Paradisa preda dell’incuria

giovedì
19 aprile 2018
Testata:
TIRRENO PISA
Pagina:
II

La casa dello studente è chiusa e allagata: «La venderemo agli stranieri»

di Stefano Taglione

PISA

Il vigilantes, quasi come ogni mattina, scende dalla macchina e fa il giro di perlustrazione. Sono da poco passate le otto. L’intonaco rosso è scrostato dal rimbombo vuoto del silenzio, i sotterranei e la centrale termica sommersi dall’acqua e dai liquami. È fra l’incuria e l’abbandono che si muove la guardia giurata, facendo avanti e indietro nel nulla e assicurandosi che dentro i tre palazzoni, ormai deserti, non sia rimasto più nessuno; stando attento a non sprofondare in uno dei tanti pozzetti elettrici presi di mira dal ladri di rame.

Fino al 2009 la Paradisa era il simbolo dell’accoglienza universitaria pisana. Con 522 posti letto, prima dell’apertura del complesso dei Praticelli, in Toscana era la più grande casa dello studente. Ora è un agglomerato di tre edifici immerso nell’espansione edilizia di Cisanello, con l’erba alta che infestai giardini, arrampicandosi fino ai balconcini del piano terra. Un pugno allo stomaco del quartiere, come i cantieri mai finiti delle Torri di Bulgarella. Il bello è che la Paradisa- che si trova nell’omonima via, accanto al cinema Isola Verde – sarebbe anche nuova, visto che è stata costruita nel 2000 per accogliere i pellegrini del Giubileo. Inizialmente di proprietà dell’Inail, nel 2003 fu affittata all’Azienda regionale per il Diritto allo studio universitario (il Dsu), che l’ha gestita fino al 2009, per poi restituirla al legittimo proprietario lamentando carenze strutturali.

Infine, in un passaggio interno allo Stato, la cessione alla Investimenti immobiliari italiani, l’Invimit. È la società di gestione del risparmio del ministero dell’Economia e delle Finanze, la stessa che vuole finanziare il nuovo stadio del Pisa. Ma da nove anni, purtroppo, la Paradisa è chiusa. Con i vandali che hanno saccheggiato gli impianti elettrici e la centrale termica (e i sotterranei) ormai allagati. Vuoto e con gli ingressi chiusi a doppia chiave, il complesso è pattugliato dalle guardie giurate per evitare che venga occupato abusivamente. Anche perché una parte della rete metallica, quella che dà sul piccolo prato di via Giuseppe Gambini, è stata divelta.

Invimit – contattata dal Tirreno – ha rivelato di «aver presentato la struttura al Mipim di Cannes», una delle più grandi fiere immobiliari del mondo. L’obiettivo? Trovare investitori stranieri, visto che «ora gli edifici sono pienamente idonei dal punto di vista strutturale», spiegano dalla società guidata dal presidente Massimo Ferrarese. E il manager Luca Landini- il responsabile della parte “universitaria” della società ministeriale – a spiegare i progetti previsti per valorizzare la Paradisa. «A novembre abbiamo concluso la gara per la ristrutturazione e la locazione dell’immobile spiega il dirigente – e di dieci aziende nazionali che abbiamo contattato nessuna ci ha risposto. In Italia, purtroppo, chi fa gestione non fa sviluppo. Così siamo alla ricerca di investitori stranieri: è per questo che abbiamo proposto la residenza universitaria al Mipini di Cannes, insieme ad altri studentati del nostro Paese».

Un improvviso cambio di strategia, quello deciso da Invimit, che però ha anche provato a riallacciare i rapporti con il Dsu, nonostante il verti ce con l’azienda regionale si sia concluso con un nulla di fatto. «A metà marzo abbiamo incontrato gli investitori stranieri che vorrebbero entrare nel mercato italiano – conclude Landini – e stiamo approfondendo i contatti stretti a Cannes. L’immobile va ristrutturato solo dal punto di vista impiantistico, visto che purtroppo è stato saccheggiato, ma a livello strutturale è pienamente idoneo. Contiamo di valorizzarlo». L’obiettivo è fare presto, visto che la Paradisa – diventata appena maggiorenne con i suoi 18 anni di vita – è rimasta chiusa per oltre metà della sua esistenza.

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