Parco Migliarino San Rossore Massaciucoli: la Regione batta un colpo. È il momento di una nuova direzione

In questi giorni si è tornati a parlare molto del Parco e del suo futuro: dal bando per il nuovo Direttore, alla presenza del lupo, agli impatti della Darsena Europa sulle secche della Meloria.

Appoggiamo convintamente le richieste sacrosante delle associazioni ambientaliste in merito all’estensione superficiale prevista dal nuovo Piano Integrato, che non deve essere diminuita ma semmai aumentata, ma ci spingiamo oltre: riteniamo che non si possa più prescindere da un serio chiarimento su quale sia la strategia della Regione Toscana sui Parchi Regionali e in particolare su quello di Migliarino San Rossore Massaciuccoli.

Tutte le questioni sopra citate e le tante altre che interessano l’area protetta – una su tutte la previsione di una Base militare al CISAM da 520 milioni di euro- discendono da un unico problema di fondo: da troppi anni si vive il Parco in difensiva, come un oggetto ingombrante, un limite per lo sviluppo fonte di vincoli come lo definisce la destra pisana, di cui non ci si può sbarazzare ma di cui non sappiamo davvero che fare. Tutti ne rivendicano l’utilità a parole ma nessuno fa nulla per valorizzarlo veramente, ma anzi si mira continuamente a svuotarlo di contenuti e ad ignorarne le prescrizioni per ragioni “superiori” (Tombolo dock, Darsena Europa, Porto di Marina…). Questo avviene principalmente perchè manca una visione di lungo periodo da parte della Regione Toscana.

Lo abbiamo detto tante volte, oltre alle aree interne di tutela e riserva integrale, il Parco deve essere il fulcro del governo del territorio ben oltre i suoi confini. L’intuizione dell’area riconosciuta dal programma MAB (Man and Biosphere) dell’UNESCO “Selve Costiere di Toscana”, che abbraccia un territorio molto più ampio oltre i limiti del parco, andrebbe riempita di contenuti. Ma per far questo servono risorse economiche.

I Parchi infatti devono gestire, controllare, monitorare e studiare migliaia di km quadrati, e quello di Migliarino S. Rossore Massaciuccoli in particolare perchè ha la gestione diretta della Tenuta di San Rossore: un patrimonio unico di ecosistemi diversi (dune, aree umide, boschi e praterie) con un importantissimo patrimonio immobiliare, ma non ha le risorse adeguate.

Si approfitti allora di un momento di “cambio della guardia” istituzionale (nuova Giunta Regionale, nuovo Direttore e tra pochi mesi nuovo Presidente) per fare un punto e disegnare una nuova strategia che restituisca non solo dignità a questi fondamentali presidi di biodiversità, ma li ponga al centro di una più ampia visione di governo del territorio basata sulla lotta al cambiamento climatico, la tutela degli ecosistemi, la resilienza territoriale, le compatibilità ambientale delle attività umane.

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