OSSERVAZIONI per CONSULTAZIONE PUBBLICA PROGETTO ACQUE

Abbiamo presentato la seguente osservazione relativa al progetto di modifica dell’assetto societario di Acque S.p.A.

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CONSULTAZIONE PUBBLICA PROGETTO ACQUE – OSSERVAZIONI

I sottoscritti cittadini e cittadine residenti nel Comune di Pisa osservano quanto segue in relazione all’oggetto.

Si osserva dal punto di vista del metodo, che il D.lgs del 19 agosto 2016 n°175, Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, all’art. 5 comma 2 prevede una consultazione pubblica preliminare a deliberazioni che modificano gli assetti societari di società partecipate dal pubblico. Si tratta di uno strumento di partecipazione diretta della società civile che riconosce, in un ambito delicato della Amministrazione Pubblica, la necessità di una discussione aperta e approfondita che coinvolga la cittadinanza adeguatamente informata. Trattandosi di materia complessa, come vedremo, e dai mille risvolti e conseguenze nel medio e lungo periodo, appare importante che la consultazione sia reale e non solo formale e coinvolga davvero la popolazione con approfondimenti, assemblee e interventi qualificati.
L’amministrazione comunale di Pisa ha deciso di trascurare questo aspetto importante, emettendo una delibera di Giunta il 2 Settembre senza però poi dare seguito a quanto contenuto nel documento.
Ad oggi, 6 Settembre, troviamo sull’Albo Pretorio la delibera di Giunta ma senza allegati, impedendo di fatto a cittadine e cittadini la partecipazione democratica.
A conferma del comportamento inaccettabile dell’Amministrazione c’è la data di chiusura delle consultazioni, il 9 Settembre, il che significa concedere meno di 3 giorni.

Va inoltre osservato che la bozza di delibera, tecnicamente complessa, sottoposta a dibattimento pubblico, riguarda un’operazione economico-finanziaria di grande portata (88 Milioni di euro è l’ammontare della quota da liquidare al socio privato), che influirà sui contribuenti per i prossimi decenni.
Non vi è peraltro alcuna informazione su come la NewCo, alla quale i soci pubblici di Acque SpA conferiranno le proprie quote, intenda finanziarsi per liquidare il socio privato e quale struttura societaria pensi di darsi per sostenere gli investimenti.

Pertanto, una seria procedura partecipativa sarebbe stata corretta ed utile su un atto di indirizzo complessivo preliminare non solo alla costituzione della NewCo, bensì a tutta l’intera operazione che potrebbe comprendere dei potenziali risvolti futuri verso una Multiutility, come da tempo annunciata sulla stampa ma mai discussa pubblicamente con adeguati strumenti partecipative e con la necessaria contestualità con i procedimenti in atto nelle altre AACC dell’area di gestione di Acque Spa.

Ci è noto inoltre, riprendendo alla lettera una comunicazione inviata dal “Forum per l’acqua pubblica in Toscana” a tutti i comuni ed ai gruppi consiliari relativa alla recente costituzione della holding “NewCo”, si sottolinea che, ai sensi della L.R. 69/2011 della Regione Toscana, le decisioni in merito alle forme di gestione del servizio idrico integrato competono alle Conferenze Territoriali e l’Assemblea dell’Autorità Idrica Toscana. A tal fine si ricorda che:
– in sede di Conferenza Territoriale e A.I.T., nel 2018, si è deliberato l’indirizzo per ri-pubblicizzare il servizio idrico, dando mandato al Direttore Generale di attivarsi per verificare le procedure necessarie a tale fine,
– è emersa la contrarietà da parte di tutte le Conferenze Territoriali circa l’affidamento del servizio idrico integrato ad un unico soggetto operante sull’intero territorio toscano,
– è stato dato incarico al Direttore Generale dell’Autorità Idrica Toscana a provvedere agli opportuni approfondimenti e alla predisposizione di tutti gli atti necessari per la scelta della forma di gestione, tenuto conto che 5 Conferenze territoriali su 6 hanno espresso l’indirizzo di procedere verso l’affidamento in house della gestione del servizio idrico integrato.
Sulla base delle considerazioni qui espresse e all’oggettiva mancanza di trasparenza e partecipazione, si chiede all’amministrazione comunale di Pisa ed al Consiglio Comunale di non approvare l’atto in oggetto prima di un serio procedimento partecipativo contestuale con quelli degli altri comuni dell’area di Gestione Acque Spa, che, data la complessità e la portata delle questioni riteniamo richieda almeno 60 o meglio 90 giorni.

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Una città incomune

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