Variazione di bilancio: cancellare il parcheggio allo Scotto, aumentare le risorse per le case popolari, non privatizzare il patrimonio pubblico a partire dalla Leopolda

Arriverà domani in Consiglio comunale la prima variazione al bilancio 2026 e al connesso piano delle opere pubbliche. Rispetto ai progetti della Giunta Conti avanziamo alcune proposte radicalmente differenti, ancora un volta: ambiente, tutela del patrimonio pubblico, casa e diritti sono i pilastri della nostra controproposta di variazione al bilancio In primo luogo abbiamo presentato un emendamento al Piano delle opere pubbliche con il quale proponiamo di cancellare la previsione di realizzare il parcheggio nel Vallo del Giardino Scotto e di utilizzare quel milione e mezzo per le manutenzioni delle case popolari a partire dal villaggio Centofiori che versa da mesi in condizioni gravissime dato che le mancate manutenzioni hanno favorito infiltrazioni d’acqua con conseguenti crolli: proponiamo che si stanzino le risorse necessarie per tutti gli interventi di messa in sicurezza e ripristino sia delle cantine sia dei tetti, come da indicazioni dei Vigili del Fuoco.

In queste ultime settimane sono, infatti, numerosissime le voci più diverse che si sono alzate contro lo scempio del parcheggio che vuole realizzare la destra: dall’Università di Pisa alle migliaia di cittadini che hanno sottoscritto una petizione pubblica, ad esponenti del mondo della cultura, dell’arte, dell’accademia.

Non è pensabile che la Giunta Conti continui ad essere sorda di fronte ad una opposizione così larga in tutta la città contro la realizzazione di una distesa di auto (88 posti) proprio sotto il camminamento delle mura del Giardino Scotto.

Una proposta che condensa in sé tutti gli errori possibili: uno sfregio a beni culturali sottoposti a vincolo monumentale e paesaggistico, la perdita di un’occasione unica per realizzare un parco di pregio per abitanti e turisti, la creazione di un attrattore di auto proprio a ridosso del centro aggravando i problemi di traffico di piazza Guerrazzi, la realizzazione di un’opera in un’area a rischio esondazioni che da un lato potrebbe essere soggetta ad allagamenti sempre più frequenti causati dall’intensificazione delle piogge e delle piene dell’Arno, dall’altro – con la estesa impermeabilizzazione prevista – perderebbe la capacità di infiltrazione delle acque piovane.

Con un solo provvedimento si fa un salto indietro di quarant’anni, ignorando completamente la direzione che tutto il mondo avanzato persegue ormai ovunque: favorire il trasporto pubblico urbano e limitare lo spazio alle auto private, per avere città più sicure, meno inquinate, più verdi e più belle.

Al danno si aggiunge anche la beffa di voler fare passare l’intervento come “restauro e riqualificazione” del Vallo: noi abbiamo sicuramente un’altra idea di cosa voglia dire il restauro dei beni culturali e la riqualificazione delle aree verdi rispetto a quella di riempirle di auto.

Con un secondo emendamento proponiamo di cancellare la previsione del conferimento da parte del Comune alla Patrimonio Pisa di beni per oltre 9 milioni e mezzo di euro e nello specifico: la Stazione Leopolda (7.360.000 euro), l’ ex-mensa Cpt (1.130.000) e l’ex-stazione CTP in Piazza Sant’Antonio (1.187.000).

Riteniamo che sia molto grave che si vogliano realizzare diverse operazioni immobiliari tra il Comune di Pisa e la Patrimonio Pisa srl, detenuta al 100% dallo stesso Comune, senza le relative delibere del Consiglio comunale, unico organo titolato a decidere. Una modalità che si inserisce in un metodo di governo della destra fatto di continue forzature.

Siamo di fronte ad un vero e proprio pasticcio che va azzerato. Al riguardo ribadiamo la nostra assoluta contrarietà al conferimento della proprietà della Leopolda alla Patrimonio Pisa e la definitiva trasformazione del nostro patrimonio collettivo in un bancomat per grandi eventi privati e logiche di mercato.

Evidenziamo che i nostri emendamenti, che hanno un valore di oltre 11 milioni euro, hanno tutti i pareri tecnici favorevoli a dimostrazione non solo della concretezza e praticabilità delle nostre proposte, ma anche del fatto che come sempre si tratta di scelte politiche che tra noi e la destra sono irriducibilmente opposte.

Diritti in Comune: Una città in Comune – Rifondazione Comunista

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