Numeri record per Toscana Aeroporti: a marzo il “Galilei” ha registrato, per la prima volta, oltre 400 mila passeggeri transitati nel mese, con una crescita del +9,3% rispetto al 2025, che ha consentito di chiudere l’anno con 16 milioni di utili. Utili che volano diretti nelle tasche dei grandi investitori, ma poco o niente arriva a salari e diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, sia diretti sia in appalto.
Intanto però, in questi mesi, dalle audizioni delle rappresentanze sindacali in Seconda Commissione di Controllo e Garanzia, è emerso che le condizioni di lavoro e retributive per lavoratori e lavoratrici, in molti casi, sono ulteriormente peggiorate. Ciò avviene nel totale silenzio dei rappresentanti di parte pubblica all’interno del Consiglio di Amministrazione di Toscana Aeroporti, a partire da quello nominato dal sindaco Conti, il dottor Barbuti: fin dal suo insediamento il rappresentante nominato dal Comune ha avallato tutte le scelte della multinazionale Corporación America schierandosi dalla parte del socio privato e, al contempo, non presentandosi mai nelle commissioni comunali, nonostante le ripetute richieste avanzate dal nostro Gruppo per rimettere al centro l’interesse pubblico e la tutela del lavoro: infatti, per noi, la tutela dei diritti e dei salari dei lavoratori si traduce anche in garanzie di sicurezza ed efficienza per tutto lo scalo e per i passeggeri.
In questi mesi, l’unica variabile su cui Toscana Aeroporti ha risparmiato è stata il costo del lavoro, come nel caso dell’appalto per la sicurezza. Inoltre, la società ha chiuso da tempo il confronto con le organizzazioni sindacali sulla imminente gara dell’handling. A questo si aggiunge — e lo denunciamo ancora una volta con forza — il divieto, da parte della società, di autorizzare l’accesso all’interno dell’aeroporto ai membri della Seconda Commissione di Controllo e Garanzia per effettuare un sopralluogo nella caserma dei Vigili del fuoco, a fronte delle denunce presentate dagli stessi sindacati.
Siamo di fronte a una situazione inaccettabile: i soci pubblici, governati tanto dal centrosinistra quanto dal centrodestra, non intraprendono un’azione decisa nei confronti di Toscana Aeroporti al fine di aprire un reale confronto con le organizzazioni sindacali; al contrario, sostengono in maniera bipartisan gli interessi privati a favore della nuova pista di Peretola, subalterni alle logiche finanziarie, anziché tutelare l’ambiente e i diritti di chi vive e lavora nei territori.
Dov’è il controllo pubblico? Ricordiamo a chi governa che dovrebbe essere il primo a tutelare il lavoro, anche ponendo limiti all’operato sul territorio di Corporación America, imponendo a questa grande società di adempiere ai propri doveri, compreso il pagamento delle imposte. Ricordiamo che a maggio 2024 Toscana Aeroporti aveva un debito di 651.858,00 euro nei confronti del Comune di Pisa. Il nostro gruppo consiliare ha depositato nei giorni scorsi un’interrogazione proprio per verificare se, in questi quasi due anni, il debito sia stato saldato o quale sia la situazione attuale.
Sono anni che lavoratrici e lavoratori protestano chiedendo un intervento dei soci pubblici, e noi siamo al loro fianco. Respingiamo invece al mittente la richiesta avanzata dai vertici di Ryanair, che vorrebbero addirittura abolire l’addizionale comunale sui diritti di imbarco dei passeggeri: una tassa che questa compagnia è tenuta a pagare e sulla quale stiamo effettuando tutte le verifiche necessarie circa il corretto adempimento.
Per quanto detto, riteniamo necessario che il Consiglio comunale discuta il futuro del sistema aeroportuale toscano, la tutela del lavoro e del territorio e la questione di un turismo fuori controllo, non solo per chi lavora in aeroporto ma anche per chi vive a Pisa.
Diritti in Comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista
