Parcheggio nel Vallo di Scotto: la destra fuori controllo, insulti a chi dissente

Il Capogruppo di Fratelli d’Italia Nerini attacca l’appello firmato e sottoscritto da diverse personalità provenienti anche dal mondo culturale e accademico pisano – e non solo- per impedire la costruzione di un parcheggio da 80 posti nel vallo dello Scotto.

Nerini parla di “professoroni e acculturati” per poi finire con l’offendere “i radical chic della ZTL” nel pieno delirio della destra di oggi che tanto è negazionista da aver organizzato a Roma pochi mesi fa un corteo in macchina.

Eppure “i professoroni”, come li chiama Nerini, andrebbero ascoltati perché distruggere il nostro patrimonio storico e paesaggistico e continuare a cementificare le aree verdi e di pregio per fare parcheggi è una scelta politica che non va nell’interesse della città e dei cittadini, né di quelli di oggi né di quelli di domani.

Questa politica negazionista che prende in giro chi cerca di pensare all’aria che facciamo respirare ai nostri figli e al mondo che si ritroveranno tra qualche decennio non è più accettabile.
Ma anche senza guardare al futuro, pensiamo all’oggi.

Un terreno senza cemento assorbe l’acqua ed evita che si creino fenomeni di allagamento, cementificare e costruire invece porta alle tragedie che conosciamo, che riempiono le pagine dei giornali e per cui tutta la politica si appresta a versare lacrime di coccodrillo.
Continuare a cementificare peggiora la nostra vita oggi, e anche quella di domani. Certo non si può chiedere ai cittadini di avere uno stile di vita diverso se non sì interviene sui trasporti pubblici, sulle piste ciclabili, sugli attraversamenti pedonali (pensiamo a piazza Guerrazzi, proprio davanti al vallo in cui vogliono fare questo nuovo parcheggio, attraversare è una vera e propria impresa).

Bisognerebbe poi che la politica, tutta, facesse una presa di responsabilità e si rendesse conto che occorre invertire la tendenza se vogliamo sperare di salvaguardare quello che resta di un equilibrio ambientale e climatico del tutto compromesso.
Per farlo bisogna prendere un’altra lente: quella di chi lavora e non riesce a spostarsi se non in auto, quella di chi è costretto a un pendolarismo che non può affrontare con i mezzi pubblici, quella di chi deve utilizzare l’auto per portare fuori i figli incastrato tra mille impegni di una vita che ha un costo sempre più insostenibile.

Questi interessi non sono contrapposti a quelli di chi oggi chiede di smettere di cementificare, sono interessi che devono viaggiare insieme e per far sì che ciò accada bisogna fare proposte politiche complesse che tengano davvero a tutti questi interessi.

In tutto questo poi Nerini omette di considerare che già tante e tanti pisani si sono mobilitati per firmare una petizione con cui si chiede di non procedere con il parcheggio, ma anche in questo caso la lettura della destra si limita a negare la realtà.

Il tentativo di sminuire il contributo che anche il mondo scientifico sta dando per frenare la degenerazione ambientale e climatica strumentalizzando questi bisogni senza fornire altre alternative, per stringere accordi con le grandi potenze del cemento e del mattone è invece un modo vile di affrontare i problemi di oggi, tipico di questa destra.

Diritti in Comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista

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