Azzerare il Piano Operativo Comunale. È questa l’unica strada che la Giunta Conti dovrebbe intraprendere dopo le pesantissime osservazioni formulate dagli uffici della Regione Toscana, che confermano, sotto il profilo tecnico e amministrativo quanto denunciamo da mesi in Consiglio comunale, nelle commissioni e con le nostre oltre 100 osservazioni presentate.
Per settimane il centrodestra ha provato a liquidare le nostre critiche come propaganda. Oggi sono gli stessi uffici regionali a mettere nero su bianco che il Piano presenta diffuse carenze, chiede integrazioni sostanziali e rileva criticità che riguardano l’impianto stesso del provvedimento.
Il POC della Giunta Conti si conferma il Piano Operativo delle omissioni, delle carenze e della totale noncuranza delle norme urbanistiche, ambientali e della sostenibilità.
La Regione evidenzia che non è rappresentato con sufficiente chiarezza il dimensionamento delle trasformazioni previste, chiede di esplicitare le reali quantità edificatorie, contesta il ricorso generalizzato ai Progetti Unitari Convenzionati per interventi complessi, richiede schede norma molto più dettagliate per le nuove edificazioni e maggiori garanzie sotto il profilo paesaggistico e urbanistico.
Ancora più pesante è il giudizio espresso nell’ambito della Valutazione Ambientale Strategica.
La Regione afferma infatti che, così come è stato adottato, il Piano non consente nemmeno di valutare correttamente i suoi effetti ambientali, perché mancano dati fondamentali sul reale dimensionamento delle nuove edificazioni, sugli effetti del consumo di suolo, sulla capacità delle reti idriche e fognarie, sulla biodiversità e sulla sostenibilità complessiva delle trasformazioni previste.
È esattamente ciò che sosteniamo da mesi. Come può definirsi sostenibile un Piano che non permette nemmeno di misurare i propri impatti ambientali? Come può parlarsi di rigenerazione urbana quando vengono rinviate alle fasi successive valutazioni che dovrebbero essere contenute nello stesso Piano Operativo? Come può un’amministrazione continuare a parlare di trasparenza quando perfino la Regione chiede di rendere comprensibile il reale dimensionamento delle nuove edificazioni?
Dopo il parere critico dell’ASL arrivano quindi anche le osservazioni della Regione Toscana, che rappresentano una pesante smentita della narrazione costruita in questi mesi dalla Giunta Conti.
Siamo di fronte a osservazioni che investono il metodo con cui è stato costruito il Piano, la qualità della pianificazione, la conformità alle norme regionali e la stessa sostenibilità delle trasformazioni previste.
Per questo riteniamo che il Piano Operativo Comunale non possa essere semplicemente corretto con qualche controdeduzione.
La città merita un nuovo percorso, costruito con trasparenza, partecipazione e ascolto reale di cittadini, associazioni, ordini professionali, università e comitati.
Lo avevamo detto con Pisa Depredata: questo Piano nasce per favorire la rendita immobiliare, la cementificazione e la privatizzazione della città.
Oggi le osservazioni degli uffici regionali dimostrano che, oltre a essere profondamente sbagliato sul piano politico, è anche un Piano gravemente carente sotto il profilo tecnico.
La destra aveva già tentato di piegare la pianificazione urbanistica ai propri obiettivi ideologici in svariate altre occasioni. Oggi tenta di piegare le regole agli interessi della rendita immobiliare. Anche questa volta crediamo che non ci riuscirà. Chiediamo quindi che il piano sia riscritto da capo e quindi riadottato.
Continueremo la mobilitazione dentro e fuori il Consiglio comunale, insieme alla rete di cittadine e cittadini che in questi mesi ha costruito Pisa Depredata, perché il futuro della città non può essere scritto nelle stanze del potere, ma deve nascere dalla partecipazione e dal confronto pubblico.
Un altro Piano è possibile. Costruiamolo insieme.
Diritti in Comune: Una città in comune e Rifondazione Comunista Pisa
