Anche quest’anno, per la sesta volta, l’assessore e vicesindaco Filippo Bedini si presenta gongolante alla città per spiegare il programma della sua rassegna culturale, una festa definita come «uno degli appuntamenti più attesi dell’offerta culturale cittadina», «irrinunciabile» in quanto consolida «un legame identitario tra la cittadinanza ed i propri spazi monumentali […] valorizzando l’offerta turistica del territorio». La parola «identità» piace tantissimo al nostro assessore alla cultura: in questo programma «identità» può significare Gabriele D’Annunzio, San Francesco, Dante Alighieri, Galileo Galilei e San Ranieri, ma anche David Bowie, Lindsay Kemp e i vini della provincia. Tutte cose diverse, ma chissà perché tutte identitarie.
Alla stampa però l’assessore ha voluto sottolineare soprattutto un altro concetto: «la libertà di pensiero come stella polare del programma». Qui il messaggio, per quanto da decifrare, è abbastanza semplice: significa che i relatori sono tutti di destra e vicini alla parte politica della premier Giorgia Meloni. Quando Bedini parla di «libero pensiero» infatti non intende un pensiero sciolto dai dogmi della religione e delle costrizioni sociali, anzi. Bedini – che pure ritiene identitario Galileo – è molto vicino alle posizioni più conservatrici e reazionarie della Chiesa, tremerebbe al solo pensiero di opporsi alle gerarchie e al perbenismo più codino. La libertà di pensiero che intende l’assessore è quella che diverge dal pensiero della sinistra, secondo una curiosa convinzione per cui c’è stata una dittatura culturale nel nostro paese che ci ha tenuti imprigionati per decenni.
Ecco quindi il dibattito con Gino Zavalani, direttore di Esperia Italia, un canale social vicino a Fratelli d’Italia, l’intervista a Marcello Foa, nominato dalla Lega a presidente della Rai, lo spettacolo di Fausto Biloslavo, giornalista di guerra con un passato nel Fronte della Gioventù. Lo Scotto Festival è costato la bellezza di oltre centomila euro per le casse comunali. In cambio offre una programmazione “identitaria” e con una libertà di pensiero orientata obbligatoriamente a destra. Oltre che di un livello decisamente mediocre, eccezion fatta per il concerto dell’8 settembre, dedicato a David Bowie e condotto da Andrea Fumagalli dei Bluvertigo. Concerto che, non a caso, è la proposta meno identitaria e di destra dell’intero programma.
Diritti in comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista Pisa
