Ordine del giorno: PRESERVARE E RILANCIARE I SERVIZI EDUCATIVI DEL COMUNE DI PISA

Il seguente ordine del giorno è stato presentato al consiglio comunale di Pisa dalla Coalizione della Sinistra – Diritti in Comune (Una città in comune – Rifondazione Comunista – Sinistra Italiana – Possibile)

Ordine del giorno: PRESERVARE E RILANCIARE I SERVIZI EDUCATIVI DEL COMUNE DI PISA

Tenuto conto che la Giunta comunale lo scorso gennaio ha soppresso la sezione dei 3 anni della scuola dell’infanzia “Agazzi” per l’anno scolastico 2019/2020 e che una simile scelta potrebbe preludere alla chiusura dell’intera scuola;

Ricordato che sia i genitori sia gli insegnanti hanno appreso di questa decisione nel momento in cui hanno preso visione del modulo di prima iscrizione, in cui non compariva più tra le preferenze la scuola “Agazzi”;
Ricordato che tale decisione è stata assunta senza alcun confronto, né con il Comitato di gestione della scuola, né con la RSU, né con i genitori, né con il quartiere;

Ricordato che anche la Terza Commissione Consiliare Permanente, a fronte di una scelta così importante, non è stata attivamente coinvolta, né preventivamente informata di questa volontà dell’amministrazione;
Tenuto conto che questa scelta avrà pesanti conseguenze negative in quanto, da un lato, si perde il patrimonio di elaborazione didattica della scuola, il cui impianto pedagogico è basato sulle sezioni omogenee, e dall’altro lato, si è diminuita l’offerta di sezioni omogenee nel quartiere, a fronte di una forte e costante richiesta delle famiglie;

Tenuto conto che la scuola, per le sue strutture, dalla palestra al giardino, per l’elevata professionalità del corpo docente e la sua accessibilità, è particolarmente apprezzata dalle famiglie che vi iscrivono i figli e le figlie anche da altri quartieri della città;

Tenuto conto che la scuola “Agazzi” ha costituito, con il contiguo nido de “I passi”, un’esperienza all’avanguardia per la continuità pedagogica del segmento d’età 0-6, un patrimonio che rischia di disperdersi con la soppressione della sezione dei 3 anni.

Tenuto conto che questa scelta sulle Agazzi da parte della giunta Comunale non è dovuta ad una diminuzione delle iscrizioni, ma alla intenzione di questa amministrazione di procedere alla progressiva “statalizzazione” dei servizi educativi del Comune;

Considerato che in una recente delibera di giunta si dà come obiettivo al Dirigente la predisposizione di “uno studio sul percorso amministrativo per il trasferimento delle scuole d’infanzia comunali allo Stato”.

Tenuto conto che tutto ciò sta avvenendo senza un percorso di ascolto e coinvolgimento dei Comitati di gestione di nidi e scuole d’infanzia.

Tenuto conto che al contempo non vi è alcun investimento da parte della amministrazione in termini di risorse e personale per il mantenimento di questi servizi, né per il trasferimento ai nidi o ad altri servizi educativi delle risorse sottratte alle scuole d’infanzia comunali

Considerato che la scelta dell’Amministrazione di trasmettere allo Stato la competenza sulle scuole dell’infanzia comunali chiuderebbe una pagina importante della storia della nostra città, perché le scuole Agazzi, Calandrini, Montessori costituiscono un patrimonio culturale, civile ed educativo per la città di Pisa e non solo; e che con questa scelta irreversibile l’Amministrazione dilapiderebbe uno dei beni immateriali più importanti del Comune, senza nessuna ragione plausibile se non l’intenzione di ridurre le spese, e di fatto cancellare il sistema integrato 0-6

Considerato che le scuole comunali hanno costituito fino ad oggi un patrimonio educativo improntato alla laicità e al pluralismo, che ne costituiva un valore aggiunto rispetto alla scuole statali.

Tenuto conto che le Scuole d’infanzia comunali, come i nidi, hanno sempre offerto a bambine e bambini diversamente abili una cura speciale, anche in termini di numero di ore di sostegno educativo integrato con l’assistenza personale specialistica, e che tale numero di ore è di norma sempre stato superiore a quello offerto dalle Scuole statali; che per questo motivo le scuole d’infanzia comunali sono state meta preferibile per le famiglie con bambine e bambini diversamente abili; che le risorse finora investite dall’Amministrazione Comunale non potranno essere trasferite allo Stato in termini di personale, ed eventualmente potrebbero essere investite solo come ore aggiuntive nell’ambito di progetti specifici e con personale diverso.

Tenuto conto che con l’assunzione della seconda coordinatrice pedagogica come previsto dal Piano del personale della scorsa consiliatura, l’Amministrazione comunale accresce le proprie capacità di coordinamento delle attività didattiche.

Tenuto conto che l’amministrazione ha lanciato la proposta della statalizzazione senza alcuno studio e verifica, ingenerando però un clima di apprensione e sfiducia sia tra i lavoratori e le lavoratrici sia nelle famiglie.

Considerato che tutto ciò ha pesanti conseguenze negative per le famiglie a causa della dispersione di un significativo patrimonio didattico-educativo, conseguenze negative che sin dal prossimo anno si faranno sentire sia sulla scuola Agazzi e sia sulle altre scuole comunali: i bambini delle Agazzi già da settembre subiranno un grave disagio perchè la loro scuola avrà 2  classi invece che 3, perdendo la continuità 0-6; mentre i bambini delle Calandrini e delle Montessori subiranno l’oggettivo disagio delle scuole “in dismissione”, cioè mancanza di investimenti nel medio-lungo periodo sulle strutture e i materiali didattici, e assenza di progettualità sul fronte didattico.

Considerato che simili scelte avrebbero ripercussioni negative anche sul fronte occupazionale sia per quanto riguarda il personale diretto sia per il personale delle cooperative che presta servizio in queste strutture.

Tenuto conto che in questi mesi la RSU del Comune di Pisa con ripetuti scioperi ha messo in evidenza le criticità di questa azione amministrativa.

Il Consiglio Comunale

ritiene necessario e prioritario un investimento sui servizi educativi comunali, non procedendo quindi né ad un trasferimento delle scuole dell’infanzia allo Stato né ad ad ulteriori esternalizzazioni dei servizi nella fascia 0-6.

Per questo impegna il sindaco e la giunta

  • ad avviare tutte le procedure necessarie già nella prossima variazione di bilancio e in sede di piano triennale del personale per lo stanziamento delle risorse finanziarie e l’assunzione delle eventuali unità di personale necessarie, nei prossimi tre anni, per garantire la sostenibilità dell’offerta didattica delle scuole comunali dell’infanzia, a partire dal ripristino della sezione dei tre anni delle scuole Agazzi;
  • ad avviare da subito un percorso di ascolto con tutti i soggetti coinvolti per arrivare ad una proposta organica per la riorganizzazione scolastica, tenendo conto degli equilibri generali del territorio, senza mettere in competizione un quartiere con un altro o una scuola con un’altra.

Francesco Auletta Diritti in comune (Una città in comune, Rifondazione Comunista, Pisa Possibile)

Condividi questo articolo

Lascia un commento