Premesso che:
l’articolo 53 della Costituzione sancisce il principio di progressività fiscale, in base al quale tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della propria capacità contributiva;
il recupero delle imposte evase o non corrisposte è funzionale a garantire un adeguato flusso di entrate, indispensabile per la tutela, il mantenimento e il miglioramento dei servizi pubblici erogati alla cittadinanza.
Tenuto conto di quanto contenuto nella proposta di delibera relativa al rendiconto 2025.
Rilevato, come riportato nella relazione del Collegio dei Revisori dei Conti, che nel 2025, a fronte di accertamenti per 3.790.871,12 di recupero evasione IMU ci sono state riscossioni per 337.352,63 pari ad appena il 8,9% e che a fronte di accertamenti recupero evasione Tari apri 2.805.812,32 ci sono state riscossioni parti a 572.007,64 20,39, pari al 20,39%, e che per il recupero evasione Canone patrimoniale ci sono stati accertamenti per 420.870,62 e riscossioni pari a 22.885,74, ovvero il 5,44
Evidenziato anche che per quanto riguarda la riscossione delle sanzioni del Codice della strada si registra una flessione per cui nel 2025 a fronte di un accertamento pari a 9.381.300,35, si è riscosso un importo pari a 3.502.169,36, ovvero il 37,33%.
Tenuto conto che nel caso dell’IMU vi sono alcuni grandi debitori nei confronti del Comune di Pisa, e tra questi compare ad esempio Toscana Aeroporti di cui il Comune di Pisa è socio per il 4,476% , esprimendo anche un componente nel Cda della società indicato dallo stesso Sindaco.
Tenuto conto che in base alla risposta fornita dalla Sepi ad una interrogazione presentata dal nostro gruppo consiliare risulta che “gli importi ad oggi dovuti dalla società Toscana Aeropirti , rispetto agli atti già notificati, quindi sino all’imposta 2020, ammontano a 1.658.075,29”. A questo occorre aggiungere “l’imposta dovuta e non versata in riferimento alle annualità IMU successive al 2020, annualità per le quali, come si è detto, ad oggi non sono ancora stai emessi avvisi di accertamento”: pari a 539.989,00 euro.
Tenuto conto che il Comune deve adoperarsi prioritariamente nei confronti dei soggetti a partecipazione pubblica, nei quali è parte, che non adempiono correttamente ai propri obblighi contributivi.
Evidenziato che occorre comunale adottare provvedimenti per migliorare la riscossione come emerge da dati sopra indicati.
Tenuto conto che, in particolar modo negli ultimi mesi, il nostro gruppo consiliare ha raccolto e inviato segnalazioni di numerose e ripetute occupazioni abusive di suolo pubblico da parte di esercizi commerciali nel centro storico.
Considerato che per contrastare l’evasione/elusione dei tributi locali diventa strategico definire gli obiettivi nell’ambito di un piano triennale, individuando le aree di intervento, le procedure, le metodologie di controllo ed i tempi di realizzazione.
Tenuto conto che sempre più numerosi sono i Comuni italiani che si sono dotati di strumenti
pluriennali di programmazione e intervento per contrastare questi fenomeni, adottando adeguati piani triennali.
Il Consiglio comunale
A) dà mandato alla IV Commissione consiliare permanente, in collaborazione con gli uffici competenti e la SEPI, di elaborare entro Ottobre 2026 una proposta di piano triennale di contrasto all’evasione/elusione dei tributi locali i cui obiettivi principali sono da individuare nei seguenti ambiti:
1) garantire le entrate tributarie per il Comune attraverso il recupero dell’elusione e dell’evasione, individuando anche le procedure atte ad una “migliore riscossione”;
2) migliorare il rapporto con i contribuenti minimizzando i costi indiretti e contenendo la pressione fiscale;
3) perseguire l’equità, con particolare attenzione alle fasce deboli della popolazione, attraverso una modifica in senso progressivo della imposizione fiscale di competenza comunale secondo quanto stabilito dall’art.53 c.2 della Costituzione.
Impegna il Sindaco e la Giunta a:
avviare una task force dedicata al recupero delle imposte evase a partire dall’IMU, dando priorità alle posizioni relative a grandi debitori a partire dal caso di Toscana Aeroporti la cui condotta viene stigmatizzata da parte del Consiglio Comunale.
modificare l’attuale Regolamento IMU secondo criteri di giustizia fiscale, sociale e
abitativa;
distinguere, nel Regolamento IMU e in ogni altro regolamento comunale pertinente, i
proprietari di immobili privati in piccoli, medi e grandi, in relazione ad adeguate
soglie di rendita catastale, di qualità e di numero di immobili posseduti nel territorio
comunale;
aumentare al massimo consentito dalla legge l’aliquota IMU per gli immobili a uso
abitativo lasciati vuoti senza giusta causa da parte dei grandi e medi proprietari
immobiliari;
intraprendere, attraverso i competenti uffici comunali e la Sepi, un’azione sistematica
di verifica degli immobili accatastati in categoria F3 ed F4, con il coinvolgimento
dell’Ufficio del Territorio dell’Agenzia delle Entrate, allo scopo di rilevare eventuali
situazioni di perdurato accatastamento in dette categorie e, nel caso, a intraprendere le
azioni conseguenti per il corretto accatastamento e il recupero di quanto dovuto in termini di imposte;
introdurre uno sconto del 30% sull’IMU dovuta sugli immobili messi a disposizione
dell’Agenzia Casa da parte di piccoli proprietari;
verificare, di concerto con l’Agenzia delle Entrate, l’effettiva rispondenza dei canoni
concordati conclusi nel corso degli ultimi 4 anni ai requisiti di legge richiesti ai fini
del riconoscimento degli sconti fiscali previsti;
dare mandato agli uffici competenti di operare una ricognizione degli immobili di
proprietà della Curia utilizzati per scuole paritarie nel Comune di Pisa e di valutare il
gettito IMU corrispondente, procedendo alla riscossione di quanto dovuto.
Diritti in Comune: Una città in Comune- Rifondazione Comunista
