Piano rumore: Toscana Aeroporti ancora inadempiente

Il livello di rumore che il nostro aeroporto causava fino alla pandemia non è un problema inevitabile da subire ancora nella fase post-Covid pur di avere uno scalo cittadino che funziona a pieno ritmo. E’ invece il frutto di scelte che hanno l’unico obiettivo di aumentare i profitti di Toscana Aeroporti e delle compagnie aeree.

Infatti Toscana Aeroporti non ha ancora un Piano di risanamento acustico, che però è un obbligo di legge. La società è talmente inadempiente da aver già accumulato su questo anni di ritardo. E non è ancora dato di sapere quando si deciderà mettersi in linea con le norme.

Da una nostra interpellanza discussa in Consiglio comunale nei giorni scorsi, è emerso che da un anno e mezzo circa deve fornire al Ministero della transizione ecologica le integrazioni richieste rispetto ad una bozza inviata nel 2019. Ma tutto è fermo.

Dai rilievi effettuati, è risaputo che i decolli verso la città che non rispettano le norme sull’altezza minima da tenere in fase di decollo sono la stragrande maggioranza: in questi casi le compagnie aeree dovrebbero subire delle sanzioni, ma a questo fine i dati dovrebbero essere certificati da Toscana aeroporti, mentre non lo sono. Anche in questo caso, quindi, c’è inadempienza delle norme.

Le proteste e le iniziative dei cittadini e delle cittadine sono quindi sacrosante, perché si ripetono violazioni che aumentano le criticità e i disagi di chi vive nei quartieri più soggetti al rumore. Da anni ci battiamo al loro fianco per far emergere i dati e le responsabilità dei diversi soggetti in gioco e per spingere verso l’individuazione di soluzioni concrete. Soluzioni che non possono che passare anche dal coinvolgimento e dalla partecipazione della cittadinanza, in particolare di quella che potenzialmente subisce gli impatti negativi del rumore.

Il comportamento dilatorio, inadempiente, non trasparente da parte di Toscana Aeroporti è quindi semplicemente inaccettabile, perché favorisce gli interessi delle compagnie aeree contro il diritto alla salute della cittadinanza.

Allo stesso tempo, i soci pubblici e in testa il Comune, la Provincia e la Regione, non possono più tenere una posizione di subordinazione rispetto a Corporacion America, proprietaria degli aeroporti toscani. Viceversa, devono mettere al primo posto la tutela della salute delle cittadine e dei cittadini agendo con decisione, impegno e continuità perché possano essere utilizzati finalmente gli strumenti anche sanzionatori nei confronti delle compagnie aeree che non rispettano le regole.

Ormai sappiamo che è possibile farlo senza danneggiare il funzionamento dello scalo e l’importante servizio di collegamento della nostra città col mondo. Si tratta di una scelta politica: per noi il bene collettivo (in questo caso la salute pubblica) viene prima dei profitti delle compagnie aeree.

Diritti in comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista – Pisa Possibile

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