Ordine del giorno: tutela del suolo e rinaturalizzazione dei corsi d’acqua per la prevenzione dei rischi alluvionali

Premesso che:

– In Toscana, secondo i dati raccolti dall’Autorità di Bacino, si stimano 430 chilometri di corsi d’acqua tombati su 66.793 km totali di fiumi;

– secondo i dati dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, in Italia vengono cementificati 20 ettari ogni giorno, due metri quadrati al secondo;

– Nelle ultime alluvioni che hanno flagellato la nostra Regione, i piccoli corsi d’acqua sono stati i principali responsabili del disastro; tra questi si ricordano l’alluvione del 2 e 3 novembre 2023 che colpì la Piana di Firenze e di Prato, ma anche la Val di Bisenzio, o anche la tragica alluvione di Livorno dove persero la vita 8 persone nel 2017;

– in altre regioni, come in Lombardia, da tempo si evidenzia l’insufficienza di interventi volti a limitare i rischi che pacificamente si riconosce conseguano al tombamento dei fiumi, come, ad esempio, dopo le forti piogge del settembre 2025 quando lungo tutto il bacino del fiume, la vasca al Parco Nord, attivata intorno alle 8 di mattina, si è riempita in un paio di ore e non è servita neppure l’attivazione, per la prima volta, delle due vasche di Senago per evitare le conseguenze dell’allagamento;

– Nel 2025 si è registrato un aumento di piogge di oltre il 20%, e si prevede che gli episodi di piogge intense vadano a intensificarsi in futuro, con l’aumentare degli effetti del riscaldamento globale.

Considerato che:

– Il de-tombamento di fiumi e torrenti è uno dei passi fondamentali per riportare a condizioni di naturalità i corsi d’acqua, per permettere il pieno svolgimento di importanti funzioni ecologiche e per ridurre il rischio di danni da eventuali esondazioni, grazie all’allargamento della sezione di deflusso e alla riconnessione del corso idrico con le piane alluvionali, oltre a scongiurare che l’alveo venga ostruito da materiali trasportati dalla corrente;

– Il suolo, sia questo occupato da aree agricole o naturali, comprese le aree ritenute “incolte”, svolge importanti funzioni di protezione dell’ambiente e di conservazione della biodiversità, tra cui lo stoccaggio di carbonio, la disponibilità di habitat per specie vegetali, animali e per microorganismi, e la ritenzione e rilascio di acqua, contrastando la desertificazione e mitigando il clima; funzioni che vengono irrimediabilmente perse quando il suolo viene cementificato;

– l’inserimento delle vasche di laminazione come unica soluzione prevista al temperamento dei disastri provocati dal tombamento dei fiumi può comportare grossi impatti negativi come maleodoranze, con conseguenze negative sulla qualità della vita e sulla salute dei cittadini, e impatti visivi nel territorio.

Tanto premesso e considerato

Il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta ad attuare le seguenti misure:

– contrastare le richieste di interventi che prevedano il tombamento dei fiumi;

– non procedere alla creazione di ulteriori cementificazioni di suolo, anche se parziali, o con pavimentazioni parzialmente permeabili o temperate dalla piantumazione di nuovi alberi o con parziali integrazioni con delle aree verdi;

– effettuare entro la fine del 2026 un censimento del tombamento dei corsi d’acqua nel territorio comunale e redigere un piano di de-tombamento del maggior numero possibile degli stessi, anche mediante interlocuzione proattiva con tutti gli altri enti che rendano l’attuazione di tali provvedimenti possibile.

Diritti in comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista

Condividi questo articolo

Lascia un commento