Il 23 dicembre 2025, come forze politiche consiliari di opposizione, abbiamo presentato un ricorso al TAR per impugnare la delibera con cui la maggioranza ha imposto l’approvazione della variante urbanistica nel quartiere di Pisanova, per sostituire la previsione di un’area verde di pubblica fruizione con una ennesima costruzione da destinarsi alla sanità privata.
Detta variante è stata approvata al termine di un iter che riteniamo gravemente viziato sotto il profilo della legittimità, e lesivo delle prerogative dei consiglieri e delle consigliere comunali, ai quali è stato impedito di discutere e di eccepire le criticità della nuova previsione urbanistica.
Il ricorso al TAR è un atto necessario per ristabilire il rispetto delle regole democratiche (di rango costituzionale) di partecipazione politica e delle procedure previste dal TUEL.
La maggioranza ha scelto di sottrarsi al confronto politico e democratico e di forzare i tempi del procedimento, interrompendo la discussione in Commissione consiliare e impedendo l’esame approfondito di una delibera foriera di una ennesima cementificazione urbana.
In questo modo è stato negato il diritto-dovere dei consiglieri e dell’uditrice presenti in Commissione di richiedere e ottenere chiarimenti e presentare le opportune osservazioni, con un evidente compromissione del loro ruolo politico e istituzionale, e perciò della dialettica democratica prescritta dalla legge.
Quando chi governa utilizza la forza numerica per zittire il confronto, assumendo atteggiamenti autoritari e mortificando le basilari regole della democrazia, l’opposizione ha il dovere di reagire nelle sedi istituzionali competenti.
Il ricorso al TAR va esattamente in questa direzione: difendere le regole, e non consentire a nessuno di aggirarle.
Quella della opposizione consiliare di Pisa non è una azione formale, ma una battaglia politica sostanziale: senza regole condivise e senza il rispetto dei diritti delle minoranze, la democrazia si svuota. Con il ricorso chiediamo che venga riaffermato un principio semplice ma fondamentale: le istituzioni non sono proprietà della maggioranza di turno, ma patrimonio civico di tutta la comunità.
I gruppi consiliari:
Diritti in comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista
La Città delle persone
Partito Democratico
Sinistra Unita per Pisa
