Via Fermi: esempio di “Pisa depredata”, dopo 3 gare deserte la Giunta Conti proceda alla quarta gara, e il prezzo si abbassa sempre di più

Non c’è 3 senza 4. Dopo che anche la terza gara per la svendita dell’edificio ex Apes in via Fermi, promossa dal Comune di Pisa, è andata deserta, visto che alla scadenza del 22 maggio non è stata presentata alcuna offerta, la Giunta prosegue nella pianificata strategia di svendita di questo immobile.

Purtroppo, come denunciamo da mesi, siamo di fronte ad una pagina da manuale di come si depriva la cittadinanza di un bene comune come il patrimonio pubblico. Dalla prima gara, la cui scadenza era il 30 gennaio 2026, a questa quarta procedura che l’amministrazione comunale sta avviando, con 3 gare deserte come ampiamente prevedibile, il prezzo a base d’asta in 6 mesi è passato già da 2.090.961,00 euro; in questo terzo caso, il prezzo minimo si è abbassato a 1.693.678,41 euro.

E, se si continuerà a insistere, il prezzo si abbasserà ulteriormente. Ecco come la rendita fa affari nella nostra città. Ecco un esempio lampante di che cosa intendiamo di quando parliamo di “Pisa depredata” e dei sistemi con cui si favorisce la speculazione.

Infatti è fondamentale evidenziare che , nelle previsioni contenute nel Piano Operativo Comunale adottato dalla destra lo scorso aprile, per questo importante immobile di proprietà comunale è previsto il cambio di destinazione d’uso a fini residenziali, turistico-ricettivi e anche a hotel studentesco. Ipotesi contro la quale abbiamo presentato un emendamento in fase di adozione e presenteremo una delle nostre osservazioni affinchè invece il bene sia tolto dal piano delle alienazioni e resti la sua funzione pubblica.

Parliamo, infatti, di un intero palazzo nel centro di Pisa, a due passi da Piazza dei Miracoli: un edificio comunale che fino a pochissimi anni fa ospitava numerosi uffici, ancora oggi potenzialmente utilizzabili, e che viene messo in vendita proprio mentre il Comune spende risorse per acquistare altri spazi o peggio ancora prevede di consumare suolo per costruirne di nuovi. È il caso, ad esempio, del recente acquisto per circa 1 milione di euro dei nuovi uffici alla Sesta Porta dalla Patrimonio S.r.l. (società comunque interamente a partecipazione pubblica). È bene ricordare, inoltre, che nei prossimi mesi il Comune avrà sicuramente bisogno di nuovi spazi per uffici, vista la decisione di gestire direttamente i servizi socio-assistenziali a seguito dell’uscita dalla Società della Salute.

La destra invece preferisce stendere tappeti rossi alla speculazione, vista la posizione strategica dell’immobile di via Fermi, situato esattamente lungo la direttrice che collega la stazione ferroviaria alla Torre pendente. L’impatto che questa operazione potrebbe avere non è da sottovalutare: si andrebbero ad aggravare ulteriormente i problemi di vivibilità di un quartiere già costellato di attività residenziali e/o ricettive, in cui sono in corso o previste altre importanti operazioni della stessa natura, come quelle relative all’area del Santa Chiara, agli edifici dell’ex Caserma Artale, dell’ex Dipartimento di Chimica.

Occorre bloccare assolutamente questa spirale, fermando la svendita del patrimonio comunale e riutilizzando subito l’immobile per funzioni pubbliche.

Noi continueremo la nostra battaglia dentro e fuori il consiglio comunale. Una battaglia collettiva che ha anche momenti di socialità come quello di lunedì 13 sera, al circolo Caracol, nel quale dalle 20 ci rilasseremo dopo la campagna sulle osservazioni del POC, guardando al futuro con la presentazione del sito di Pisa Depredata.

Diritti in Comune: Una città in comune e Rifondazione Comunista Pisa

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