Via Fermi: non c’è due senza tre e con la terza gara il prezzo a base d’asta si abbassa, mentre nel Poc si approva il cambio di destinazione d’uso. Fermiamo la speculazione

Mentre in queste ore si discute e si vota il Piano Operativo comunale, ecco che il Comune procede alla terza gara, dopo che le prime due sono andate deserte, per la “svendita” degli uffici ex-Apes in via Fermi. Ma tutto questo non è un caso. Infatti all’interno del Poc nella proposta della Giunta si prevede per questo importante immobile di proprietà comunale il cambio di destinazione d’uso a fini residenziali e turistico-ricettive e anche ad hotel studentesco.

Insomma, l’operazione speculativa che avevamo paventato negli scorsi mesi trova una sua concretizzazione a cui ci stiamo opponendo proprio in queste ore in consiglio comunale con un emendamento per cancellare queste previsioni.

L’impatto che tale operazione potrebbe avere non è da sottovalutare: si andrebbero ad aggravare ulteriormente i problemi di vivibilità di un quartiere già costellato di attività residenziali e/o ricettive, in cui sono in corso o previste altre importanti operazioni della stessa natura, come quelle relative all’area del Santa Chiara, agli edifici dell’ex Caserma Artale, dell’ex Dipartimento di Chimica, delle ex Stallette e all’operazione di recupero del Parco della Cittadella, la cui gestione è stata affidata a un soggetto privato.

Ma non solo. Come era prevedibile, siamo davanti al più classico dei meccanismi di svendita del patrimonio pubblico. Infatti per le due precedenti gare, andate entrambe deserte, il prezzo a base d’asta era di 2.090.961,00 euro, in questo caso il prezzo minimo si è abbassato a 1.881.864,90 euro. Ecco come la rendita fa affari nella nostra città.

Occorre bloccare assolutamente questa spirale, fermando la svendita del patrimonio comunale e riutilizzando subito l’immobile per funzioni pubbliche.

Parliamo, infatti, di un intero palazzo nel centro di Pisa, a due passi da Piazza dei Miracoli: un edificio comunale che fino a pochissimi anni fa ospitava numerosi uffici, ancora oggi potenzialmente utilizzabili, e che viene messo in vendita proprio mentre il Comune spende risorse per acquistare altri spazi. È il caso, ad esempio, del recente acquisto per circa 1 milione di euro dei nuovi uffici alla Sesta Porta dalla Patrimonio S.r.l. (società comunque interamente a partecipazione pubblica).

È bene ricordare, inoltre, che nei prossimi mesi il Comune avrà sicuramente bisogno di nuovi spazi per uffici, vista la decisione di gestire direttamente i servizi socio-assistenziali a seguito dell’uscita dalla Società della Salute.

Diritti in comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista

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