Premesso che
la Casa Circondariale “Don Bosco” di Pisa presenta da tempo in una condizione di grave sovraffollamento: a fine giugno 2026 risultavano ristrette circa 300 persone a fronte di una capienza regolamentare di 195 posti, un dato in linea con quanto già segnalato nei mesi precedenti da visite ispettive della Camera Penale di Pisa e dalla coalizione Diritti in Comune, che aveva chiesto l’attivazione di un tavolo interistituzionale permanente;
a questo quadro strutturale si è aggiunta, a partire dalla metà di giugno 2026, la ricaduta sul sistema penitenziario toscano del sequestro preventivo disposto dal Tribunale di Firenze su sette sezioni del carcere di Sollicciano per le gravissime condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza accertate, che ha reso necessario il trasferimento di oltre 200 detenuti verso altri istituti della regione, tra cui il carcere Don Bosco di Pisa, già a sua volta in condizioni di sovraffollamento;
la situazione risulta ulteriormente aggravata dall’ondata di caldo che sta interessando il territorio e che espone le persone detenute a un rischio concreto per la salute, senza alcuna possibilità di sottrarsi alle precarie condizioni ambientali degli istituti;
il 14 luglio 2026 l’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione, coordinamento nazionale di associazioni e Garanti dei diritti dei detenuti, ha indetto una giornata straordinaria di visite ispettive negli istituti penitenziari italiani per denunciare l’emergenza sociale, politica e umana del sistema carcerario; in Toscana le visite riguarderanno, oltre a Sollicciano, anche gli istituti di Prato, Volterra e Pisa
questa iniziativa segue le recenti dichiarazioni del Garante regionale dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani, che ha richiamato la necessità costituzionale di vigilare affinché la privazione della libertà non si traduca in privazione della dignità umana, sollecitando misure urgenti per deflazionare la popolazione detenuta e potenziare le misure alternative alla detenzione;
Considerato che
l’articolo 27 della Costituzione impegna le pene a tendere alla rieducazione del condannato e ne vieta trattamenti contrari al senso di umanità, principio che una condizione di grave sovraffollamento rischia strutturalmente di compromettere;
il Comune di Pisa, pur non avendo competenza diretta sulla gestione degli istituti penitenziari (di competenza del Ministero della Giustizia e del DAP), ha comunque responsabilità e strumenti propri in materia di politiche sociali, sanitarie territoriali, formazione professionale, inserimento lavorativo e reinserimento sociale delle persone detenute e in esecuzione penale esterna, ambiti nei quali può e deve esercitare un ruolo attivo di raccordo istituzionale;
Si interroga il Sindaco e la Giunta per sapere
se e quali iniziative il Comune di Pisa intenda intraprendere, anche in raccordo con la Prefettura, il Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria, l’UEPE e il Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale, per contribuire ad affrontare l’attuale emergenza determinata dal sovraffollamento della Casa Circondariale “Don Bosco”, anche alla luce dei trasferimenti disposti in seguito al sequestro di sezioni del carcere di Sollicciano e considerando che il Tavolo menzionato non è stato ancora attivato.
Giulia Contini – Diritti in Comune: Una città in comune e Rifondazione Comunista Pisa
