“Due infermieri per 30 pazienti”. Sanità al collasso, il 3 novembre sciopero

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“Due infermieri per 30 pazienti”. Sanità al collasso, il 3 novembre sciopero

Il prossimo 3 novembre gli infermieri incroceranno le braccia e andranno a Montecitorio per protestare contro l’ennesima proroga del blocco dei contratti per il personale della sanità pubblica. Lo sciopero nazionale è stato indetto dall’organizzazione sindacale Nursind per tutta la giornata del 3 novembre.
Daniele Carbocci, segretario provinciale del Nursind spiega le ragioni della protesta: “Innanzitutto il blocco dei contratti, fermo dal 2009 e riconfermato nella legge di stabilità fino al 2016. Un provvedimento, che insieme alla cronica mancanza di dotazione organica degli infermieri, crea enormi difficoltà. In Italia mancano 60.000 infermieri e che con il blocco del turn over le condizioni di lavoro di chi resta diventano pesantissime: personale che ha 35-40 anni di anzianità e deve sopportare grossi carichi di lavoro, turni notturni, sovraffollamento”.
Altro problema cronico è quello del demansionamento: “Gli infermieri fanno tutto mentre dovrebbero occuparsi solo di assistenza infermieristica. Svolgono invece anche attività amministrativa, tecnica, ausiliaria”. Il tutto con un blocco degli stipendi che dura da quasi 10 anni.
L’adesione allo sciopero da Pisa si preannuncia molto alta, “tanto che l’azienda ha già cominciato a inviare al personale gli ordini di servizio, soprattutto nelle corsie”, dice Carbocci. “Molte sale operatorie saranno chiuse, alcuni ambulatori e il day hospital oncologico. Per il personale pisano lo sciopero inoltre rappresenta anche una risposta alle politiche dell’Aoup sul personale, nonostante le nostre numerose denunce”.
Il problema del Pronto Soccorso, al centro della cronaca negli scorsi mesi per la presenza costante di pazienti in barella, è stato in parte risolto, dice Carbocci, “caricando però il personale delle Medicine di un carico di lavoro eccessivo. Sono infatti aumentati i posti letto e quindi i pazienti non sostano più in barella ma in un letto, e questo è positivo, però il numero degli infermieri è rimasto lo stesso, con il risultato che in alcune corsie ci sono 2 infermieri per 30 pazienti“.
Un fenomeno acuto nelle medicine ma presente anche negli altri reparti: “I rapporti paziente-infermiere sono alti un po’ ovunque, ad esempio nella chirurgia, che a Pisa è molto pesante visto che si trattano pazienti trapiantati o sottoposti a terapie molto dure. In questi casi il rapporto è di un infermiere ogni 10 pazienti”.

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