In tutti questi anni abbiamo sempre denunciato le forzature che Toscana Aeroporti pienamente spalleggiato dalla Regione Toscana governata dal Presidente Eugenio Giani, espressione del campo largo, ha fatto per portare avanti il progetto della Pista di Peretola.
Da quello che si apprende sulla stampa Toscana Aeroporti starebbe conducendo in queste settimane una vera e propria azione lobbista nei confronti del Ministero per intervenire sul decreto Via di novembre scorso, oppure ottenere un “chiarimento interpretativo” che riduca il passaggio a Bruxelles a una semplice notifica, evitando la richiesta formale di parere prevista nel testo approvato.
Infatti nel decreto Via con cui, a novembre, il ministero dell’Ambiente, di concerto con quello della Cultura, ha dato il via libera ambientale al Masterplan 2035 del Vespucci si stabilisce che l’efficacia del giudizio di compatibilità ambientale è subordinata alla conclusione positiva delle procedure previste dall’articolo 6, paragrafo 4, della Direttiva Habitat, con il rilascio del parere della Commissione europea.
Semplicemente scandalose e gravissime sono le dichiarazioni del Presidente Giani che non si comporta da rappresentante di una istituzione pubblica ma da lobbista per Toscana Aeroporti. L’esponente del Pd si fa esegeta del decreto dichiarando che non serve il parere dell’Europa ma solo una dichiarazione e che lui è pronto per la conferenza dei servizi per il progetto della nuova pista.
Ancora una volta il Presidente della Regione è la testa di ariete nella tutela degli interessi privati di Toscana Aeroporti, prima.attaccando tutti i soggetti che hanno fatto ricorso al decreto di VIA a partire a dall’indecente attacco all’Università di Firenze e ora sulla interpretazione del decreto di VIA.
Le istituzioni pubbliche devono garantire imparzialità e trasparenza nelle scelte che riguardano il territorio. Il presidente Giani e la maggioranza che lo sostiene continuano invece a garantire gli interessi privati di Corporation America. La Toscana ha bisogno di un sistema aeroportuale che rispetti davvero l’interesse pubblico secondo alcuni principi fondamentali: difesa del lavoro, tutela del territorio e un modello di infrastrutture, a partire dal potenziamento ferroviario, capace di coniugare il diritto alla mobilità e la lotta al cambiamento climatico. Non di un esecutivo a servizio degli interessi privati.
Diritti in comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista
