Ai cittadini e alle cittadine di Pisa

giùilmalloppo

Ai cittadini e alle cittadine di Pisa

La situazione è davanti agli occhi di tutti: beni culturali in abbandono, pesantissimi tagli ai servizi sociali, asili e scuole materne esternalizzate, il patrimonio pubblico svenduto per fare cassa, mancanza della manutenzione ordinaria della città, aumento non progressivo e equo dell’Irpef a causa di una evasione milionaria dell’IMU. Se si sta ad ascoltare l’amministrazione comunale di Pisa il motivo è sempre lo stesso: “i soldi non ci sono”. Quello che non vi viene detto è che a Pisa i soldi “mancano” non solo a causa delle politiche antipopolari del governo e dell’Unione Europea, ma anche per il fatto che l’amministrazione Filippeschi non li ha pretesi da chi in questi anni ha pensato di fare grandi opere e imprenditoria non pagando ciò che doveva o depositando documenti fasulli in comune e avendo in cambio i permessi a costruire.

Stiamo parlando del caso della “morsa a due ganasce” costituita da un lato dai 16 milioni di euro di garanzie fasulle – le ormai famose fideiussioni tossiche del gruppo Bulgarella, della Boccadarno e della Sviluppo Navicelli (per fermarsi a casi più eclatanti) – fornite da pochi grandi operatori immobiliari e dall’altro dai 17,2 milioni di crediti – per lo più dovuti da quegli stessi soggetti – mai riscossi dal Comune medesimo. Come abbiamo visto la Società Sviluppo Navicelli è andata in fallimento, lasciando un debito di 3 milioni di euro con il Comune di Pisa per opere mai realizzare ; la Boccadarno SpA non ha mai pagato i terreni comunali del porto di Marina, dal valore di circa 8 milioni di euro, a cui si devono aggiungere i canoni di occupazione per queste aree che la stessa società utilizza nonostante il mancato acquisto; fino al 2013 il Gruppo Bulgarella risulta debitore di arretrati con l’ICI/IMU e altre voci per circa 6,2 milioni di euro. Aggiungendo anche il 2014 e il 2015 il conto salirebbe ulteriormente. Si tratta dei debiti certi, che probabilmente non tengono conto di altre somme non versate che farebbero salire ulteriormente il conto.

Decine di milioni dovuti, insomma, e mai riscossi che in alcuni casi, come per i terreni del porto, la giunta non ha neanche più intenzione di riscuotere. Si tratta di un enorme ammontare di denaro sottratto alle casse comunali, denaro tanto più prezioso in quanto viviamo in una fase di tagli agli enti pubblici e di diminuzione dei servizi ai cittadini.

Bisogna dire che questo enorme buco nelle finanze locali è divenuto di pubblico dominio solo grazie al lavoro fatto dalla nostra coalizione con continui atti ispettivi e richieste di accesso agli atti, in quanto in tutti questi anni le cifre sono state taciute tanto dal Comune quanto dai diretti interessati.

Vedete bene, insomma, che è  una vicenda di una gravità eccezionale, resa ancor più eclatante dal fatto che la Giunta ripete in continuazione che non ci sono risorse per le emergenze sociali e culturali della città e al contempo aumenta la pressione fiscale.

E’ per questo che ci assumiamo la responsabilità di lanciare una campagna contro questo “sistema”, a partire da un manifesto che verrà affisso a partire da oggi in tutta Pisa con uno slogan semplice e diretto (“Noi il loro debito non lo paghiamo”), pretendendo inoltre che  si faccia ricorso a tutti gli strumenti a disposizione del Comune per riscuotere questi crediti e per reimpiegarli in tutte quelle opere e quei servizi che servono alla città e ai cittadini maggiormente in difficoltà.

Due semplici operazioni che la giunta Filippeschi fino ad oggi non ha voluto fare e non ha fatto, confermandosi così – come ripetiamo da mesi – inadeguata per amministrare una città come Pisa.

 

Una città in comune
Partito della Rifondazione Comunista

 

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