Il dibattito portato avanti dalla destra in città su Via Cattaneo, come abbiamo detto in occasione delle passeggiate securitarie organizzate in queste settimane da esponenti della maggioranza che sostiene il sindaco Conti, sconta un grande vizio iniziale: è solo propaganda securitarie e repressiva priva di qualsiasi visione politica costruttiva repressiva.
Si individuano “fantomatici” nemici a cui attribuire ogni colpa e si omettono volutamente le soluzioni che partano dalle problematiche strutturali di questa zona della città. Noi abbiamo in mente un piano diverso, rivendicato negli anni, scritto nel nostro programma elettorale e che continuiamo a portare avanti attraverso alcuni atti che presenteremo in consiglio comunale per impostare diversamente la questione e dare risposte ai bisogni di chi vive e lavora in quel quartiere.
Servono politiche complesse e integrate per superare i problemi legati alla tanto decantata sicurezza: creare marginalizzazione, stigmatizzare le persone, discriminarle e rendere i luoghi inaccessibili e gli spazi pubblici inutilizzati, serve solo ad accrescere i problemi.
Negli ultimi anni non c’è stata una singola iniziativa da parte dell’amministrazione comunale, né nella direzione di un ascolto attivo dei residenti, tutti, oltre che delle persone che lavorano su quella strada, né nella direzione di un progetto di riqualificazione della zona.
L’unica iniziativa degna di nota è stata la creazione di un parcheggio tra i civici 120 e 126 annunciato da PISAMO ad aprile 2025 e che, oggi, risulta già utilizzato senza alcun controllo, nonostante i lavori non siano terminati, senza protezione, avvisi, cartelli e segnaletica con grave pericolo per la sicurezza visto che l’area è semi-cantierizzata. Su questo da tempo abbiamo depositato un argomento in commissione di controllo e garanzia e stiamo aspettando che ne venga calendarizzata la discussione.
Il primo elemento è rendere questa parte della città vivibile e non solo attraversabile.
Si trattata di una strada che soffre pesantemente traffico, e che nel tempo è diventata sempre più pericolosa per pedoni e ciclisti. E invece, ad oggi, per risolvere smog e inquinamento dato dalle auto si è pensato solo di fare un nuovo parcheggio, non intervenendo sulla manutenzione dei marciapiedi e degli attraversamenti a partire da Piazza Guerrazzi
La viabilità è un problema enorme per Via Cattaneo, soprattutto dopo il recente cambio della segnaletica avvenuto mesi fa. Segnaliamo, come già è stato fatto da tante persone che vivono in via Cattaneo che oggi all’incrocio tra via Tronci, via Cattaneo, via Emilia e Via Fiorentina è stata introdotto l’obbligo di dare la precedenza per chi proviene da via Fiorentina nei confronti di chi proviene da via Tronci e questo ha generato ulteriori rischi visto che l’isola di traffico presente in quell’incrocio viene utilizzata senza alcun controllo come parcheggio impedendo la visibilità.
Sono tante le segnalazioni che abbiamo anche raccolto da parte dei cittadini e delle cittadine proprio sul traffico e la situazione delle strade. La fermata del bus Cattaneo 2 di fronte ai civici 77-79 non è provvista di pensilina e viene costantemente utilizzata come parcheggio selvaggio, senza che vengano mai fatti controlli, obbligando i passeggeri impegnati nel salire e scendere dai bus a occupare parte della carreggiata, con tutti i rischi che ne conseguono. Su questo, l’amministrazione che intende fare?
Allo stesso modo, nonostante le tante segnalazioni, ad oggi non ci sono interventi seri per un’azione di contrasto al parcheggio selvaggio in doppia fila, nei pressi di attraversamenti pedonali come quello di fronte al civico 47, nessun progetto per evitare l’abbandono dei rifiuti in strada tra cui bottiglie di vetro e altri oggetti pericolosi.
Occorre poi valorizzare le opportunità di socialità che ci sono in questa zona. Infatti, in via Cattaneo esistono anche realtà ricreative che cercano di fare un lavoro importante di socialità in uno spazio sempre più discriminato. Su questo però niente viene detto, come ha pensato di valorizzare queste opportunità l’amministrazione? Non dimenticarsi degli abitanti di un quartiere significa anche rendere quel luogo frequentato in occasione di eventi sociali partecipati e aperti.
Questo potrebbe succedere se si investisse negli spazi a partire dalla Stazione Leopolda, di cui invece il Comune si è sbarazzato affidandolo alla Patrimonio Pisa che lo ha reso sempre più un corpo estraneo ed inaccessibile al quartiere.
Un tempo questo quartiere via ospitava molte attività di prossimità, alcune davvero storiche per Pisa, ma oggi il commercio è ridotto ai minimi termini: quale piano del commercio ha pensato in otto anni il Sindaco di Pisa per questa zona della città? Nessuna iniziativa è stata fatta per sostenere il commercio di prossimità. Questo è un altro elemento imprescindibile.
Ci chiediamo anche come si possa pensare di gestire le potenzialità multiculturali e i rapporti con le comunità migranti che popolano quelle zone senza mai interfacciarsi con loro. Come mai non si prova ad ipotizzare un’alternativa, a verificare la regolarità dei fondi affittati in quella zona, ma anche, di fatto perché non ci poniamo il problema di quali spazi alternativi mettiamo a disposizione di persone che costantemente subiscono sul nostro territorio marginalizzazione ed esclusione.
Non c’è nessun disegno, se non quello della presenza delle costosissime telecamere in alcuni punti di via Cattaneo, che non ha sortito alcun effetto di contrasto a episodi come danneggiamenti alle auto parcheggiate e alle abitazioni, spaccio e consumo di sostanze stupefacenti.
Questi episodi, però, non si combattono con la repressione, ma con le alternative: sia di luoghi e spazi che possano evitare la marginalità sia con un piano che pensi alla vivibilità del quartiere che ha avuto molti più spazi di vita, a cominciare proprio dalla Leopolda che un tempo ospitava una ludoteca e uno spazio prove, frequentati tutti i giorni: una casa di quartiere per garantire i servizi pubblici e la vita sociale e culturale.
Occorre attivare una mediazione di quartiere che intervenga sui conflitti, promuova mutualismo e segnali le criticità all’amministrazione un’unità mobile di strada in rete con i servizi comunale per pianificare ulteriori interventi, Serve al contempo attivare per agganciare ed inviare ai servizi le persone in difficoltà.
Quello che occorre è un percorso partecipato e realmente rappresentativo di tutto il quartiere, ecco perché continuiamo a segnalare il totale fallimento della Giunta conti sulle politiche partecipative: la situazione di Via Cattaneo è, da questo punto di vista un esempio lampante, così come è chiara l’inutilità delle politiche securitarie.
Insomma, noi lo diciamo da tempo, ma oggi è arrivato il momento che la Giunta si prenda le sue responsabilità e racconti che intende fare su questa parte della città, per questo porteremo la discussione in consiglio, anche perché non possono essere tollerate passeggiate squadriste come quella della settimana scorsa patrocinate, addirittura, da due partiti della maggioranza con deputati, consiglieri regionali e comunali oltre che esponenti di spicco che si comportano da sceriffi, in spregio a ogni regola di diritto.
Diritti in comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista
