Sondaggio Greenpeace: urgente cambiare modello di mobilità. Partiamo da Ponte di mezzo

L’indagine condotta da Greenpeace a Pisa per capire quali siano le opinioni delle cittadine e dei cittadini sulla mobilità costituisce un contributo fondamentale per ripensare il modo di muoversi a Pisa, anche tenendo conto che i dati sulla qualità dell’aria, che abbiamo grazie alla nostra adesione al progetto di cittadinanza attiva e Citizen Science “Che Aria Tira?” (http://www.cheariatira.it/), sono preoccupanti.

La mobilità costituisce un settore strategico su cui lavorare per ridurre l’inquinamento atmosferico. E’ semplicemente incredibile come invece la minestra che l’Amministrazione scodella sia ancora la stessa che viene propinata dagli anni ’50 del secolo scorso, come se gli effetti dello smog non si fossero mai visti. In una città in cui non si investe seriamente nella mobilità sostenibile ma si fanno continuamente nuovi parcheggi e strade, cosa resta alle persone? Solo l’uso dei mezzi privati, auto o scooter che siano. L’esatto contrario di quello che chiesero i pisani nel lontano referendum del novembre 1988.

Così oggi, a quasi 34 anni da allora, chi vive in città dice, nel sondaggio somministrato da IPSOS per conto di Greenpeace, che è urgente intervenire su traffico e ingorghi e che abbandonerebbe l’auto, purché i mezzi pubblici fossero più frequenti e meno affollati e i percorsi ciclopedonali più sicuri. Non solo: la maggioranza non vorrebbe auto e moto in città e la metà sarebbe favorevole ad estendere gli spazi dedicati alle biciclette; i due terzi sarebbero d’accordo sulla pedonalizzazione dei lungarni a fronte del potenziamento del trasporto pubblico e della mobilità alternativa.

Insomma, ridurre e in alcuni punti eliminare il traffico motorizzato privato restituirebbe a Pisa vivibilità. Aggiungiamo che le restituirebbe anche la sua bellezza, dal momento che sarebbe possibile riscoprirne angoli e visuali che esistono ma sono cancellate dalle auto. E poter godere della bellezza di un luogo lo rende più vivibile. Questa è la ragione per cui abbiamo lanciato la nostra campagna per la liberazione delle piazze dal traffico e dai parcheggi. Questo è anche il motivo per cui proponiamo di chiudere immediatamente Ponte di mezzo.

Lo studio di Greenpeace indica che la cittadinanza ha occhi, orecchie e sensibilità che mancano all’amministrazione: è per questo che anche se Pisa è soffocata dal traffico privato, le persone che la vivono e attraversano si avvarrebbero delle alternative all’uso dei loro mezzi privati di trasporto. Il fatto è che ad oggi non ne esistono di credibili. Una volta di più vediamo come le politiche sulla mobilità in città siano sempre state sbagliate e come il centrodestra persegua pervicacemente una strategia profondamente superata.

Noi ne traiamo un insegnamento ulteriore, se ce ne fosse bisogno, che si deve uscire dalla logica dei parcheggi ovunque e della tangenziale N-E, da quella di nuove cementificazioni su aree permeabili, e si devono invece fare seri investimenti su mobilità collettiva, nuove piste ciclabili e per una piena camminabilità della città.

Una città in comune

Condividi questo articolo

Lascia un commento