazione come diritto sociale e parte integrante della dignità umana, sollecitando politiche pubbliche adeguate a garantirne la tutela.

Considerato che a Pisa sono presenti nelle graduatorie per l’emergenza abitativa 536 nuclei;

Considerato che in questo momento sono albergati nelle albergazioni di emergenza 88 minori e circa 190 persone in tutto;

Ribadito che garantire il diritto alla casa significa anche garantire un ambiente adeguato secondo quanto indicato da numerosi trattati e convenzioni di cui l’Italia è firmataria. Ad esempio, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (art. 25), il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (art. 11) e la Carta sociale europea (art. 31).

Ritenuto che il Governo centrale si sta muovendo in una duplice direzione, da un lato, prevedendo il c.d. “piano casa” e dall’altro promuovendo una normativa volta alla finalità dichiarata di “velocizzare gli sfratti”;

Considerando che il c.d. “piano casa” prevede su scala nazionale risorse per poco 970 milioni di euro che tuttavia saranno impiegati nel corso dei prossimi dieci anni e dunque con una proporzione che è tutt’altro che sufficiente a sopperire all’effettivo bisogno abitativo del paese;

Considerato che nel c.d. “piano casa” non vi è alcuna distinzione tra i fondi che saranno devoluti all’edilizia residenziale pubblica e quelli che, viceversa, saranno destinati all’edilizia residenziale sociale;

Considerato che i redditi per accedere all’edilizia residenziale sociale son ben diversi da quelli delle persone che si trovano in condizione di assoluta fragilità che quindi occorre investire visti i numeri della crisi abitativa prioritariamente sull’edilizia residenziale pubblica, visto che in molti comuni toscani i bandi per accedere all’ERS si riferiscono a persone con un ISEE anche di 35.000 Euro;

Considerato che l’art. 5 del c.d. “ piano casa” prevede l’approvazione di un futuro decreto non ancora reso noto nel contenuto volto ad accelerare la vendita del patrimonio ERP con previsione di direzionamento dei fondi allo Stato e non ai Comuni;

Tenuto conto che nel piano delle alienazioni e valorizzazioni approvato dal Consiglio comunale di Pisa nello scorso dicembre sono state inseriti 382 alloggi ERP.

Considerato altresì che il “disegno di legge recante “disposizioni in materia di rilascio di immobili” prevede un’accelerazione sia dei termini di esecuzione che dei tempi di procedura senza far salve eccezioni quali, ad esempio la presenza di bambine e bambini nei nuclei familiari soggetti a sfratto;

Considerato che queste misure adottate e livello centrale sono del tutto inadeguate a incidere realmente sulla questione abitativa che ricade invece pienamente sui comuni.

Considerato altresì che il Comune si troverà a dover gestire con tempi ancora più stringenti l’emergenza abitativa di nuclei sfrattati e che già ora l’emergenza raggiunge numeri elevatissimi viste le graduatorie affollate e l’attuale numero di persone albergate;

Nel consiglio del 21.05.2026 viene portata all’approvazione del consiglio una delibera avente ad oggetto una variazione di bilancio dove si precisa “DATO ATTO che il risultato di amministrazione dell’esercizio 2025 ammonta a complessivi € 144.788.361,14 di cui € 115.757.303,00 di parte accantonata, € 6.312.271,03 di parte vincolata, € 1.445.506,11 di parte destinata agli investimenti ed € 21.273.281,00 di parte disponibile;”

Tenuto conto che nella suddetta variazione di bilancio oggetto della delibera oggi in discussione e neanche in quella relativa alla modifica al Piano delle opere pubbliche, in Consiglio comunale non sono previsti fondi aggiuntivi, nonostante l’importante avanzo di amministrazione;

Tenuto conto che a Pisa vi è una evidente situazione di emergenza abitativa per la quale, alla luce di quanto contenuto nella proposta di delibera, non vi è il necessario aumento degli stanziamenti per garantire a chi è in difficoltà il passaggio da casa a casa

Il Consiglio comunale

esprima la propria contrarietà a quanto contenuto nel DDL c.d. “velocizza sfratti” esprimendo fortissima preoccupazione per i pesanti effetti negativi che il primo avrà sulle famiglie già oggi in difficoltà scaricando ancora una volta sui Comuni l’emergenza abitativa senza avere adeguati finanziamenti

esprima la totale inadeguatezza delle previsioni contenute nel c.d. “piano casa” rispetto alle urgenze in corso e agli ulteriori effetti negativi che conseguono all’approvazione del DDL velocizza sfratti;

Per questo il Consiglio comunale impegna il sindaco e la giunta a

intraprendere, di concerto con tutti gli altri comuni, a partire dal coinvolgimento dell’Anci, tutte le iniziative per il ritiro da parte del Governo del c.d. “Piano Casa” a partire dalla normativa relativa alla velocizzazione degli sfratti;

a richiedere ulteriori fondi al governo centrale e alla regione da destinare immediatamente all’edilizia residenziale pubblica.

Inoltre il Consiglio comunale impegna il sindaco e la giunta

a predisporre con urgenza, di concerto con i sindacati degli inquilini e tutti gli enti coinvolti, un piano straordinario per l’emergenza abitativa, prevedendo gli adeguati stanziamenti attraverso l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione.

Giulia Contini – Diritti in Comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista

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