Lunedì mattina eravamo davanti ai cancelli di Takeda: multinazionale biofarmaceutica che alcuni giorni fa ha comunicato 67 licenziamenti nella sede di Pisa, sostenendo di spostare una parte della sua produzione a Vienna.
Abbiamo sostenuto lo stato di agitazione e lo sciopero indetto dalla Cgil che ha registrato praticamente il 100% delle adesioni e il blocco della produzione. Abbiamo detto in consiglio comunale e anche oggi al presidio che all’iniziativa privata dell’impresa va messo un freno, in particolare a quelle aziende che vengono foraggiate da enormi finanziamenti pubblici e che registrano profitti milionari, come Takeda.
La politica deve imporre dei limiti, impedire delocalizzazioni che rischiano di rovinare la vita a decine di giovani lavoratori e lavoratrici che oggi sono una eccellenza in campo bio farmaceutico. Alle multinazionali diciamo che i territori non sono limoni da spremere per i vostri profitti, la mobilitazione deve andare avanti fino a che Takeda ritirerà i licenziamenti.
Diritti in Comune (Una città in comune – Rifondazione comunista Pisa)

