Ma a Pisa di giustizia climatica non se ne parla, solo cementificazioni e parcheggi
L’Osservatorio Città Clima di Legambiente riporta 41 eventi meteorologici estremi in Toscana nel 2025, numero doppio rispetto al 2024 (terza regione in Italia, dopo Lombardia e Sicilia). Ma il trend è nazionale: più di un evento meteo estremo al giorno. Negli ultimi quattro anni gli eventi estremi in Italia sono sempre stati più di 300, cifre imparagonabili rispetto a dieci anni fa, quando se ne registravano meno di 80.
Quest’anno è stato caratterizzato da alluvioni e frane causate da piogge intense, danni da vento, ma anche da caldo record che si è protratto per vari mesi: l’estate 2025 è stata la quarta più calda dal 1955, con un’anomalia media di +1,5° rispetto al periodo 1991-2020. Un anno che invece avrebbe dovuto essere più fresco degli ultimi due a causa degli effetti della Nina, ricorda il presidente di Legambiente Toscana Fausto Ferruzza, rimarcando l’esigenza di fermare ogni nuovo consumo di suolo, a partire dalla pista di Peretola, e di ripristinare ovunque più spazi verdi possibile.
Anche a Pisa l’annuale bomba d’acqua che allaga interi quartieri o le mareggiate che bloccano Marina stanno diventando abitudine, e le isole di calore urbane svuotano la città d’estate. Ma di fronte a questi dati la maggioranza in Comune sceglie posizioni apertamente negazioniste e la Giunta finge di non vedere, andando dritta nella direzione di una cementificazione selvaggia della città. La Pisa ideale di questa Destra è una città in cui ci si muove in auto, con la realizzazione di parcheggi cementificando ovunque ci sia un po’ di verde incolto. Pazienza se poi mancano i terreni permeabili capaci di assorbire l’acqua durante gli eventi estremi e i quartieri si allagano. Nessuna politica per una mobilità alternativa (muoversi in autobus la sera è praticamente impossibile), piste ciclabili scollegate tra loro, non separate dalla sede stradale e presenti solo dove non intralciano le auto, pochi stalli per le bici e rimozione forzata di quelle legate altrove in mancanza di spazio. Ma la Giunta non è inattiva, anzi: cementifica a tutto spiano, pure il vallo dello Scotto, fregandosene della fauna urbana, come i tritoni che abitano lì e al bosco del Sanguigno nel quartiere di Cisanello, che andrebbe abbattuto per la nuova strada per il futuro dipartimento di Biologia. Pulendosi poi la coscienza con qualche nuovo parco urbano: pura propaganda in spregio alla Nature Restoration Law, il regolamento europeo che impone lo stop al consumo di suolo e la rinaturalizzazione degli spazi urbani. Una Giunta asservita alle speculazioni dei grandi costruttori e dei fondi di investimento internazionali che lascerà un conto ambientale salatissimo alle future generazioni e alla parte di popolazione più fragile.
Le nostre proposte sono chiare e ripetute negli anni: innanzitutto, redigere il nuovo Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima, rinaturalizzare e rinforzare il verde urbano, creando corridoi verdi e facilitando i servizi ecosistemici di fauna e flora cittadine, progettare una vera infrastruttura di mobilità collettiva e accessibile che soppianti l’auto privata in città e connetta i quartieri, permettere una completa fruibilità della città per le bici, puntare sulle fonti di energia rinnovabili agevolando la nascita di comunità energetiche solidali, fermare il consumo di suolo attuando una moratoria sulle nuove costruzioni e contrastando nei fatti la retorica delle grandi opere, dal progetto della nuova base al CISAM alla pista di Peretola, dalla Darsena Europa alla mega operazione immobiliare connessa al Porto di Marina, dalla Cittadella Aeroportuale alla tangenziale Nord-Est. Pisa ha più che mai bisogno di giustizia climatica.
(Nella foto, gli effetti di una delle recenti mareggiate a Marina di Pisa
Una città in comune
