Mentre la propaganda della Giunta Conti continua a descrivere il quartiere della Stazione come un’emergenza di ordine pubblico e di decoro — tornando a invocare retate, zone rosse e politiche puramente repressive per rispondere ai reiterati episodi di degrado e alle risse in viale Gramsci —, gli atti dicono l’esatto contrario: sui bisogni reali e sugli interventi nello spazio pubblico si perdono le risorse e si alza bandiera bianca.
A certificarlo è la Determina Dirigenziale n. 1125 del 31/07/2026. Attraverso la nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) prot. n. 44834 del 20/04/2026, Roma ha comunicato formalmente al Comune di Pisa l’inammissibilità della richiesta di finanziamento per l’Intervento 3.2.3 “Viale Gramsci – Stazione riqualificazione” .
La motivazione? Un errore procedurale grossolano e sconcertante: l’istanza per il “caro materiali” è stata presentata in data successiva alla redazione e approvazione del collaudo tecnico-amministrativo (avvenuti a settembre/ottobre 2024). A causa di questa leggerezza, il Comune ha perso una parte del contributo richiesto al Fondo Ministeriale e si vede costretto a restituire al Ministero € 12.755,80 ricevuti dei 40mila ricevuti in acconto. Di conseguenza, gli impegni di spesa per i lavori di riqualificazione a favore delle ditte esecutrici sul cantiere di Viale Gramsci sono stati totalmente azzerati.
Un’incapacità gestionale che penalizza direttamente chi vive e frequenta il quartiere della Stazione ferroviaria, dove si rinuncia ai fondi e si blocca la riqualificazione.
Sarà anche un caso, ma quando si tratta dei Navicelli la musica cambia. Sulla seconda scheda della medesima pratica — riguardante i “Lavori di palancolatura del canale dei Navicelli” per € 27.594,77 — il finanziamento ministeriale è stato invece regolarmente riconosciuto e salvaguardato. Un’opera idraulica funzionale alla cosiddetta Blue Economy ma che — come denunciamo da sempre — serve in primo luogo a potenziare la viabilità e la logistica a servizio della filiera bellica e dell’economia di guerra che gravita attorno al canale.
Per il quartiere Stazione zero risorse, errori burocratici e cantieri azzerati; per la logistica militare e gli interessi industriali precisione svizzera e risorse garantite.
In molte occasioni, sia in consiglio che durante i sopralluoghi della seconda Commissione, abbiamo messo al centro un’idea diversa per questo quartiere, fatta di recupero degli spazi sfitti e di un disegno urbanistico che possa intervenire con coraggio su questo quartiere. Perché ciò sia possibile, però, serve investire, programmare, e dialogare con le realtà che faticosamente provano a resistere. Insomma, serve amministrare con un’idea politica che lavori su integrazione, valorizzazione e vivibilità degli spazi e non solo sullo spauracchio di una repressione che evidentemente non porta a niente.
Questa vicenda svela l’ipocrisia dell’amministrazione: la sicurezza reale non si costruisce con l’inasprimento repressivo, con retate a corto raggio o rincorrendo la propaganda elettorale sulla pelle dei residenti e dei più deboli. La sicurezza si costruisce “prima”, investendo sul territorio con politiche abitative, presidi sociali, supporto per le dipendenze e di supporto agli indigenti, con un serio Piano di riqualificazione che metta al centro tutte le comunità che abitano il quartiere.
Pisa merita risorse e visione per la vivibilità reale dei suoi quartieri popolari, non scorciatoie securitarie e logistica delle armi.
Diritti in Comune (Una città in comune – Rifondazione Comunista Pisa)
