Esprimiamo la nostra piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori della Dumarey di Fauglia e San Piero a Grado, nuovamente costretti a incrociare le braccia e a mobilitarsi per difendere il proprio futuro occupazionale.
Lo sciopero e lo stato di agitazione di questi giorni rappresentano la risposta necessaria di fronte all’uso massiccio degli ammortizzatori sociali, all’incertezza sul piano industriale e al rischio concreto di un progressivo disimpegno produttivo sul territorio, nonostante i bilanci aziendali in attivo.
La partita che si gioca negli stabilimenti pisani non è una vertenza locale e isolata ma è il sintomo di una crisi strutturale che sta mettendo in ginocchio l’intera filiera automotive italiana. Crisi aggravata dalle contraddizioni di una transizione ecologica europea avviata e poi frenata senza alcuna pianificazione strategica, dall’esplosione dei costi energetici, dalle conseguenze dei dazi USA e delle sanzioni introdotte verso Russia e Cina, e dalle scelte aziendali di colossi come Volkswagen le cui conseguenze si ripercuotono sull’indotto.
Oltre a pretendere dall’azienda impegni chiari sul piano industriale per gli stabilimenti di Pisa (che hanno chiuso il 2025 con i bilanci in attivo), con la piena salvaguardia di tutti i posti di lavoro, tutelando sia i dipendenti diretti sia i quasi cento lavoratori in somministrazione, occorre che le istituzioni affrontino concretamente il futuro del tessuto industriale e produttivo locale e nazionale.
È necessario che la Regione Toscana apra un tavolo su tutte le vertenze aperte sul territorio, a cominciare dai comparti industriali come richiesto dalle lavoratrici e dai lavoratori toscani in sciopero lo scorso 9 luglio.
È necessario che il MIMIT affronti la questione automotive in modo da garantire i posti di lavoro e rilanciare il sistema produttivo in ambito civile.
Il Comune di Pisa agisca il suo ruolo nei confronti dell’azienda e delle istituzioni regionali e nazionali affinché si affronti con urgenza la vertenza e si arrivi a impegni precisi a garanzia dei lavoratori e del territorio.
Ribadendo il nostro pieno sostegno, ci mettiamo attivamente a disposizione delle lavoratrici e dei lavoratori, delle RSU e delle sigle sindacali.
Diritti in Comune: Una città in comune e Rifondazione Comunista Pisa
