Visto il Piano nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico, redatto ai sensi del decreto legislativo 30 maggio 2018, n. 81, che recepisce la direttiva 2016/2284/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio in materia di riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici (cosiddetta NEC – National Emission Ceilings).
Visto il Piano regionale per la qualità dell’aria ambiente della Regione Toscana, approvato con deliberazione del Consiglio regionale della Toscana n. 59 del 24 luglio 2025.
Visto il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica n. 2 del 7 gennaio 2026, con il quale viene istituito un “Programma integrato di interventi sulla mobilità urbana e metropolitana”, che stanzia finanziamenti alle città coinvolte nella procedura d’infrazione europea sulla qualità dell’aria, e che in particolare destina al Comune di Pisa 9 milioni di euro.
Considerato che, in base all’art. 1 di tale decreto, i progetti finanziabili con tali fondi “devono essere finalizzati a ridurre l’impatto del settore dei trasporti, sia relativamente alle persone che alle merci, sulla qualità dell’aria, in particolare in ambito urbano e metropolitano, con effetti positivi anche sulla decarbonizzazione, attraverso un miglioramento dell’organizzazione di servizi di mobilità delle persone e delle merci tale da produrre anche un cambiamento nelle abitudini di mobilità dei cittadini; interessare le attività funzionali alla gestione e all’erogazione dei servizi di mobilità, le attività di informazione, di comunicazione e di incentivazione all’utenza, le attività di analisi, di elaborazione e di consolidamento dei dati relativi agli spostamenti, nonché eventuali ulteriori attività attuabili dalle amministrazioni locali per rendere sostenibile la mobilità urbana” e che devono avere come oggetto le seguenti linee generali di intervento: “a) rafforzamento del Mobility Management; b) potenziamento del servizio di TPL e della mobilità collettiva/in sharing e on demand; c) sostegno alla logistica urbana sostenibile; d) incentivi e azioni a supporto della domanda di mobilità sostenibile; e) azioni per la regolamentazione e per la gestione della mobilità urbana”.
Vista la proposta progettuale per l’utilizzo dei sopra indicati 9 milioni di euro redatta dalla Commissione per lo Sviluppo Sostenibile dell’Università di Pisa, un pacchetto integrato di interventi che ripensa le infrastrutture della mobilità cittadina, evidenziando la necessità di investire il finanziamento ministeriale in “una strategia coerente e di lungo periodo, capace di integrare infrastrutture, incentivi e governance in un unico progetto orientato alla salute pubblica e alla qualità urbana e capace di consolidare la cultura della mobilità sostenibile”, come evidenziato dalla nota stampa dell’Università di Pisa.
Considerato che in tale proposta si ricorda come il Piano degli Spostamenti Casa-Lavoro/Studio dell’Università di Pisa evidenzi “un forte peso degli spostamenti pendolari su auto privata; un’elevata propensione al cambiamento modale, a condizione di riduzione dei costi del TPL, miglioramento dell’intermodalità e maggiore sicurezza della mobilità attiva; la necessità di un rafforzamento del Mobility Management d’Area e di strumenti di monitoraggio continui”.
Considerato altresì che in tale proposta vengono indicati come prioritari, tra gli altri, i seguenti interventi: la realizzazione di una pista ciclabile bidirezionale in sede protetta per il collegamento alla città del Dipartimento di Scienze Veterinarie via San Piero a Grado; il completamento e collegamento del sistema di piste ciclabili nella direttrice Stazione FS Centrale, via Crispi, la Cittadella, via Bonanno, Ingegneria, Polo Didattico Porta Nuova, parcheggio scambiatore via Pietrasantina, privilegiando la realizzazione di piste bidirezionali in sede protetta, la realizzazione di parcheggi per biciclette protetti e sicuri presso le stazioni ferroviarie di Pisa Centrale e Pisa San Rossore, provvisti di rastrelliere bloccatelaio, illuminazione, protezione dagli agenti atmosferici e videosorveglianza; la realizzazione e/o potenziamento delle Zone 30 nelle aree a forte presenza pedonale e ciclabile, con priorità ai Lungarni e tutta l’area del centro storico, anche al di fuori della ZTL; la realizzazione di una piattaforma di raccolta e analisi dei dati di mobilità (PSCL, TPL, ferrovia, ciclistica e sharing, occupazione parcheggi), per il monitoraggio degli effetti ambientali delle politiche adottate.
Considerato che le misure di contrasto all’inquinamento atmosferico si inseriscono nelle più generali scelte politiche ambientali, si intersecano con gli interventi a favore della mobilità sostenibile e con la preservazione e il potenziamento delle infrastrutture ecologiche e della biodiversità, e sono quindi inscindibili dalle azioni di mitigazione e adattamento alla crisi climatica e ecologica.
Tenuto conto che il report AR6 dell’IPCC e i report dell’Agenzia Europea dell’Ambiente “Climate change, impacts and vulnerability in Europe 2016” e “Urban adaptation in Europe: what works?” che in particolare evidenziano come i cambiamenti climatici stressino i corpi idrici dei nostri territori e causino l’innalzamento del livello dei mari e l’aumento degli eventi estremi quali inondazioni, ondate di calore, rovesci temporaleschi molto intensi alternati a periodi di grave siccità (l’Osservatorio Città Clima di Legambiente riporta 41 eventi meteorologici estremi in Toscana nel 2025, numero doppio rispetto al 2024, terza regione in Italia dopo Lombardia e Sicilia), indicando come necessaria per la pianificazione urbanistica delle città una strategia unitaria e complessiva finalizzata alla diminuzione delle emissioni di gas climalteranti e alla riduzione del consumo di suolo.
Tenuto dunque conto del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile della città di Pisa, approvato con delibera del Consiglio Comunale di Pisa n.19 del 11 maggio 2021.
Ricordato che il Comune di Pisa in tutti questi anni non ha adeguato il proprio PAESC ai nuovi requisiti internazionali e non ha dato seguito alle azioni promesse, anzi, gli atti di pianificazione delle amministrazioni comunali non hanno tenuto conto degli impegni presi per contribuire a risolvere la crisi climatica: il regolamento edilizio non è stato rivisto per favorire le installazioni di impianti di produzione di energia rinnovabile, il Piano Urbano di Mobilità Sostenibile non è efficace nel ridurre le emissioni da traffico, non sono previste misure efficaci per impedire il consumo di nuovo suolo, nessun sistema di contabilità e di riduzione delle emissioni di anidride carbonica è stato messo in atto; all’opposto, le amministrazioni hanno continuato a portare avanti piani, progetti o interventi in contrasto con gli obiettivi degli accordi internazionali.
Considerato anche che il trasporto pubblico locale rappresenta uno degli assi fondamentali con cui rispondere alla crisi ambientale, ed in particolare che le strategie europee di mitigazione dei cambiamenti climatici vedono nel trasporto pubblico locale uno dei principali strumenti di azione.
Ritenuto perciò necessario progettare gli interventi previsti dal sopra citato “Programma integrato di interventi sulla mobilità urbana e metropolitana” all’interno di una più generale programmazione di politiche ambientali quali il potenziamento del verde territoriale e della biodiversità urbana, l’implementazione di misure di adattamento agli eventi meteorologici estremi sempre più frequenti e di prevenzione del rischio idrogeologico.
Visto il Regolamento Europeo 2024/1991 del Parlamento Europeo e del Consiglio, cosiddetta Nature Restoration Law, approvato in data 17 giugno 2024 e entrato in vigore in data 18 agosto 2024.
Considerato in particolare che l’articolo 8 di tale Regolamento recita: “Entro il 31 dicembre 2030 gli Stati membri provvedono affinché non si registri alcuna perdita netta della superficie nazionale totale degli spazi verdi urbani né di copertura della volta arborea urbana nelle zone di ecosistemi urbani determinate a norma dell’articolo 14, paragrafo 4, rispetto al 2024. Ai fini del presente paragrafo, gli Stati membri possono escludere da dette superfici nazionali totali le zone di ecosistemi urbani in cui la quota di spazi verdi urbani nei centri urbani e negli agglomerati urbani supera il 45 % e la quota di copertura della volta arborea urbana supera il 10 %”, dove per “spazi verdi urbani” si intende “la superficie totale di alberi, di boscaglie, di arbusti, di vegetazione erbacea permanente, di licheni e di muschi, di stagni e di corsi d’acqua presente nelle città, nelle piccole città e nei sobborghi, calcolata sulla base dei dati forniti dal servizio di monitoraggio del territorio di Copernicus nell’ambito della componente Copernicus del programma spaziale dell’Unione, istituito dal regolamento (UE) 2021/696, e, se disponibili per lo Stato membro interessato, di altri opportuni dati supplementari forniti da tale Stato membro” (articolo 4, paragrafo 20).
Considerato che all’art. 5 della Disciplina di piano del Piano Operativo Comunale si prevede che i progetti degli interventi di trasformazione urbanistico – edilizia devono valorizzare le “aree di pertinenza tenendo conto delle eventuali alberature esistenti e della necessità di garantire un mantenimento degli elementi di connettività e di implementare le connessioni ecologiche evidenziate negli elaborati del Quadro Conoscitivo del POC” e che all’art. 6 si prescrive di prevedere “misure volte alla riduzione del traffico veicolare, quali la realizzazione, il completamento e l’adeguamento di zone a traffico limitato, di piste ciclabili e di percorsi pedonali”.
il Consiglio Comunale
recepisce la disponibilità dell’Università di Pisa a farsi parte attiva nella progettazione degli interventi finanziati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con 9 milioni di euro,
impegna il Sindaco e la Giunta a convocare un tavolo con gli atenei e centri di ricerca cittadini, la Provincia di Pisa, ARPAT, Autolinee Toscane, RFI, Pisamo s.r.l. e aperto alle associazioni ambientaliste al fine di stabilire le priorità operative e le modalità di intervento nella progettazione dell’utilizzo del sopra citato finanziamento ministeriale, avendo come priorità:
– la creazione di percorsi pedonali e ciclabili sicuri e continui periferia-centro e per andare a scuola, non necessariamente lungo le strade esistenti, ma ramificati e connessi, privilegiando la realizzazione di piste bidirezionali in sede protetta, di parcheggi per bici protetti e sicuri e di rastrelliere bloccatelaio, utilizzando la Consulta della Bicicletta come sede preposta a tale progettazione,
– il potenziamento del bike sharing comunale con abbonamenti a prezzi accessibili, biciclette in buono stato di manutenzione e stalli diffusi sia in centro che in periferia,
– la progettazione di un trasporto merci gestito attraverso un servizio logistico che utilizzi mezzi elettrici e cargo bike,
– la realizzazione e/o potenziamento delle Zone 30 nelle aree a forte presenza pedonale e ciclabile, con priorità ai Lungarni e tutta l’area del centro storico, anche al di fuori della ZTL,
– la realizzazione di una piattaforma di raccolta e analisi dei dati di mobilità (PSCL, TPL, ferrovia, ciclistica e sharing, occupazione parcheggi), per il monitoraggio degli effetti ambientali delle politiche adottate,
impegna nuovamente il Sindaco e la Giunta ad aprire un tavolo di confronto con la Regione Toscana in cui si ridiscuta radicalmente il contratto con Autolinee toscane, i suoi contenuti e vincoli con l’obiettivo di rinforzare le linee e gli orari deboli, di rinnovare e ampliare il parco mezzi, di redigere un piano di assunzioni garantendo lavoro di qualità adeguatamente retribuito, di programmare il servizio per aree omogenee in modo che siano effettivamente garantite la tenuta, la qualità e la capillarità del servizio, senza gravare sui cittadini più bisognosi con aumenti delle tariffe, partendo dall’assunto che il trasporto pubblico locale deve essere un servizio pubblico, atto a rendere effettivamente accessibile a tutti e tutte – senza distinzioni di condizione sociale e di collocamento territoriale – il fondamentale diritto alla mobilità,
e impegna inoltre il Sindaco e la Giunta a:
– creare un tavolo istituzionale del territorio pisano, con gli enti di ricerca e i diversi attori del territorio, per avviare la redazione di una Strategia Locale di Adattamento al Cambiamento Climatico coerente con la Nature Restoration law (Regolamento Europeo 2024/1991),
– attivarsi subito per la redazione e sottoscrizione di un nuovo PAESC, coerente con la Strategia Locale di Adattamento al Cambiamento Climatico, che sia vincolante per tutti gli atti di pianificazione economica e urbanistica dell’amministrazione, a partire dal Piano Strutturale Intercomunale e dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile,
– attivare quindi, all’interno del rinnovato PAESC, un piano coerente di azioni per la protezione del nostro territorio dagli effetti ormai imminenti del cambiamento climatico e contestualmente per contribuire alla diminuzione delle emissioni di gas climalteranti, a protezione della popolazione, dell’ambiente in cui viviamo e delle generazioni future,
– bloccare ulteriori espansioni urbane e il consumo di suolo anche rivalutando le previsioni già approvate di nuove costruzioni attuando immediatamente una moratoria apposita,
– stralciare la previsione di realizzare una nuova strada d’ingresso al futuro Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa,
– salvaguardare e, laddove possibile, ampliare o costituire nuove aree verdi sia nell’abitato sia intorno alla città, ripristinare ove possibile suolo libero da destinare a verde,
– implementare lo sfalcio ridotto in tutti i terreni erbosi il cui sfalcio è di competenza dell’amministrazione comunale,
– riforestare una parte delle aree verdi intorno alla città e incrementare le alberature nell’abitato per mitigare le temperature estive,
– investire su una vera e propria infrastruttura verde che innervi l’intera città e che contempli un uso di specie arboree e arbustive, oltre che di tappeti erbosi, in grado di creare una connessione il più possibile continua tra le aree verdi già esistenti o in via di costituzione e/o recupero, facilitando i servizi ecosistemici di flora e fauna cittadine,
– aumentare la capacità di stoccaggio di carbonio degli ecosistemi attraverso misure di tutela del suolo e delle aree umide fuori dal territorio del Parco di San Rossore,
– rifiutare qualunque logica compensativa sulla Darsena Europa chiedendo che le risorse pubbliche attualmente ad essa destinate vengano stornate da quel progetto per essere utilizzate per una riconversione dell’economia della costa in modo da garantire lavoro, salute e elevata qualità della vita alle attuali generazioni delle città di Pisa e Livorno, rigenerazione delle risorse per le generazioni future, contrasto e mitigazione degli effetti del riscaldamento globale.
Diritti in Comune (Una città in comune – Rifondazione Comunista)
