Dopo quasi due mesi torna a riunirsi il Consiglio comunale di Pisa. Un’interruzione così lunga rappresenta un enorme buco di democrazia, che giudichiamo inaccettabile. I problemi della città non vanno in vacanza: continuano le difficoltà delle famiglie, le emergenze sociali e le decisioni che incidono sul territorio. Lasciare così a lungo ferma l’assemblea cittadina significa comprimere il confronto pubblico e la possibilità di chiedere conto al sindaco e alla Giunta delle proprie scelte. È una questione che riguarda il diritto di tutta la cittadinanza a essere rappresentata e ascoltata.
Come Diritti in Comune affrontiamo questa ripresa con proposte precise: la mozione contro l’ossicombustore di Peccioli, il problematico inizio dell’anno scolastico, con servizi essenziali ridotti — assistenza specialistica e trasporto sociale — e l’inerzia del Comune rispetto agli affitti brevi.
Tre grandi questioni legate da una scelta politica: mettere al centro la salute, i servizi pubblici e il diritto di vivere nella propria città.
Dalla mozione contro l’ossicombustore lanciamo una campagna regionale. Invitiamo consigliere e consiglieri, gruppi consiliari e amministrazioni di tutti i Comuni dell’ATO Toscana Costa a presentare e discutere il testo nei rispettivi Consigli. Vogliamo costruire una presa di posizione diffusa dei territori, capace di dare forza alla mobilitazione di comitati, associazioni e cittadinanza.
Il via libera della Giunta regionale dell’8 settembre rende questa iniziativa ancora più necessaria. Contestiamo una scelta destinata a condizionare per decenni la gestione dei rifiuti e chiediamo che il progetto venga fermato. Alla pretesa che non esistano alternative rispondiamo indicando una direzione precisa: prevenzione, riduzione dei rifiuti alla fonte, riuso, raccolta differenziata di qualità e recupero di materia. È su queste priorità che devono concentrarsi la programmazione e gli investimenti pubblici.
La questione riguarda tutti i Comuni dell’ATO Costa: il modello di gestione, l’impiego delle risorse e le conseguenze ambientali delle scelte impiantistiche devono essere oggetto di discussione e indirizzo democratico. Chiediamo a ogni forza politica di assumersi una responsabilità riconoscibile, anche quando questo significa mettere in discussione le decisioni della propria maggioranza regionale. La tutela dei territori viene prima delle appartenenze.
Sulla scuola diciamo una cosa chiara: i servizi devono essere garantiti. Lo scioglimento della Società della Salute, una scelta scellerata frutto delle decisioni della destra pisana, non può tradursi in disservizi che impediscano pari dignità nell’accesso e nella frequentazione della scuola a bambine, bambini, ragazze e ragazzi con disabilità.
Le ore sono state ridotte e questo è inaccettabile. Per questa ragione abbiamo chiesto anche la discussione di un argomento urgente in commissione, che ci consenta di aprire immediatamente un confronto.
Sempre parlando di scuola, vogliamo anche dare atto di aver acceso una lente sulla vicenda delle scuole Puccini: è inaccettabile che vi siano crepe che compromettono la sicurezza e la vivibilità degli ambienti scolastici. Su questo è preciso dovere del Comune fornire un quadro chiaro ai genitori e a chi lavora all’interno della scuola.
Consapevoli che i problemi, come quello abitativo, non si fermano durante l’estate e, anzi, si aggravano, abbiamo presentato un question time sulle locazioni turistiche, anche alla luce delle recenti novità europee, che attribuiscono ai Comuni un inevitabile dovere di attivazione.
Nel nostro Comune, l’assessore competente Pesciatini non trova da ventuno mesi due ore di tempo per venire a rispondere in commissione alle nostre domande. Per questo utilizziamo ogni mezzo a nostra disposizione per continuare a porle.
Domani in Consiglio si discuterà finalmente anche la nostra interrogazione su via Maccatella, visto che la Giunta non ha inviato la risposta scritta entro i 30 giorni previsti dal Regolamento.
In vista della discussione della mozione popolare, che chiederemo avvenga nel prossimo Consiglio del 24 settembre, incalziamo la Giunta su un progetto che non condividiamo in alcun modo e che deve essere immediatamente sospeso.
I nostri atti non si fermano qui e ci aspetta un lavoro impegnativo anche in questi restanti mesi fel 2026. Sul fronte della memoria, ad esempio, abbiamo chiesto che la nuova struttura che sarà dedicata al dopo di noi in via Contessa Matilde possa essere intitolata a Carlo Cammeo, perché Pisa è e sempre sarà una città antifascista.
Apriremo, però, questo Consiglio con una comunicazione che sia un richiamo alla lotta e, allo stesso tempo, una voce di speranza. Il nostro primo pensiero è rivolto alle vittime di femminicidio e transcidio, uccise dalla violenza patriarcale, come nei tanti terribili episodi che hanno cosparso di sangue l’Italia anche durante questi mesi estivi.
Per noi i femminicidi sono una responsabilità dello Stato, soprattutto di uno Stato che rende illegale nelle scuole l’educazione sessuoaffettiva.
Di fronte a tutto questo, le quasi 600 mila persone che hanno, a oggi, firmato la richiesta di referendum abrogativo della legge Valditara rappresentano per noi una speranza.
C’è un’Italia che si muove per distruggere un sistema di potere, un’Italia che costruisce alternative fuori dalla politica che governa i nostri territori. Noi proviamo a portare queste voci anche dentro il Consiglio comunale.
Diritti in Comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista Pisa
