Articolo di Fausto Pascali su perUnaltracittà, 11 Maggio 2026
Mentre Toscana Aeroporti brinda a un bilancio da record, dai banchi dell’opposizione in consiglio comunale si solleva un polverone destinato a far discutere. Lo scorso 26 aprile la società che gestisce gli scali di Pisa e Firenze, presieduta da Marco Carrai, ha approvato il bilancio 2025 con un utile d’esercizio di 14.776.809 euro. Un risultato che la coalizione Diritti in Comune definisce però come il frutto di un “modello speculativo” che non tiene conto dei diritti dei lavoratori né delle pendenze tributarie con l’ente locale.
L’assemblea degli azionisti — controllata con il 62,28% da Corporación América Italia del magnate Eurnekian — ha infatti deliberato la distribuzione di 7 milioni di euro di dividendi. Una scelta che la minoranza contesta duramente, ricordando come l’operazione ricalchi quanto già avvenuto durante la pandemia, quando furono distribuiti utili nonostante l’incasso di 10 milioni di euro di fondi pubblici regionali destinati alla tutela occupazionale.
Il cuore della denuncia della coalizione di sinistra (composta da Una città in comune e Rifondazione Comunista) riguarda però un debito milionario. Grazie a un’interrogazione presentata dal gruppo consiliare, è emerso che Toscana Aeroporti sarebbe uno dei principali debitori del Comune di Pisa. Secondo i dati forniti da SEPI, la società di riscossione, l’azienda deve alle casse comunali circa 2,2 milioni di euro per mancati versamenti IMU nell’arco di sedici anni. Di questi, oltre 1,6 milioni si riferiscono al periodo 2013-2020 (già notificati ma non versati), mentre circa 540 mila euro riguardano il periodo 2021-2025, per i quali gli avvisi di accertamento sono in fase di emissione.
“Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile,” dichiara la consigliera comunale Giulia Contini. “Da una parte la società distribuisce dividendi milionari ai grandi soci privati, dall’altra trascina il Comune in tribunale per non pagare l’IMU, nonostante le sentenze di primo grado abbiano già rigettato le istanze dell’azienda. È una gestione che definire predatoria è poco.”
Un’altra questione sollevata dall’opposizione riguarda la governance e, in particolare, il Dott. Barbuti, rappresentante del Comune di Pisa all’interno del CdA di Toscana Aeroporti su nomina del Sindaco Conti. Per il gruppo di minoranza, Barbuti non starebbe tutelando gli interessi della collettività e delle casse comunali, limitandosi ad avallare le scelte della multinazionale.
“Chiediamo le dimissioni immediate del Dott. Barbuti,” incalza Contini. “La sua inadeguatezza è palese: non solo non ha garantito il recupero dei crediti del Comune, ma non si è mai presentato nelle commissioni consiliari per riferire sul proprio operato. È un silenzio che suona come complicità verso le logiche del profitto privato.”
Il quadro dipinto dai banchi dell’opposizione si estende alla gestione del personale e degli appalti nello scalo pisano. Diritti in Comune denuncia un peggioramento delle condizioni salariali e un ricorso sistematico alla riduzione del costo del lavoro.
Sotto i riflettori finisce il caso della security, dove la carenza di organico della ditta appaltatrice avrebbe spinto Toscana Aeroporti a utilizzare personale proprio per coprire i servizi, configurando — secondo i sindacati — una violazione del divieto di interposizione di manodopera. Preoccupazione viene espressa anche per l’imminente gara dell’handling, che mette a rischio centinaia di addetti già provati da carichi di lavoro giudicati insostenibili.
“Non è solo una questione di bilanci,” conclude la consigliera di Diritti in Comune, “ma di dignità del lavoro e di sovranità del territorio. Mentre il centrosinistra regionale e il centrodestra pisano sostengono in modo bipartisan il progetto della nuova pista di Peretola, noi ribadiamo la necessità di superare la privatizzazione della gestione aeroportuale per rimettere al centro l’interesse pubblico.”

