Ex Stallette. Anche M5S e Noi Adesso Pisa condannano “l’insabbiamento” della vicenda

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Ex Stallette. Anche M5S e Noi Adesso Pis@ condannano “l’insabbiamento” della vicenda
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Dopo la decisione della maggioranza di chiudere i lavori di approfondimento in prima commissione di controllo, Zuccaro e Nerini si uniscono al coro di critiche delle opposizioni
Dura condanna da molti esponenti delle opposizioni contro la scelta della maggioranza di Palazzo Gambacorti, ma anche contro Giovanni Garzella, presidente della Commissione di Controllo nonché consigliere comunale di Forza Italia-PDL, di chiudere i lavori della commissione sul caso delle ex Stallette.
“Ieri, in un clima surreale, su proposta del Consigliere della Lista Civica, Giuseppe Ventura e con il voto favorevole del consiglieri del PD, Nicola Pisani e di quello dei Riformisti, Odorico Di Stefano, è stata approvata in Prima Commissione di Controllo e Garanzia la decisione di interrompere i lavori di approfondimento sulla vicenda per l’esistenza di una indagine in corso della magistratura, nonostante questa fosse già nota alle cronache da più di 5 mesi, ossia da quando l’assessore Serfogli aveva presentato un esposto in procura il 24 ottobre 2014″, scrive la consigliera del M5S Elisabetta Zuccaro.
“Era stata proprio la maggioranza, bocciando la richiesta di una commissione di indagine, a proporre, con un atto di indirizzo del Consiglio Comunale del 6 novembre 2014, che la prima commissione di controllo e garanzia svolgesse approfondimenti in via prioritaria volti ad ottenere chiarimenti anche sotto il profilo dell’individuazione di responsabilità”, ricorda Zuccaro. “Questo vergognoso epilogo è avvenuto contestualmente all’acquisizione da parte della commissione della seconda relazione del Responsabile Unico del Procedimento, potenzialmente rivelatrice di molte irregolarità, dopo quelle messe in luce dalla prima relazione, consegnata il 13 novembre scorso ai consiglieri a condizione di sottoscriverne l’impegno alla riservatezza e alla non divulgazione”.
“Questa seconda relazione – aggiunge – era stata congelata con atto di imperio, in totale contrapposizione con le forze di minoranza, dal Presidente della commissione, Giovanni Garzella, PDL-Forza Italia, che si rifiutava di consegnarla ai commissari, ipotizzando che dovesse essere secretata. Non sorprende che il gesto del Presidente sia stato accolto favorevolmente nella seduta di ieri dalla maggioranza e dagli uffici, con il risultato che è stata ritirata la procedura di trasmissione originaria ed è stato imposto nuovamente ai consiglieri di sottoscrivere l’assunzione di responsabilità nel ritiro dell’atto“, ovvero l’obbligo di non divulgarlo..
“Il Movimento 5 Stelle esprime piena condanna nei confronti di una maggioranza che prende tempo e insabbia una vicenda dai contorni inquietanti sottraendosi alla propria responsabilità politica”, conclude la Zuccaro, “ma condanniamo anche l’intervento del Presidente Garzella che ha contribuito a coprire il pressapochismo e la superficialità delle procedure con cui l’amministrazione dà seguito alla trasparenza degli atti amministrativi”.
Parole di critica anche da Maurizio Nerini, di Noi Adesso Pis@: “È andata in scena un’altra penosa pagina della vita amministrativa: la maggioranza che non sa più che pesci prendere”, afferma.
“Incredibilmente la maggioranza si schiera così contro una sua stessa decisione presa a novembre – ricorda anche Nerini – a fronte di una circostanziata richiesta di una commissione di indagine, unica in grado di approvare responsabilità, portata avanti dalle minoranze ma ancora una volta affossata da PD e cespugli”.
“Sui documenti riservati-secretati o meno poi – aggiunge – la farsa va avanti da mesi salvo trovarli spiattellati sulla stampa. Io non ho ritirato le due relazioni del Responsabile Unico del Procedimento ritenendo offensivo, per chi come me è tenuto alla riservatezza per mandato, che si chieda un inasprimento di tali misure firmando moduli fantasiosi e nel contempo se ne possa parlare in seduta pubblica…non so come si possa affrontare serenamente la cosa”.
E conclude: “Una commissione di indagine sarebbe stata ideale e ad avrebbe già dato delle risposte, senza sostituirsi minimamente alla Magistratura, operando solo sul piano amministrativo e non penale come cerca di far apparire chi oggi inopportunamente, difende l’indifendibile”.

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