In vista dell’assemblea dei soci di RetiAmbiente del prossimo 29 giugno in cui si voterà, tra le altre cose, il piano industriale proposto dal Consiglio di Amministrazione in cui si prevede la realizzazione dell’impianto di ossicombustione di Peccioli, come Diritti in Comune e Rifondazione Comunista Pisa abbiamo inviato una lettera aperta alle Sindache e ai Sindaci dei Comuni soci di RetiAmbiente per chiedere trasparenza, responsabilità e pieno coinvolgimento democratico su questa vicenda.
L’esito della Conferenza dei servizi rappresenta certamente un passaggio rilevante, ma non può e non deve essere considerato la conclusione di un confronto che riguarda il futuro della gestione dei rifiuti, l’utilizzo delle risorse pubbliche, la tutela dell’ambiente e la salute della cittadinanza.
I Comuni amministrati dalle Sindache e dai Sindaci a cui ci siamo rivolti sono soci di RetiAmbiente, e le comunità locali saranno chiamate a sopportare le conseguenze economiche, ambientali e industriali delle scelte che verranno compiute nei prossimi mesi. Per questo riteniamo indispensabile che ogni decisione avvenga nella massima trasparenza e attraverso un pieno coinvolgimento democratico delle istituzioni rappresentative.
Con la lettera aperta rivolgiamo a tutte le amministrazioni comunali quattro richieste precise.
La prima è lo stralcio dell’impianto di ossicombustione di Peccioli dal Piano Industriale di RetiAmbiente. Riteniamo inaccettabile che un investimento di tali dimensioni, basato su una tecnologia ancora scarsamente sperimentata, venga assunto come scelta strategica dell’azienda senza un preventivo e approfondito confronto politico e istituzionale, con costi che si ripercuoteranno direttamente e indirettamente su cittadine e cittadini.
La seconda è esprimere contrarietà all’ingresso di RetiAmbiente nella società Novatosc Srl. L’ipotesi di acquisizione del 34% della società chiamata a realizzare e gestire l’impianto espone i Comuni soci a rilevanti rischi economici e industriali, con possibili ripercussioni sui bilanci comunali e sulle tariffe a carico della cittadinanza. Una scelta di tale portata non può essere compiuta senza il pieno consenso delle comunità locali.
La terza richiesta è garantire la massima trasparenza mediante la pubblicazione integrale di tutti gli atti. Chiediamo che siano resi pubblici il verbale conclusivo della Conferenza dei servizi, i pareri espressi dai diversi enti coinvolti, le eventuali prescrizioni, il piano economico-finanziario dell’operazione e tutti i documenti inerenti i rapporti tra RetiAmbiente, Belvedere Spa e Novatosc Srl.
Infine, chiediamo di convocare i Consigli comunali per una discussione pubblica sulla vicenda. Una scelta che riguarda l’intero sistema regionale dei rifiuti, investimenti per oltre cento milioni di euro e potenziali ricadute sulle tariffe e sull’ambiente non può essere sottratta al confronto democratico. Ogni Consiglio comunale deve essere chiamato a discutere pubblicamente la questione e ad assumere una posizione chiara.
La provincia di Pisa e la Valdera sopportano da decenni un carico ambientale e impiantistico sproporzionato rispetto al resto della Toscana, e questo ha risposto troppe volte a logiche legate al profitto e non all’interesse pubblico. È necessario aprire una fase nuova, fondata sulla riduzione dei rifiuti, sul rafforzamento dell’economia circolare e sulla prevenzione.
Occorre un cambio di paradigma costruito con il coinvolgimento della cittadinanza e capace di mettere al centro la salute dell’ambiente e delle persone, per il presente e per il futuro dei nostri territori.
Per queste ragioni chiediamo alle Sindache e ai Sindaci dei Comuni soci di RetiAmbiente di assumere una posizione di responsabilità nei confronti delle comunità che rappresentano, favorendo un confronto pubblico, trasparente e democratico su una scelta destinata a incidere sul futuro delle prossime generazioni.
Diritti in Comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista
