Un caso esemplare di meccanismo di svendita del patrimonio pubblico: l’alloggio comunale in via Curtatone e Montanara

Il Comune di Pisa è proprietario di un alloggio in via Curtatone e Montanara n. 16, un edificio di fronte alla Sapienza, al quarto piano.

Si tratta di un appartamento di 109 mq, composto da cucina-pranzo, piccolo bagno con antibagno, ingresso-corridoio, ripostiglio e due vani principali, oltre a due consistenti in un locale autoclave (sub. 15) e una chiostra (sub. 14), beni comuni al resto del fabbricato.
L’alloggio è dotato di una terrazza al piano di copertura da cui si ha un’ottima veduta del centro storico fino ai Monti Pisani.

Questo alloggio è del Comune dal 2005, acquistato con atto di permuta con Toscana Gas S.p.A.

Il Comune ha già fatto due gare, entrambe andate deserte. L’ultima è stata pubblicata il 13 gennaio 2026, con scadenza il 30 gennaio 2026, senza la presentazione di alcuna offerta, così come la prima gara, scaduta lo scorso 9 gennaio. Il prezzo a base d’asta è di 204 mila euro.

Nella giornata di oggi il Comune ha pubblicato la terza gara in due mesi, con un prezzo a base d’asta ribassato del 10%, quindi pari a € 183.600,00.

Ecco come si svendono gli alloggi pubblici di cui in città invece si ha bisogno; ecco come il meccanismo delle gare deserte, per andare verso il ribasso, è un meccanismo rodato per alimentare la speculazione

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