Non c’è 2 senza 3. Anche la terza gara per la svendita dell’edificio ex Apes in via Fermi, promossa dal Comune di Pisa, è andata deserta, visto che alla scadenza del 22 maggio non è stata presentata alcuna offerta.
Purtroppo, come denunciamo da mesi, si tratta di esiti prevedibili che rientrano nel più classico dei meccanismi di svendita del patrimonio pubblico. Nelle due precedenti gare, entrambe andate deserte, il prezzo a base d’asta era di 2.090.961,00 euro; in questo terzo caso, il prezzo minimo si è abbassato a 1.881.864,90 euro.
E, se si continuerà a insistere, il prezzo si abbasserà ulteriormente. Ecco come la rendita fa affari nella nostra città.
Tutto questo senza dimenticare che, nelle previsioni contenute nel Piano Operativo Comunale adottato dalla destra lo scorso aprile, per questo importante immobile di proprietà comunale è previsto il cambio di destinazione d’uso a fini residenziali, turistico-ricettivi e anche a hotel studentesco.
Si andrebbero così ad aggravare ulteriormente i problemi di vivibilità di un quartiere già costellato di attività residenziali e/o ricettive, in cui sono in corso o previste altre importanti operazioni della stessa natura, come quelle relative all’area del Santa Chiara, agli edifici dell’ex Caserma Artale e dell’ex Dipartimento di Chimica.
Occorre bloccare assolutamente questa spirale, fermando la svendita del patrimonio comunale e riutilizzando subito l’immobile per funzioni pubbliche.
Diritti in Comune: Una città in comune e Rifondazione Comunista Pisa
