Un corteo di solidarietà con il Newroz

IL TIRRENO PISA, pagina V (di Danno Renzullo)
Un corteo imponente, composito e pacifico ha attraversato ieri la città in risposta all’attentato incendiario che domenica scorsa ha devastato il Newroz. Sotto lo slogan Ti sono cose che non bruciano” (la stessa frase impressa sulla sponda dell’Arno) oltre mille persone sono scese in piazza per ribadire che «nonostante il fuoco e chi cerca di minimizzare l’accaduto ci sono cose che non bruciano: le idee, la lotta e la determinazione» e sottolineare la matrice politica dell’attentato. «Questo corteo è la dimostrazione che il Newroz non si ferma», dicono i militanti del centro sociale.
Dopo un lungo concentramento in piazza Sant’Antonio, i militanti del centro sociale di via Garibaldi, affiancati da numerose altre realtà antagoniste provenienti da tutta la Toscana e anche da altre regioni, e molte realtà associative, sociali e politiche, hanno attraversato Corso Italia, Ponte di Mezzo e Lungarno Mediceo. Fuori dal palazzo della Prefettura è stato esposto uno striscione per chiedere la scarcerazione di Seda, la dissidente turca detenuta nel carcere Don Bosco. Il lungo serpentone ha sfilato davanti all’ex convento di Santa Croce in Fossabanda per poi dirigersi verso il Newroz. La manifestazione si è conclusa in piazza S. Silvestro, dove è stato ricordato Franco Serantini, il giovane anarchico ucciso dalla polizia 41 anni fa, «in un momento in cui vogliono dedicare una strada al missino Niccolai». In piazza erano presenti anche molti esponenti politici tra cui Ciccia Auletta, candidato sindaco della coalizione Una città in comune-Rc, e Siinonetta Ghezzani, candidata al consiglio comunale per Sel.

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