Refezione scolastica: la giunta Conti non tutela la qualità del servizio e il lavoro

Sulla refezione scolastica la Giunta Conti mostra come la qualità dei servizi per le cittadine e i cittadini e la tutela dei diritti delle lavoratrici non solo non siano una priorità, ma anzi un settore su cui tagliare e non investire risorse.

Da settimane denunciamo lo scandalo del bando per la refezione scolastica sui cui il centro-destra non ha stanziato le risorse necessarie per garantire diritti e salari delle lavoratrici sia quelle ausiliarie sia le sporzionatrici che hanno più volte messo in evidenza le pesanti e ingiuste condizioni in cui sono costrette ad operare. Pisa è uno dei pochi comuni in Toscana che ha un rapporto numerico tra sporzionatrici e bambini e bambine pari a 1 a 50.

La mancanza di adeguate risorse è un dato di fatto. Tanto che la gara del secondo lotto è andata clamorosamente deserta, e a quella del primo lotto hanno partecipato solo due soggetti. Non si sono neppure considerati gli adeguamenti dei ccnl per la stima dei costi a base di gara. ll Comune aveva le risorse in bilancio ma non le ha stanziate né per il primo né per il secondo lotto per scelta politica, avendo assolutamente chiaro quale sarebbe stato l’esito. Si è arrivati al punto che i concorrenti stessi hanno segnalato all’amministrazione comunale che i bandi non permettevano il rispetto del ccnl. Un settore economico responsabile contro una giunta che fa del diritto alla retribuzione solo un fattore su cui economizzare.

Il fallimento in termini di garanzia e qualità di un servizio così importante è sotto gli occhi di tutti.. Avevamo chiesto migliori condizioni lavorative, ed invece si assiste ad un bando dove non si adeguano i costi del lavoro, si riduce l’orario di servizio e si aumentano le mansioni.

Queste sono le ragioni per cui l’assessora Munno non si presenta, come sua abitudine in commissione, nonostante la richiesta unanime di tutte le forze politiche, per confrontarsi con i sindacati che in queste settimane hanno proclamato lo stato di agitazione. La prima disponibilità è stata data per il prossimo 13 aprile: una cosa inaccettabile visto anche la situazione nota da tempo di alcune lavoratrici delle Calandrini a cui scadrà il contratto il prossimo 31 marzo e per le quali non vi è alcuna garanzia rispetto al loro futuro. Non ci meraviglia la posizione di Munno, già la sua predecessora Cardia, disse in una commissione che il destino delle lavoratrici in appalto non era affar suo. Si smaschera la posizione di FDI sul tema dei diritti dei lavoratori. La posizione di Munno non è un caso o figlia di incapacità, ma una posizione politica ben costruita e definita che il partito della Meloni porta avanti.

Anche su questo abbiamo chiesto da settimane un confronto in commissione e un impegno chiaro da parte della amministrazione comunale per la tutela occupazionale e salariale di queste lavoratrici che vivono, causa una crisi economica e sociale sempre più forte determinata dalla pandemia, una situazione pesantissima di incertezza. Ieri abbiamo depositato la richiesta di convocazione urgente della commissione, ma ad oggi non ci sono risposte, risorse né garanzie.

Ciccio Auletta – Diritti in comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista – Pisa Possibile
Olivia Picchi – Partito Democratico
Gabriele Amore – Movimento 5 stelle

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